Più politica contro la crisi economica

Povero

di Sandro Venturini

Il recente «Rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia» [] elaborato dalla Caritas Italiana e della Fondazione Zancan mette in luce come i poveri siano cresciuti in un solo anno del 3,9%. È sotto gli occhi di tutti: le persone che si trovano in un situazione di forte fragilità economica e che hanno dovuto modificare il proprio tenore di vita, privandosi di una serie di beni e di servizi precedentemente ritenuti necessari, sono in costante aumento.
Nei primi mesi del 2010 voci ottimistiche quanto illusorie sostenevano che la crisi economica era in via di superamento, ma ancora oggi il problema appare in tutta la sua gravità, ci presenta le difficoltà delle persone disoccupate, delle famiglie impoverite, di quelle che sanno che prima o dopo finiranno gli ammortizzatori sociali. Anche nel nostro territorio gli indicatori della crisi mostrano una crescente difficoltà. Ne è testimonianza la recente vertenza aperta presso la Fantoni di Osoppo che interessa anche molti cittadini di Gemona.
Secondo i dati della Banca d’Italia, negli ultimi dieci anni la ricchezza (case, titoli e moneta) del 10% delle famiglie più ricche è passata dal 41% al 48% della ricchezza nazionale, quella del 40% delle famiglie di mezzo è passata dal 34% al 29% mentre quella del 50% delle famiglie più povere è passata dal 25% al 23%.
Bastano questi elementi per mostrare il profondo disagio che stanno attraversando molti cittadini del nostro paese e la crescente diseguaglianza nella distribuzione della ricchezza e un aumento della forbice tra chi dispone di possibilità economiche sempre maggiori e chi non riesce ad arrivare alla fine del mese. Questo, come afferma Benedetto XVI nella recente enciclica Caritas in veritate, «tende a erodere la coesione sociale, per questa via mette a rischio la democrazia».
Siamo pertanto tutti chiamati a una profonda riflessione sull’attuale condizione sociale ed economica del nostro Paese e delle nostri territori. Soprattutto la politica, che ha il compito di operare affinchè a tutti i cittadini sia garantito il minimo indispensabile per condurre una vita dignitosa. Il mercato da solo – lo stiamo drammaticamente constatando – non risolve gli squilibri provocati dalla crisi. Le soluzioni vanno trovate altrove. Per questo anche noi di «Con te Gemona» siamo chiamati, nel nostro piccolo, a dare il nostro contributo di analisi e di prospettive. A breve abbiamo intenzione di proporre un incontro pubblico per riflettere su questi temi cruciali per il futuro.

Tag: ,

I Commenti sono chiusi