Matrimonio canonico

Sposa

La Provincia di Udine, presieduta dal leghista Fontanini, organizza un corso di autodifesa rivolto alle donne «per prevenire e contrastare le aggressioni». Finanziato dalla legge regionale 9/2009 («interventi a favore delle fasce deboli della popolazione maggiormente esposte a fenomeni di criminalità e al rischio di incolumità personale») il corso, che dovrebbe prendere il via questa sera, 13 settembre, si svolgerà anche a Gemona, presso il Polisportivo, e sarà gratuito.
Ci sembra un altro modo per strumentalizzare il problema della sicurezza nelle nostre comunità, tra le meno esposte a rischi di criminalità in Italia. Fumo negli occhi con il solo fine di «costruire» il nemico, che sarà, di volta in volta, l’albanese, il rumeno, il musulmano.
Se la Provincia operasse davvero per contrastare la violenza sulle donne, partirebbe dai dati. Inequivocabili. Da una recente ricerca condotta dalla Swg di Trieste emerge che 4 maltrattamenti su 5 si verificano all’interno delle relazioni sentimentali. E solo 1 violenza su 100 avviene ad opera di sconosciuti.
A meno che la Provincia di Udine non intenda istituire questi corsi affinché le donne si mettano a malmenare i loro mariti, compagni o amanti, il senso di questa iniziativa ci appare a dir poco pretestuosa e ideologica. Ma la Lega ormai ci ha abituato al peggio. Basta attendere.

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13 Commenti a “Matrimonio canonico”

  1. P.D. scrive:

    Per capire bene chi sono queste “camice verdi” e il “sistema” che le sostiene invito, chi l’avesse persa, a guardare l’interessantissima puntata di ieri sera di Presa Diretta sull’evasione fiscale:

    http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#

    Ogni commento è superfluo!

  2. Luca G. scrive:

    @ P.D.

    sfortunatamente anche io ho avuto la brutta idea di vedere ieri sera il programma Presa Diretta: veramente stomachevole e schifoso.Nessuno mai riuscirà a spiegarmi perchè dopo queste trasmissioni non accada ciò che ogni cittadino onesto si aspetterebbe….

    Detto ciò mi permetto di osservare che qualsiasi generalizzazione, rivolta a chiunque, rischia di far perdere credibilità alle critiche.
    Il ragionamento, il plauso o la critica deve essere fatta sull’iniziativa in se e non sulle “camice verdi” ….

  3. Mariangela F. scrive:

    Eh no! Non sono proprio d’accordo! Io non ho niente a che fare né con la lega, né con l’aggressività e tantomeno con la paura dello straniero (sono stata io stessa per anni una straniera altrove). Quello che avete scritto non mi era nemmeno passato per l’anticamera del cervello quando ho pensato di iscrivermi anch’io! Soltanto altri impegni non mi hanno permesso di farlo e probabilmente lo farò in futuro. E non mi sono nemmeno chiesta da chi era organizzato il corso. Cari maschietti, conoscere alcune tecniche di autodifesa non faranno di noi delle “Rambo”in gonnella ma forse ci potranno dare una marcia in più in caso di prepotenza.

  4. A.T. scrive:

    io però,in caso di prepotenza,chiamo le forze dell’ordine,non mi metto a tirar calci e pugni perchè ho fatto un corso di autodifesa… in uno stato di diritto,mi pare, funziona così… se invece siamo come nel film della foto o come dice Mariangela…beh… allora, avvisatemi che vado a vivere in Islanda. E in ogni caso… non credo che l’intenzione della lega nord sia quella di tutelare le donne… fosse così, in questi anni avrebbero fatto ben altro, come sostenere le donne in maternità, le quote rosa e il diritto al lavoro… suvvia, non prendiamoci in giro…

  5. Anonimo scrive:

    Rimango basito dalle “ca….e” scritte da A.T…. allora facciamo una cosa di questo tipo… dimmi dove abiti, ti aspetto e ti faccio un agguato cercando di rubarti qualcosa, di violentarti o magari semplicemente di menarti… Vediamo quanto tempo hai per chiamare le forze dell’ordine e soprattutto quale risposta daranno al tuo stato di diritto! Meglio se chiedi la cittadinanza Islandese subito…

  6. Paul Kersey scrive:

    Non voglio fare il democristiano cerchiobottista ad ogni costo, ma devo rilevare come l’iniziativa leghista non sia ingiustificata.
    Non trovo nulla di male a che la popolazione sia attrezzata a difendersi (escluse armi, bianche o da fuoco) e che vi posaano essere dei corsi pubblici diretti ad educare in tal senso. Anche in caso di bassa incidenza del fenomeno criminale.
    Non credo che l’iniziativa sia solo diretta a sorvolare sul fatto che la stragrande maggioranza delle violenze scaturisce in ambito familiare (dato corretto e pertinente, quello riportato dal post).

