+ coesione = + peso

Fune

Gemona esclusa dai finanziamenti. Serve più coesione e peso politico di Sandro Venturini

«Durante l’ultima seduta del consiglio comunale di Gemona è stata ratificata la seconda variazione del bilancio 2010. Si tratta di un aggiustamento dei conti a fronte di maggiori spese e minori entrate che si sono realizzate da gennaio ad oggi. Leggendo i numeri, un dato spicca su tutti: 498 mila euro in meno di trasferimenti regionali rispetto alle poste messe a bilancio. E poi, i mancati finanziamenti su progetti presentati alla Provincia e alla Regione. Gemona non riesce ad accedere, se non in parte e in misura di molto inferiore ad altri comuni, a numerose sovvenzioni pubbliche. Anche in settori che l’attuale giunta ritiene strategici: una domanda di 195 mila euro per il rilancio del turismo non è nemmeno rientrata tra quelle finanziabili, mentre la Provincia è stata oltremodo parca nei finanziamenti di strutture sportive.
Qual è il motivo di questa carenza di trasferimenti al nostro comune?
Certo viviamo un momento difficile sotto il profilo economico. La crisi si riverbera sulla finanza pubblica e sulle disponibilità delle istituzioni. Ma questa giustificazione non basta. Perché realtà della nostra dimensione ed anche più piccole hanno ricevuto ben altri trattamenti. Viene allora da pensare che le giunte regionale e provinciale rivolgano le proprie attenzioni ai comuni a loro politicamente più «contigui», trascurando le priorità e la bontà dei progetti presentati a vantaggio delle consonanze politiche. Sono, purtroppo, consuetudini che conosciamo. Ma da chi quotidianamente condanna il centralismo statale ci aspetteremmo altro.
Poi, però, una diretta responsabilità ricade anche su Gemona e chi l’amministra. Siamo tra i pochi grandi comuni friulani a non avere un rappresentante gemonese in consiglio regionale e in quello provinciale. Ciò ci rende molto deboli sul piano politico. E questo ha dei costi in termini di programmi, risorse e finanziamenti. Costi che pagano tutti i cittadini gemonesi.
I motivi di questo vuoto politico sono presto detti: troppi campanili, eccessivi personalismi, mancanza di prospettive comuni per la nostra città. Una situazione che dura ormai da anni. Ma è inutile ripiegarsi sul passato. Ora Gemona ha l’urgente necessità di superare vecchi conflitti, spesso anche personali. Ha necessità di maggiore coesione tra tutti gli attori della politica locale. Per poter contare di più. Per poter crescere, non solo sul piano economico, ma anche su quello delle relazioni sociali, del bene comune, della solidarietà. Questioni come la scuola, la salute, i servizi sanitari, il lavoro e lo sviluppo sono interesse di ciascuno e non possono diventare bandiere per battaglie individuali.
Pur rispettando le differenze di idee e di visioni poltiche, siamo chiamati a un lavoro comune, a progettare insieme il futuro di Gemona. Per quanto ci riguarda, se questa sarà la linea, noi ci siamo.
Gemona del Friuli, 6 ottobre»

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