Il portico che non c’è

Portico via Basilio Brollo

C’era il portico che da via Bini accede in via Basilio Brollo []. C’era e non ci sarà più. O quantomeno sarà interdetto al pubblico transito. Un passaggio pedonale in meno in un centro storico già penalizzato per la sua complicata viabilità. L’attuale maggioranza in consiglio comunale ha infatti deciso di revocare la propria servitù sul passaggio in favore di alcuni privati che, nonostante siano trascorsi quasi 35 anni, hanno ora chiesto di ripristinare la situazione pre-terremoto 1976. La motivazione dell’accoglimento della richiesta, almeno quella esplicitata sulla documentazione approvata in consiglio comunale, è perentoria: «il porticato è di scarso interesse e risulta praticamente inutilizzato. […] Si tratta di un luogo buio ed appartato, […] soggetto a facile degrado e rapido deterioramento». Anche durante il consiglio comunale della scorsa settimana, l’assessore Luigino Patat e il sindaco Paolo Urbani hanno ripetuto che il luogo è buio (non basterebbe metterci una luce?), che nessuno ci passa mai ed è degradato.
Pur ritenendo giustificate e comprensibili le richieste dei privati, che in modo legittimo desiderano valorizzare le loro proprietà e tutelare i loro interessi, in molti si chiedono a quale criterio e razionalità risponda la scelta dell’amministrazione. Si può davvero affermare che il portico che porta da via Bini a via Basilio Brollo sia «inutilizzato» e «soggetto a facile degrado»? Ha senso, dopo tutto questo tempo, cedere al privato uno spazio pubblico così importante per la viabilità pedonale nella zona più turistica del centro storico? Con questa decisione non si rischia di aprire altri contenziosi, tenuto conto che in molte altre situazioni il privato potrebbe legittimamente richiedere di ritornare alle condizioni urbanistiche pre-terremoto? Domande che abbiamo cercato di porre anche in consiglio comunale. Le risposte non sono state né chiare né esaustive. La cessione, però, è passata. La maggioranza l’ha concessa. Anche se, al momento del voto, i consiglieri di maggioranza Andra Palese, Adalgisa Londero e Vincenzo Salvatorelli erano fuori dall’aula.

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5 Commenti a “Il portico che non c’è”

  1. mike scrive:

    mah… ce nell’aria la politica del “cumbinin”…

  2. Max scrive:

    Sì, sì, cumbiiin, ma cence conta sflociis però. Come si può affermare che il passaggio non viene utilizzato ed è degradato? Certe scelte, ancor più se ribadite a voce alta durante un consiglio comunale, fanno ridere i polli. Puare Glemone.

  3. Luisa scrive:

    Il portico in questione non è più degradato nè a rischio degrado, di altre zone del centro o di altri portici. Inoltre questa scelta crea un precendente pericoloso.
    Mi piacerebbe conoscere le vere motivazioni che hanno spinto in nostri amministratori a concedere questo favore.

  4. Mariangela scrive:

    E adesso sotto questo portico che non è nè buio nè degradato io ci passerò tutti i giorni e anche più volte al giorno perchè oltre ad essere, per me, una comoda scorciatoia è un angolo di Gemona che mi piace tantissimo! Vi prego, facciamo qualcosa per non farci derubare i posti più suggestivi (da valorizzare) del nostro centro storico!

  5. Sandro V. scrive:

    @ LUISA

    Le motivazioni sono chiare anche se l’amministrazione comunale non può dichiararle apertamente.
    E allora si tira in ballo il buio e la scarsa frequentazione!