L’acqua è casa

Casa sull'acqua

Riconoscere il principio che l’acqua è un bene comune; dichiarare che la sua gestione è un servizio privo di rilevanza economica e che quindi non può essere privatizzata; sostenere la moratoria del decreto «Ronchi» in attesa che si svolga il referendum. Sono queste, in sintesi, le richieste della petizione presentata ieri sera, lunedì 18 ottobre, al sindaco di Gemona da una delegazione guidata da Marco Iob, referente del Comitato regionale per il referendum abrogativo sull’acqua. Un appello sostenuto da 748 firme. Un numero rilevante, che indica quanto la questione sia ritenuta importante dai cittadini gemonesi.
Il sindaco Paolo Urbani ha accolto, almeno in parte, le istanze della delegazione, dimostrandosi concorde nel riconoscere che l’acqua è un bene e un diritto essenziale, e sostenendo che la legge «Galli» ha numerosi punti in cui andrebbe rivista, in quanto troppo sbilanciata in favore del privato. Tuttavia – ha affermato il sindaco – una certa apertura al mercato, considerate le ormai storiche inefficienze della macchina pubblica, potrebbe far bene anche alla gestione della risorsa idrica.
Tra le proposte della delegazione anche quella di realizzare una «Casa dell’acqua» a Gemona, sulla scorta di quanto sta accadendo in altri paesi del Friuli. La «Casa dell’acqua» è, nella sostanza, un punto di erogazione di acqua pubblica. Con la differenza, rispetto a quanto accade in una normale fontana, che la risorsa idrica viene trattata per garantirne la qualità e, volendo, refrigerata e addizionata di anidride carbonica. Si tratterebbe di un esborso relativamente modesto da parte dell’amministrazione comunale (l’erogazione potrebbe essere realizzata in collaborazione con il CAFC), ma di un concreto supporto sia al reddito dei cittadini, sia alla promozione di comportamenti ecosostenibili. Su questo punto il sindaco Urbani ha dimostrato alcune contrarietà, per una serie di motivi: troppo elevati i costi in un momento di crisi come quello attuale; poi, l’amministrazione intende promuovere altre forme di accesso all’acqua pubblica, riattando vecchie fontane del territorio comunale; e c’è infine la questione occupazionale delle aziende, come la Goccia di Carnia e la Pradis, che commerciano acqua in bottiglia. Le «Case dell’acqua» – che solitamente hanno un notevole successo – potebbero influire negativamente, a detta del sindaco Urbani, sul tessuto occupazionale del settore.

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9 Commenti a “L’acqua è casa”

  1. Anna P. scrive:

    Sarebbe stato troppo bello per essere vero se il nostro ‘caro’ Sindaco avesse accettato di buon grado la realizzazione della ‘casa dell’acqua’. Si capisce lontano un chilometro che sarebbe un innovazione e un seganle di sviluppo da parte di Gemona come sta avvenendo in altri comuni, ma si sa che lui se non è ‘bastian contrari’ non è felice. Mi viene da sorridere, ma il mio è un sorriso amaro, quando si dice che sarebbe un costo troppo elevato in tempo d crisi, ma invece la sua ultima e utilissima idea di far arrivare nelle case dei gemonesi l’elenco telefonico ‘Pronto Comune’ invece non è un inutile dispendio di denaro, alla luce dei numerosi elenchi( sia cartacei che telematici) che popolano le nostre case! Gli indirizzi io dico, fossero almeno corretti! Il mio infatti è sbagliato! Non ho davvero parole….

  2. Anonimo scrive:

    Prima di esprimere giudizi bisogna informarsi e chiedere se e quanto è stato speso per il ‘Pronto Comune’..
    In generale l’informazione su questo sito, da parte di chi lo cura, avviene in maniera incompleta ed in molti casi latita nel momento in cui dovrebbe rettificare quanto i naviganti esprimono senza cognizione di causa al fine di dare un’informazione oggettiva. Ma forse su questo blog non si vuole dare informazione oggettiva…
    Qui troppo spesso si fa disinformazione o si pilota l’informazione più o meno alla stregua dei media nazionali magari di proprietà di Berlusconi…
    Evviva i moralisti!

