Verba volant, facta manent

Parole

In questi giorni ai genitori e agli studenti gemonesi sono pervenute numerose lettere a firma del sindaco Paolo Urbani. Una in particolare, carica di ottimismo e buone intenzioni (e di qualche errore ortografico, in verità), è stata recapitata alle segreterie delle scuole superiori, le quali, a loro spese, sono state invitate a fotocopiarla e a distribuirla agli studenti. Questo è il testo: .
Il contenuto non ha nulla di informativo. È una semplice attestazione di stima, un augurio e una manifestazione di disponibilità: «Io, da Sindaco di Gemona, vi garantisco che […] seguirò con estrema attenzione tutto ciò che fate e che sono a vostra disposizione per ogni problema abbiate». Le nostre scuole in questo momento hanno molti, moltissimi problemi. Sono sull’orlo di un declino senza ritorno, a causa degli ingenti tagli governativi. Abbiamo provato a chiedere alle scuole gemonesi e ci è stato detto che non ci sono nemmeno i soldi per la carta igienica e per i toner delle fotocopiatrici. E non sono iperboli. Con queste indecenti scelte governative anche scuole di qualità, come sono quelle friulane [], rischiano di veder vanificati gli sforzi compiuti per garantire alti standard formativi.
Le «parole» del sindaco di Gemona vanno nella direzione giusta. Se non rimangono semplici parole, però. Le amministrazioni locali, nel momento in cui lo stato alza bandiera bianca, dovrà essere quello di farsi carico, di rendersi corresponsabili della formazione e dell’educazione dei propri giovani cittadini. Investendo risorse, sostenendo progetti, costruendo collaborazioni. A fronte delle parole del sindaco Paolo Urbani, se andiamo a vedere i numeri, scopriamo che l’amministrazione comunale di Gemona destina cifre irrisorie alle scuole. Lascia sbalorditi, per esempio, che per le spese di funzionamento nel 2010 il Comune abbia messo in bilancio meno di 15 mila euro. Delle domande di contributo inoltrate dagli istituti gemonesi per specifici progetti (teatro a scuola, storia locale, integrazione allievi diveramente abili, ecc.), solo 5 su 14 sono state finanziate, per un totale di 8.900 euro. Inezie se le confrontiamo con le reali necessità delle scuole del nostro territorio. Ora in molti si attendono che le parole del Sindaco si traducano in decisioni e fatti concreti. Altrimenti si sarà trattato solo di un inutile esercizio di retorica.

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4 Commenti a “Verba volant, facta manent”

  1. Marco scrive:

    ‎”..nella scuola è necessario aprire un dialogo apolitico basato sui contenuti.. chi fa politica deve farlo fuori dagli edifici scolatici.”
    ministro Mariastella Gelmini – settembre 2010

  2. Stefano scrive:

    Fa pensare la sproporzione tra i soldi che vengono spesi in un comune (non solo nel nostro) per iniziative sportive o del tempo libero, e quanto invece per la scuola. Forse gli amministratori locali ritengono che debba pensarci lo Stato. Ma lo Stato è sempre più assente.
    C’è veramente da ridefinire le priorità. Sarebbe bello vedere che a Gemona il sindaco e la giunta, al di là di queste attestazioni che lasciano il tempo che trovano, dedicassero parte dei loro sforzi per un settore strategico come la scuola. Purtroppo, lo sappiamo, non è con gli studenti che si vincono le elezioni.

  3. Luca G. scrive:

    quasi nessuno studente vota ma con i loro genitori si!

    Ci vuole un pò di coraggio ma sono convinto che i genitori saprebbero riconoscere anche in futuro delle importanti azioni di buongoverno….

  4. [...] avevamo parlato alcuni giorni fa [►]. La scuola italiana vive uno dei periodi più bui della sua storia. Per diversi ordini di motivi: [...]