«Non si vede più nessuno piangere»

Venzone - Duomo

Il recente articolo di Sergio Rizzo e Gianatonio Stella sul Corriere della sera tocca corde profonde []. Non servono ulteriori commenti. Un friulano, e un gemonese in particolare, non può rimanervi indifferente. Parla di anima, dell’anima di una comunità. E di un passato, non molto lontano, di cui essere fieri. Sapremmo, oggi, in un’analoga situazione, mostrare la stessa saggezza delle generazioni che ci hanno appena preceduti?
[Foto: Duomo di Venzone]

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2 Commenti a “«Non si vede più nessuno piangere»”

  1. Paolo C. scrive:

    Se negli ultimi 10/15 anni voi gemonesi aveste avuto amministratori di spessore, il vostro paese sarebbe potuto diventare una sorta di “capitale morale” del terremoto in Italia. Avreste potuto realizzare un moderno museo, con laboratori didattici e metodologie interattive, in collaborazione con l’Università, la Protezione civile e molte altre istituzioni. Il castello poteva (potrà?) diventare lo spazio idoneo per accogliere tutto questo. Sarebbe stato non solo un modo per mantenere viva la memoria positiva della vostra ricostruzione, ma anche un volano turistico. Esperienze di questo tipo ne esistono ben poche in Italia. E invece a Gemona state investendo incomprensibilmente su altro. La Città dello sport si può realizzare da qualsiasi altra parte, da Palermo ad Aosta. Ma la vostra storia e l’esperienza del sisma e del dopo-terremoto è unica ed irripetibile. E’ proprio un peccato. E la conferma è tra le righe dell’articolo di Stella e Rizzo.

  2. Mariangela F. scrive:

    Anche a me suona strano “Gemona città dello sport”. Ma non vorrei nemmeno una “Gemona città del terremoto”! Mi piacerebbe invece una “Gemona città della Cultura” dove valorizzare il nostro ricco patrimonio storico-artistico e nell’attesa della ricostruzione del Castello (sigh!) rilanciare un bel Museo come quello Civico che langue…