  3. admin scrive:

    @ Anonimo
    1. Ha certamente ragione Lei nel sostenere che il commento precedente probabilmente non coglie nel segno, in quanto è presumibile che l’iniziativa “Pronto Comune” – di cui non sappiamo nulla – sia finanziata dal privato. Lo si desume dalla quantità di pubblicità che l’opuscolo contiene. Tanto da renderlo un’operazione, crediamo, di puro marketing, in cui l’utilità pubblica sembra davvero marginale.
    2. Tenga anche conto che questo è uno spazio aperto. Come ha visto, Lei ha potuto intervenire con le Sue argomentazioni, anche critiche. Così funziona la rete, sig. Anonimo. Uno scrive, un altro controbatte. Cosa c’è di più democratico e politicamente corretto?
    3. Per quanto riguarda l’oggettività, chi ritiene di poterla garantire – crediamo – o è uno sprovveduto o è in malafede. Veda Lei dove vuole collocarsi. Noi, lo abbiamo sempre detto, non abbiamo la presunzione di approdare all’oggettività. Al massimo a una piccola verità. La nostra verità. In modo aperto e trasparente. Cosa non scontata di questi tempi, anche a Gemona.
    4. In ogni caso, la ringraziamo per la segnalazione. Siamo sempre disponibili a ricevere informazioni e notizie più “oggettive” delle nostre. Se Lei vorrà darci una mano, siamo a Sua piena disposizione. Sappia, poi, che se ci fosse una migliore comunicazione e una maggiore trasparenza da parte dell’amministrazione comunale di Gemona, che perde il suo tempo a prodursi in comunicati di propaganda quasi quotidianamente, questo sito internet non sarebbe nemmeno nato.

  4. Luca G. scrive:

    @ anonimo

    mi pare che il suo giudizio sia non molto generoso visto che questo servizio che viene dato alla comunità è gestito totalmente da volontari ed è l’unico nel suo genere a Gemona.
    Comunque, ogni voce che qui voglia tranquillamente esprimere il proprio punto di vista troverà le porte aperte.

    Relativamente al commento di Anna P. sull’elenco telefonico ‘Pronto Comune’, il nostro amico anonimo ha ragione nell’affermare che vi è una carenza informativa.
    Nessun onere, infatti, è posto in capo al Comune.
    L’amministrazione comunale, come da Delibera di Giunta 92 dd 22.04.10 ha concesso solo il patrocinio.

    Qui il testo della delibera: https://docs.google.com/leaf?id=0B8c4Dky7AtLBNjg0NjdkOGMtMDRkOC00ODlkLWFmODAtZmIxYTIzNWJmZWU3&hl=it

  5. Sandro V. scrive:

    Le polemiche sterili e gratuite lasciamole agli “Anonimi” che non hanno nemmeno la schiettezza di palesarsi!

    Diciamo invece grazie ai 750 cittadini hanno chiesto al Sindaco e all’amministrazione tutta di esprimersi contro la privatizzazione del Servizio Idrico Integrato che di fatto consegna un bene primario alle logiche del mercato.
    Grazie a quanti si sono impegnati e si impegnano in questa sacrosanta battaglia.
    Grazia a quanti dedicano le loro energie ed il loro tempo per il bene di tutti.
    Non mancheremo di dare il nostro contributo e sostegno.