  7. marco p. scrive:

    Innanazi tutto mi pare una forzatura molto poco obiettiva definire il corso di autodifesa solo “fumo negli occhi con il solo fine di «costruire» il nemico, che sarà, di volta in volta, l’albanese, il rumeno, il musulmano”. Nemmeno io, come Mariangela, ho nulla a che fare con leghisti, leghismi e l-egoismi, anzi, mi sento lontanissimo dalla barbarie civica che spesso questi concetti rappresentano. Lo stato di diritto poi è tutt’altra cosa, e infatti probabilmente non è mai stato così lontano dai cittadini cui si rivolge come in questi nostri tempi. Così come sono ben lontani i tempi di risposta delle forze dell’ordine in caso di necessità estrema come quelle di una aggressione, di una violenza. Ma sarei disposto a scommettere che chi ha scritto l’articolo è un maschietto…. ho indovinato? Beh, se questi corsi servissero ad evitare anche quell’unico caso su 100 di violenza, allora perchè no? Il problema è che spesso non riusciamo a calarci nei panni degli altri, in questo caso delle donne quali oggetto delle violenze, delle aggressioni: non basta consolarci con le fredde cifre, e se il caso più unico che raro riguardasse una moglie, una figlia, una sorella? Vivere nell’”isola felice” è un concetto che apparteneva al vecchio Messaggero Veneto di Vittorino Meloni, la realtà è un’altra cosa e chi è oggetto di potenziale violenza deve avere almeno la possibilità di scelta sul come difendersi. L’educazione civica poi non si insegna ormai da secoli, e chi elimina dall’insegnamento la geografia non avrà certo il pensiero di reintrodurla…

  8. Marco scrive:

    Hai hai.. questa volta “Con te Gemona” mi sa che ha scritto proprio una assurdità, visto che le SOLE parole spese ad inizio del corso, sono state come la maggior parte dei maltrattamenti fossero nel cerchio delle proprie conoscenze.
    Più che “mettersi a malmenare” ieri sera al corso c’erano 45 donne (erano previsti 30 posti) che volevano apprendere come NON ESSERE MALMENATE !!
    Al corso non ho notati ideologismi pretestuosi.. peccato non poter affermare la stessa cosa per questo post.

  9. admin scrive:

    Lungi da noi ritenere che il problema della violenza sia da mettere in second’ordine. Ma siamo certi che oggi in Italia, e in Friuli, si stia affrontando in modo accorto e adeguato questa questione? Se i dati ci dicono che il principale contesto in cui si esercita la violenza sulle donne è l’ambito familiare, con questi corsi lo risolviamo? Forse, e siamo davvero contenti di sbagliarci, dipende, piuttosto che da chi li ha finanziati, da chi li conduce. Ma, in generale, possiamo affermare che oggi le risorse sulla sicurezza vengano ripartite in base alle reali priorità? La legge regionale varata subito dopo le elezioni non era forse un debito elettorale che la maggioranza di destra ha subito onorato?
    Non servono complesse ricerche di sociologia per comprendere che vi è una sovraesposizione dei temi della sicurezza nella nostra società. Per motivi politici e contro ogni dato obiettivo. Accade in particolare sotto elezioni, come hanno bene dimostrato recenti studi sull’informazone televisiva. Forse però è vero: quando certe iniziative provengono da un certo schieramento politico, tendiamo ad essere sospettosi. Ci apettiamo sempre il peggio. È di oggi, tanto per dire, la dichiarazione del consigliere regionale Narduzzi della Lega Nord contro la costruzione di minareti in Friuli: «I musulmani mortificano la nostra storia e la nostra cultura. È il momento di lanciare un segnale forte». Lo stesso politico che riconosce la validità di questi corsi. Sì, siamo prevenuti. Sarà perché questa gente ci sembra lontana anni luce dai nostri riferimenti politici sul tema della violenza, soprattutto da Mohandas Karamchand Gandhi. Che soleva dire: «Occhio per occhio… e il mondo diventa cieco».

  10. admin scrive:

    @ Marco
    Ringraziamo Iddio di volerci contare nel numero di coloro che errano (e chissà quante volte). Che di perfetti, unti, senza macchia e senza errore ce n’è già a sufficienza in giro. La ringraziamo per la segnalazione, caro sig. Marco. E siamo fiduciosi nella forza “nonviolenta” delle donne gemonesi.

  11. Katia scrive:

    a me sembra invece che il post colga nel segno……. c’è in giro tanta gente che ritiene di risolvere tutto per le vie sbrigative della forza. qualcuno mi picchia? ………e io mi difendo imparando qualche buona tecnica…….. magari fosse così semplice. in questo modo le donne non fanno altro che rincorrere i maschi nel loro modo di risolvere i problemi……… vi ricordate l’omicidio della compagna di Calligaris di qualche anno fa? …….. ricordo di aver letto che aveva fatto un corso di autodifesa poco tempo prima e aveva anche reagito all’aggressore……….. sarà solo un caso, ma fa pensare……….. come fa pensare lo stile di certi post… tipo quello Anonimo qui sopra ….. anche le parole possono evocare ed educare alla violenza.

  12. KATIA scrive:

    …….. rispondo anche a “Marco” che parla di ideologismi…… di questi tempi ogni volta che una persona…. come succede in questo blog…. prova ad alzare un pò il livello delle discussioni e ad andare un pò + in profondità viene tacciata di ideologismi…… non se ne può + di concretezza e pragmatismo e anti-intellettualismo e totale assenza di qualcuno che pensa e riflette…………….

  13. Marco scrive:

    @ admin
    io ringrazierei te, e quei pochi come te, che oltre ad essere tenacemente un virtuoso esempio di correttezza divulgativa, comprendono come l’errore, sia il cammino maestro, che ci permette di migliorare.

    @ katia
    mò cerco chevvordì pragmatismo e anti-intelllettualismo e poì forsi te sò addì..