Dialogo contro la crisi

Dialogo

Stamattina si è svolto il primo incontro fra i sindacati e i vertici aziendali della Fantoni, a seguito delle recenti dichiarazioni da parte della proprietà di voler licenziare 120 dipendenti sui 680 presenti negli stabilimenti di Rivoli []. È stato un colloquio interlocutorio – da quanto ci è stato comunicato – in cui le parti hanno messo sul tavolo ciascuna la propria posizione. Da un lato l’azienda ha ribadito la grave congiuntura, che ormai si protrae da oltre due anni, ma anche la volontà di non delocalizzare e di evitare il più possibile che siano i dipendenti a pagare il costo della crisi economica. Dall’altro lato i sindacati si sono dimostrati disponibili a far fronte con responsabilità al grave momento, ma chiedono anche che si compiano scelte guardando al quadro globale della situazione dell’azienda. Soprattutto chiedono che vengano chiariti gli obiettivi e le prospettive future per il rilancio del polo di Rivoli, esplicitando qual è il piano industriale previsto per i prossimi anni, quali gli investimenti e le strategie di rilancio aziendale.
Al momento la politica sta a guardare, ma riteniamo sia importante sostenere questo dialogo appena avviato, e auspichiamo il massimo della collaborazione e dell’assunzione di responsabilità da parte di tutti. Le realtà aziendali del nostro territorio – crediamo – sono uno dei principali «beni comuni» che dobbiamo tutti salvaguardare e difendere.

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4 Commenti a “Dialogo contro la crisi”

  1. Mike scrive:

    Se penso che ci sono 120 famiglie del mio paese o dei dintorni che tremano per il posto di lavoro mi vengono i brividi.
    Sperin ben…

  2. Sandro V. scrive:

    Finalmente, mi pare di aver capito che il Sindaco Urbani, dopo che da un anno gli chiediamo di discutere in Consiglio Comunale della crisi economica e proponiamo strumenti operativi (come l’Osservatorio sul lavoro), pare che si sia convinto (oppure l’ha convinto il Sindaco di Osoppo). Per quanto è dato di sapere terremo un consiglio comunale congiunto con Osoppo (e Buia?).
    E’ il minimo che la politica possa fare per dimostrare sostegno ai lavoratori in grave difficoltà e per portare il tema fino alle sedi politiche più alte.

  3. John scrive:

    La crisi che attanaglia anche le industrie nostrane situate a Rivoli di Osoppo evidenzia una situazione ormai allo stremo, anche se si tratta di aree specifiche maggiormente esposte alle avversità economiche del momento. Concordo pienamente sulla necessità di porre rimedio immediato a questa situazione di stallo , con un audace e sensibile rilancio di tutta l’area industiale del Gemonese.Ma se da più parti si sostiene quest’ultima soluzione , da parte Regionale non si vedono inpulsi di spessore su questo argomento, si nicchia sull’elettodotto lasciando ai comitati sorti spontaneamente la gestione al rialzo degli indenizzi da dare ai Comuni interessati, si allunga a dismisura l’avvallo all’ampliamento della zona industiale, si rimanda nel tempo l’agognato collegamento con la Gemona – Sequals. Certamente vie n da pensare che dette opere che andrebbero a valorizzare ed implementare la nostra industiale vengano volontariamente allungate nel tempo a favore di altre zone vicine ai poteri del momento.

  4. Marco Palese scrive:

    Non dimenticatevi che verso metà luglio 2010, termina il primo anno del contratto disolidarietà (C.d.S.) nelle sezioni Siat-Pittarc del Gruppo Ferriere Nord.
    E’ vero che si può prorogare, ma ricordatevi che la proprietà aveva richiesto 70 licenziamenti su 160 lavoratori.