  6. Anonimo scrive:

    Dati certi raccolti in Lombardia dove le case dell’acqua superano il centinaio, dimostrano che il calo di fatturato dei supermercati raggiunge al massimo il 13%, con una media inferiore al 10%. Questo perchè sarebbe inpensabile abbeverare tutta la popolazione con acqua frizzante solo con qualche casetta. A Firenze, dove ci sono già 12 case dell’acqua con consumi elevati, la Coop e l’acquedotto locale, con l’appoggio della Regione, hanno realizzato nel piazzale del centro commerciale una casa dell’acqua ad erogazione gratuita !!! Coop praticamente rinuncia al fatturato di milioni di euro per portare avanti un ‘idea di ecosostenibilità.
    Il risparmio stimato per famiglia media che utilizza acqua minerale commerciale è calcolato in 250 Euro all’anno.
    Gemona ha 4400 famiglie circa.
    Se un terzo di queste famiglie prendesse l’abitudine di prendere l’acqua dalle fontane pubbliche, ci sarebbe un risparmio di oltre 350 mila euro ogni anno.
    A 5 centesimi al litro la spesa sarebbe di 41 euro a famiglia per circa 60 mila euro all’anno che andrebbero nelle casse del comune.
    Questo facendo pagare anche la naturale, altrimenti tutto si ridurrebbe di circa il 40%.
    Il comune inoltre risparmierebbe dai 6 agli 8mila euro all’anno in smaltimento di rifiuti plastici.
    Una casa dell’acqua costa circa 20 mila Euro, con costi di gestione di 5/6 mila euro l’anno tra gas, manutenzione, consumi elettrici.
    Eroga un’acqua sicura e leggera, con analisi chimico fisica e batteriologica molto migliore di acque minerali in commercio.
    Nel caso di Gemona vicino anche alla fonte ( Molino del Bosso – Campolessi), dato che due dei pozzi di captazione CAFC raccolgono l’acqua del monte Chiampon e Cuarnan…più a km zero di così !!
    Chiaro che le multinazionali dell’acqua minerale avranno qualcosa da ridire, si vedono togliere il monopolio del bere, proprio dal popolo.
    E le nostre regionali non saranno certo da meno, sbandierando esuberi e possibili crisi, che non si avvereranno mai visto che gli stabilimenti sono quasi del tutto automatizzati, ma che danno adito a titoli ed articoli sui giornali.
    Goccia di Carnia ha una ventina di dipendenti, che costeranno all’azienda circa 600 mila euro all’anno.
    La comunità solo di Gemona dovrebbe secondo il sindaco rinunciare a oltre un milione di euro di risparmio, se tutti bevessero acqua pubblica, per conservare i posti di lavoro di un’azienda privata che ricava oltre 20 milioni di euro all’anno con la vendita di un bene pubblico, imbottigliato pagando la concessione 4 soldi al demanio, e ricaricato di oltre 1000 volte il costo di partenza ( caso più unico che raro nel commercio) ?
    Scusatemi ma sa di tassa legalizzata, tanto varrebbe assorbirli come operatori del Comune che comunque in cassa resterebbe moltissimo ugualmente ( mi seguite nel ragionamento?).
    Senza contare le migliaia di euro risparmiate di tassa rifiuti e le tonnellate di CO2 non emesse ed i metri cubi di petrolio e acqua per produrre PET non utilizzati.
    Bastano questi numeri per far ragionare?

  7. admin scrive:

    @ Anonimo.
    I dati e le sue riflessioni, da approfondire e declinare con precisione al caso di Gemona, non fanno che confermare quanto andiamo dicendo da tempo in merito all’acqua. Ora si tratterebbe di passare dai pensieri alle azioni. Ma qui è chi amministra che deve compiere il primo passo. I cittadini risponderebbero sicuramente in modo positivo.

  8. Luca G. scrive:

    tanto per aggiungere ancora materiale, dal corriere di oggi 26.10.10:

    IL PROGETTO «riducimballi» della regione lazio
    Acqua con gas e senza alla fontana
    «E la bottiglia la porti da casa»

    Iniziativa del Comune di Ciampino per eliminare la plastica: 5 centesimi ogni litro e mezzo. «Così ogni famiglia ne produce 50 chili in meno all’anno»ROMA – Acqua minerale. Con gas e senza. Costo: cinque centesimi per un litro e mezzo. Certo, la bottiglia te la porti da casa, ma sai che risparmio! In termini economici. Ma soprattutto in quantità di rifiuti. «Cinquanta chili di plastica in meno all’anno per ogni famiglia». Che moltiplicato per cinquemila famiglie equivale a 250 tonnellate di bottigliette in meno buttate via e quindi da smaltire.

