Gente di Gemona

Gente di Gemona

VALENTINO BALDISSERA
Studioso storia locale, benefattore (1840 – 1906)

Don Valentino Baldissera nacque il 20 giugno1840 a S. Tomaso di Majano, paese d’origine della madre Elisabetta (n. 1-3-1812 da Antonio e Paolina), dove il padre Baldassarre era alle dipendenze della famiglia dei conti Colloredo-Mels. Quando aveva solo pochi anni la famiglia tornò a vivere a Gemona nella casa paterna in Zuccola, dove da secoli risiedeva il casato dei Baldissera – Zui, nel palazzo che Valentino lasciò più tardi alla comunità locale affinché vi sorgessero un orfanotrofio e un asilo (che furono fino al 1976 l’Istituto “Baldissera-Modesti”). Molto importante per i suoi interessi culturali fu la madre, appartenente alla facoltosa famiglia majanese dei Modesti. Fu dopo la prematura scomparsa di questa (1857) che il giovane Valentino decise di dedicarsi alla vita religiosa ed entrò nel Collegio Pontificio a Roma, dove riuscì ad iscriversi ai corsi speciali di perfezionamento nelle sacre discipline. Dovette tuttavia tornare a Gemona senza aver concluso il corso di studi a causa della morte del padre ed a gravi problemi di salute. Entrò quindi nel Seminario di Udine e nel 1863 celebrò la sua prima messa. Non gli fu assegnata una parrocchia a causa del persistere del suo stato di salute cagionevole. Viaggiò molto, anche all’estero, e visse poi sempre a Gemona, dove si dedicò ai suoi grandi interessi: la raccolta e lo studio di documenti di storia locale, la storia dell’arte, la pittura e, quando possibile, la scuola.
Egli trascorse infatti l’intera vita quale archivista e bibliotecario a riordinare e catalogare antichi documenti della Comunità gemonese, pubblicando oltre sessanta studi [...], tutti fondamentali per chi voglia conoscere la storia di Gemona e del circondario. Avviò agli studi di storia locale Luigi Billiani e Giacomo Baldissera. Fu molto amico di Vincenzo Joppi, col quale collaborò in diverse pubblicazioni. Fu costante collaboratore delle “Pagine Friulane” e del giornale “La Patria del Friuli”. Era uno tra i più noti soci dell’Accademia di Udine e divenne pure socio effettivo della Regia deputazione di Storia Patria con sede a Venezia.
La sua propensione per l’arte lo portò a restaurare antiche pitture, a dipingere su tela e ad affrescare in varie chiese del circondario soggetti religiosi. In particolare uscrono dalla sua mano la Madonna che stava sotto la loggia di Palazzo Boton a Gemona ed il ritratto dell’abate Bini (che Bragato nel 1906 dice essere nella Pinacoteca Civica di Udine). Grazie al suo interessamento furono restaurate e rimesse al loro posto le 42 tavole dipinte dall’Amalteo per la chiesa di S. Giovanni in Brolo di Gemona (di cui Baldissera era rettore). Pregevoli anche i suoi articoli e saggi su aspetti del patrimonio artistico-architettonico locale.
Fu promotore dei festeggiamenti organizzati a Gemona nel 1904 per il bicentenario della morte di Basilio Brollo e per l’occasione ne stese una monografia.
Fu inoltre insegnante nelle scuole cittadine, sovrintendente e membro della commissione di vigilanza scolastica. Nel tempo libero amava suonare il violino.
Una mole di impegni incredibile per una persona che, già da giovane, era stata data per ‘spacciata’: fu certamente la volontà che lo sostenne e rimpiazzò le forze mancanti. Convinto della necessità di migliorare il livello culturale della popolazione, fece dono a Gemona dei suoi oltre 4000 libri, che costituirono il primo nucleo della civica biblioteca, aperta al pubblico nel 1889. Lasciò inoltre in eredità al Comune le sue raccolte di monete, cimeli e tele e destinò, come già accennato, la sua casa di abitazione in borgo Zuccola ed i suoi altri beni all’istituzione di un asilo infantile e un orfanotrofio, che divenne poi l’Opera “Modesti-Baldissera”; il valore complessivo del patrimonio era stimato in oltre 100.000 Lire del tempo. Con la dovuta riconoscenza per il suo operato in ambito culturale e per le opere di beneficenza, nel 1908 la comunità locale dedicò alla memoria una lapide in marmo con il suo ritratto in bronzo in altorilievo. Questo il testo dell’iscrizione in un primo momento apposta nella sala consiliare, trasportata nel 1925 sotto la loggia comunale: “Don Valentino Baldissera / cavaliere della Corona d’Italia / nato a Gemona il XX giugno MDCCCXL / morto il XXVI giugno MCMVI / alto intelletto e nobile cuore / che in dotti studi / ricreò le memorie antiche / a gloria educatrice di concittadini / legò cospicuo patrimonio / a conforto di pargoli e d’infelici / donò al Comune questa Biblioteca / a stimolo d’ingegni / il Municipio della sua terra / volle ricordato in questo marmo / per sempre”. L’iscrizione, che – come si può notare – presentava un errore nell’indicazione del luogo di nascita, scomparve a causa del terremoto nel 1976. A cura del Comune di Gemona il 1° novembre 1985 venne apposta sulla parete esterna a N.O. della chiesa rifatta del cimitero comunale la seguente lapide: “Valentino Baldissera/ S. Tomaso di Maiano 20. 6. 1840/ Gemona 26. 6. 1906/ radicato nella sua terra/ di Gemona vi indicò/ con trentennale sagace ricerca/ nella memoria di sé/ la via della scienza/ e della coscienza/ L’Amministrazione Comunale/ riconoscente pose/ Gemona novembre 1985”.
[Fonte: Mariolina Patat, Oms innomenâts a Glemone. Personaggi di rilievo nella storia di Gemona, Comune di Gemona, 2002, con aggiunte e correzioni dell'autrice].

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Un Commento a “Gente di Gemona”

  1. Mariangela scrive:

    Queste informazioni su Don Valentino Baldissera sono preziose per chi. come me, sta raccogliendo materiale sull’arte e la cultura della nostra Gemona. Grazie mille!