Numeri

Numeri

Costo giornaliero* preventivato dall’amministrazione comunale di Gemona per la realizzazione della mostra di Paul Beel e Fulvio di Piazza a palazzo Boton (dal 19 novembre 2010 al 9 gennaio 2011)

Spesa giornaliera a carico del Comune di Gemona 558 €

[* Nel costo sono compresi, oltre all’organizzazione della mostra, la realizzazione del materiale promozionale, il banchetto inaugurale e spese di ospitalità, interamente a carico del Comune di Gemona. Sono invece esclusi ulteriori 483 euro giornalieri a carico dell’Azienda Speciale Villa Manin e di alcuni sponsor privati].

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12 Commenti a “Numeri”

  1. Luca scrive:

    Speriamo sia un buon investimento!

  2. Roberto C. scrive:

    … mi pare faccia proprio il paio con il post di ieri.

  3. Marco scrive:

    quanti turisti richiama una mostra di questo tipo?…. io i due pittori non li ho mai sentiti nominare…. se non sbaglio verranno spesi dal comune oltre 35.000 euro….. non sono un po’ tanti?…. voi di con te gemona fareste bene tra due mesi a farci sapere quanti saranno stati i visitatori… così capiamo se questi “investimenti” sono tali….. o se non sarebbe stato meglio spenderli in un altro modo…..

  4. marco p. scrive:

    Beh certo sapete che cosa si può fare? Investire qualche migliaio di euro e chiamare Belen Rodriguez a recitare una poesia, è matematicamente sicuro che avrà in mezz’ora molti “visitatori” in più della mostra di Beel e Di Piazza in tutta la sua durata. Una provocazione, per dire che secondo me non si valuta la qualità di una mostra dal numero di visitatori o da quanto ci si investe per allestirla. O no?

  5. Luca G. scrive:

    marco p. ha ragione ma…

    l’amministratore pubblico deve comportarsi, come dice il codice civile, con “La diligenza del buon padre di famiglia”…
    nessuna amministrazione pubblica credo possa permettere di usare soldi pubblici senza che questi producano un ritorno per la collettività.

    Ovviamente questo ritorno può essere di vario tipo ma in ogni caso deve essere misurabile e soprattutto alla fine va confrontato se il risultato ottenuto è pari, superiore o inferiore a quello atteso.
    Si può decidere di investire in progetti culturali anche se questi non producono risultati immediati basta esserne consapevoli.

    35.000 possono essere un ottimo investimento se è strumentale per poter ottenere in futuro mostre che richiamino ancora più persone.

    Inoltre sarebbe interessante capire se l’amministrazione intenda questo investimento come destinato alla cultura, al turismo o ad un mix di questi… solo conoscendo questo dato si potrà dare un giudizio serio sul numero delle presenze.

    in ogni caso: speriamo sia un buon investimento!

  6. Sergio scrive:

    anche a me cmq sembrano tanti soldi. sarà anche bella, non l’ho vista, ma forse con quella spesa si poteva sostenere il lavoro delle associazioni di gemona.

  7. Giovanni scrive:

    All’amministratore del Blog esprimo sinceri complimenti per l’ottimo lavoro redazionale, serio e mai tendenzioso, di grande valenza informativa a servizio del pubblico (molto interessante è pure il bolg della Consigliera comunale Mariolina Patat). Guarda caso l’Amministrazione Comunale ora si attiva per modificare il regolamento sull’accesso agli atti comunali….. Speriamo che questo Bolg possa continuare a pubblicare documenti. Speriamo che a Gemona non ci sia nessuno che venga disturbato dalla verità e dalla trasparenza nell’uso del denaro pubblico. La trasparenza è un principio fondamentale della democrazia.
    Tornando all’ attuale mostra dei due pittori poco conosciuti in zona, non credo ci sia nessuno che salga al centro storico di Gemona, da Ospedaletto o da Piovega per vedere una mostra del genere, figurarsi da altre località del Friuli. Per fortuna nel centro di Gemona transita tanta gente, attirata dalle bellezze del Duomo e dal contesto del centro cittadino. Questi viandanti dopo aver ammirato la statua di San Cristoforo, la galleria dei magi e gli altri capolavori locali, sicuramente faranno una visita anche alla mostra di pittura proposta dal Comune. A mio avviso però non è questo genere di mostre che interessa alla gente di Gemona e del gemonese. Il numero di visite alla mostra di pittura sarà il medesimo di una mostra missionaria o di altro genere. La gente viene a Gemona per l’arte, la storia e la cultura gemonese, poi trovandosi in centro storico visiterà pure la mostra pittorica, che appare del tutto decontestualizzata alla realtà locale (questa è una mostra senza capacità di attrazione). La questione fondamentale, a mio avviso, è che il turista giunto a Gemona attirato dalle sue bellezze non può completare la visita cittadina ammirando il patrimonio culturale gemonese che è vasto ed unico nel suo genere con ampi margini di valorizzazione. Il Sindaco Marini aveva avviato le procedure per esporre le tavole dell’Amalteo, questa Amministrazione ha bloccato l’intervento. Con una spesa minore di quella relativa ai due pittori attualmente in esposizione, si sarebbe reso visibile al pubblico un patrimonio di rara bellezza, che attualmente è nelle cantine del comune (E questo, dopo che le opere sono state restaurate con somme di non poco conto). In attesa di sistemare le tavole del Pomponio nella Banca, che il sindaco Urbani deve acquistare (non sappiamo quando……) si poteva allestire l’esposizione pensata dal Sindaco Marini. Almeno le opere Gemonesi sarebbero state valorizzate per qualche anno in attesa di una collocazione definitiva. (E’ meglio lasciarle in cantina?) Non si capisce perché per esporre per un PAIO DI MESI le opere di due pittori, che nulla hanno a che fare con la storia di Gemona, si può spendere una cifra ben maggiore di quella prevista dal Sindaco Marini per l’esposizione al pubblico dell’l’Amalteo. Lo sapete voi?

