Farsi carico della crisi

Crisi economica

Esprimiamo preoccupazione e vicinanza ai lavoratori e alle famiglie della Fantoni di Osoppo, che in questo grave momento di crisi stanno rischiando di perdere il posto di lavoro. Secondo i vertici dell’azienda i tagli occupazionali colpirebbero 120 persone: 40 nel mobilificio, 20 negli uffici, 60 nel settore MDF. Una situazione drammatica che finora era stata tamponata con la coraggiosa e positiva scelta del gruppo di attivare contratti di solidarietà. La crisi però non pare placarsi, e il costo delle materie prime combinato al calo delle ordinazioni ha portato all’attuale congiuntura negativa.
A questo punto la politica non può stare a guardare, ma deve farsi carico delle situazioni di maggiore difficoltà e attivare buone pratiche a sostegno della competitività e della produzione delle aziende. Per quanto ci riguarda, sono ormai mesi che proponiamo al sindaco di Gemona e alla giunta la costituzione di un «Osservatorio locale sul lavoro» [], un tavolo tecnico che riunisca il mondo della politica, dell’impresa e del sindacato per monitorare l’evolvere della crisi e per programmare interventi realizzabili. Mesi fa la nostra proposta fu bocciata dalla maggioranza. Oggi quella proposta è ancora valida e urgente. Il numero delle aziende in crisi aumenta e non è più sufficiente agire in ordine sparso [], ma è necessario coordinare gli sforzi di comuni, Cipaf, Provincia e Regione. Enti che troppo spesso ai cittadini appaiono senza forza e senza capacità di gestire l’attuale contingenza economica e sociale. Soprattutto una riflessione andrebbe svolta sul ruolo del Cipaf. In un ordine del giorno – bocciato anch’esso dalla maggioranza gemonese [] – sostenevamo l’importanza di sviluppare sinergie con l’Università, favorire l’innovazione e la ricerca, orientarsi verso la green-economy. Direzioni verso cui stanno guardando i paesi più avanzati in Europa, Germania innanzitutto, che con il suo 3% di crescita attuale dimostra che la crisi si può, se non vincere, almeno contenere.
[Oggi, alle ore 11.15 saremo ospiti di Radio Spazio 103 per parlare della crisi occupazionale. Chi volesse potrà ascoltare la trasmissione in podcast QUI cliccando su «Gjal e copasse» e «11 novembre»]

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2 Commenti a “Farsi carico della crisi”

  1. [...] della proprietà di voler licenziare 120 dipendenti sui 680 presenti negli stabilimenti di Rivoli [►]. È stato un colloquio interlocutorio – da quanto ci è stato comunicato – in cui le [...]

  2. [...] La cassa integrazione guadagni autorizzata (cig) è in calo nella nostra regione. Lo dicono i dati registrati negli ultimi due mesi di settembre e ottobre (-39,6%). Le ore concesse sono poco al di sopra del milione (1.070.559). La cig è una «prestazione che integra o sostituisce la retribuzione dei lavoratori sospesi o che lavorano ad orario ridotto presso aziende in momentanea difficoltà produttiva. È uno strumento che per mette alle imprese, in attesa di riprendere la normale attività produttiva, di essere sollevate dai costi della manodopera non utilizzata e di evitare i licenziamenti» [►]. La diminuzione riguarda tutta la regione, tranne la provincia di Gorizia in cui la cig aumenta facendo segnare un +143,5%, con oltre 413 mila ore, pari al 39%. Udine, invece, si colloca al secondo posto con 373 mila ore, pari al 35%. L’assessore regionale al lavoro Angela Brandi ha affermato che questo risultato, raggiunto in Friuli-vg nel corso del 2010, è il migliore a livello italiano. Il dato più rilevante è il calo della cassa integrazione rispetto al quantitativo di ore concesse nell’ottobre 2009: nella nostra regione è diminuita del 59,4%, mentre in Italia, complessivamente, si registra un aumento del 3,8%. Un segnale certamente positivo questo, che fa ben sperare per il futuro, anche per la situazione ancora molto preoccupante del territorio gemonese, soprattutto per la crisi che recentemente ha coinvolto la Fantoni [►]. [...]