    «FONTANA LEGGERA» – A Ciampino si può. In largo Martin Luther King. Eletto «comune riciclone» da Legambiente, da venerdì nel piccolo centro (40mila abitanti) alle porte di Roma sud, noto soprattutto per ospitare il secondo aeroporto della Capitale, l’acqua si prende alla «fontana leggera», un distributore di minerale liscia e gasata con acqua proveniente dall’acquedotto Acea, proprio quella di casa del rubinetto. Ma per i più viziati anche con le bollicine: «Acqua pubblica refrigerata, filtrata e addizionata con anidride carbonica» Il tutto al costo di 5 centesimo ogni litro e mezzo. «Si risparmia in fatica e soldi e si guadagna in salute – sorride l’assessore all’Ambiente e vicesindaco Enzo Lavagnini, promotore dell’iniziativa -: l’acqua dalla fontana – garantisce – è buona sempre ed è molto più controllata di quella in bottiglia che si compra al supermercato». L’obiettivo è «cercare tutti insieme di produrre meno plastica e quindi rifiuti da smaltire ogni anno, preservando l’ambiente e cercando di impiantare una cultura ecologica che poi va a vantaggio di tutti noi».

    IL PROGETTO – L’iniziativa «Fontana leggera» rientra nel progetto «Riducimballi» della Regione Lazio sviluppato dall’ente di ricerca Ecologos, attivo in tutta Italia. Spiega il sindaco di Ciampino Walter Enrico Perandini (Pd): «Questa iniziativa si inserisce nell’ambito delle attività volte a portare nelle tavole dei cittadini/consumatori prodotti di qualità a chilometri zero: l’obiettivo è quello di produrre meno rifiuti e diffondere una cultura di un consumo più consapevole». Riempire la propria bottiglia alla fontana evita l’acquisto «di quelle pesanti confezioni e che poi vanno trasportate fino a casa e quindi smaltite», continua l’assessore all’Ambiente Lavagnini. E «si risparmiano fino a 720 euro a famiglia ogni anno, oltre alle risorse e le materie prime che sarebbero state necessarie per produrre le bottiglie», sottolinea il sindaco. Che conteggia: «Cinquanta chili di plastica in meno in un anno per ogni nucleo familiare equivalenti ad un mancato consumo di energia pari a 2.060kWh: praticamente il fabbisogno energetico medio di quella famiglia per 6 mesi».

    IL «COMUNE RICICLONE» – Ma a Ciampino non è la prima volta che spunta un distributore pro-ambiente. Da tre anni, nella cittadina è partita la raccolta differenziata e i risultati sono stati molto buoni: oltre 40mila abitanti riciclano oltre il 60 per cento dei rifiuti, «hanno un buon senso civico», s’inorgoglisce il vicesindaco Lavagnini. Non solo. In città, ci sono 5 punti di raccolta di olio esausto, nei supermercato e nelle aree di mercato: si porta l’olio utilizzato per cucinare anziché buttarlo via nel lavandino. E poi c’è il detersivo alla spina: compri una volta il contenitore di plastica e quando hai finito il sapone per la lavatrice, lavapiatti, l’ammorbidente ecc, lo riempi di nuovo «alla spina». Niente di nuovo per le città del Nord Italia, ormai da tempo abituate ad una cultura ecologica. Un modello invece per il Centro-Sud, dove il consumo più consapevole fa ancora fatica a prendere piede e dove sono proprio i più piccoli a fare da apripista. Con Ciampino, nel Lazio ci sono anche piccoli centri come Oriolo Romano, Monterotondo, Rocca Priora, Campagnano di Roma.

    Claudia Voltattorni

  9. [...] idrici». Le 748 firme della petizione presentata al sindaco di Gemona alcuni giorni fa [►] vanno in questa direzione e indicano una crescente consapevolezza tra i cittadini. Tra le molte [...]