  8. Il fan della gru scrive:

    Con una spesa irrisoria si può sempre ammirare la gru sul “castello”……

  9. Giovanni scrive:

    Mille e cento euro al Giorno! Si, al giorno. (Qual’ è lo stipendio medio di un dipendente (operaio- impiegato) del settore privato al MESE?) Molto acuta l’osservazione del fan della gru, ne prendo atto! Però i numeri sono numeri e non fantasie. Sono quei numeri che purtroppo numerose famiglie di Gemona devono fare ogni mese per tirare a campare. Ecco i numeri su cui non si può barare: La mostra relativa alle opere di Paul Beel e Fulvio di Piazza è prevista dal 12 novembre 2010 al 9 gennaio 2011 quindi per 57 giorni. Il costo complessivo è di 62.000 Euro, di cui 32.000 a carico del Comune di Gemona il resto a carico dell’Azienda speciale Villa Manin che è sempre un ente pubblico finanziato dalla Regione. Insomma si tratta di soldi pubblici, soldi che derivano dalle tasse dei cittadini. La mostra è stata progettata da una società privata: Bonelli arte Srl (quindi non un associazione ma una società a scopo di lucro – E’ stata fatta una gara per individuare questa società?). Quindi 62.000 euro diviso 57 giorni sono circa 1100 euro al giorno per la mostra di cui sopra. – A proposito di gru, fino all’altro giorno, in altra zona d’Italia, un gruppo di operai si era asserragliato sopra una gru per protesta, per difendere il posto di lavoro. Speriamo non succeda anche a Gemona dove sono tanti i giovani che cercano lavoro e altri lo hanno perso….

  10. Pieri scrive:

    @ Giovanni

    Se la mostra è stata commissionata all’azienda Speciale Villa Manin sono loro i responsabili del rispetto di tutte le procedure..

    Poi, attenzione a non scadere nell’eccesso di critica condita con un pizzico di qualunquismo: se volessimo continuare nei ragionamenti per ASSURDO potremmo anche giungere a dire: qualsiasi cifra destinata alla cultura (e non solo) è eccessiva se paragonata alle difficoltà economiche delle famiglie.

  11. Mara scrive:

    Oltre al dato che avete indicato vanno specificati i costi dei laboratori didattici che verranno realizzati nelle scuole elementari: 2.550 euro per i materiali e 3.500 euro di rimborso spese per i due artisti.
    Non è proprio gratis la collaborazione con Villa Manin, vero? Bisogna che la gente di Gemona sappia come vengono spesi i loro soldi. Passate parola.
    Mara

  12. marco p. scrive:

    Non avendola ancora visitata non posso fare commenti sulla mostra in questione, tantomeno io sono uno strenuo difensore delle iniziative di questa amministrazione, anzi, non l’ho votata alle comunali. Ma a questo punto diventa una questione che merita uno sguardo più ampio, e che solletica una polemica anche intellettuale. Appunto, i laboratori didattici: ecco un altro costo, altri euro da aggiungere alla spesa! Cosa non fanno questi artisti pur di prendersi dei soldi, vanno anche nelle scuole a parlare della loro arte! Nel caso (del tutto irrrealistico ovviamente) che uno dei nostri figlioli venisse “illuminato” da uno di questi laboratori e che ciò gli ispirasse una qualche vena artistica, ricordiamogli che gliel’abbiamo pagato con i nostri soldi, perbacco! Ah, rimango sempre in attesa di capire se si conosce lo strumento con il quale si potrà misurare il famoso “ritorno” per la collettività conseguente a questa mostra: magari è dello stesso inventore di quella citata da Samuele Bersani…
    “Sai c’è una macchina
    che misura l’emozione
    dei bambini la domenica,
    o quando di notte arriva la neve…
    la neve… la neve…”