La politica dei tagli

Forbici

La finanziaria 2011 prevede un taglio al 5 per mille del 75%. Le associazioni leggono questi tagli «come un ripensamento al ruolo del non profit nel welfare nazionale», come sostiene Giorgio Tojsi, segretario generale di Vidas [], associazione che si occupa di assistenza ai malati terminali.
Dal 2007 ad oggi lo Stato ha destinato circa 400 milioni di euro l’anno al 5 per mille, 100 invece sono i milioni presenti nella Finanziaria 2011. A questo pesante taglio si aggiungono alcuni provvedimenti presi nei mesi scorsi, come la cancellazione delle agevolazioni sulle tariffe postali (con il risultato che inviare comunicazioni o bollettini ai soci costa il 340% in più) ed il taglio al fondo per le politiche sociali: 435 milioni per il 2010, solo 35 previsti per il 2011. «Sono questi i fondi che, una volta trasferiti alle Regioni e poi ai comuni, servono per finanziare le politiche sociali che nei fatti vengono portate vanti da associazioni di volontariato, onlus, cooperative sociali» sostiene Marco Granelli, presidente di CSVnet [], il coordinamento nazionale dei centri di servizio per il volontariato. Di fronte a questi tagli le associazioni si sono mobilitate: nei vari siti delle organizzazioni si trovano petizioni ed appelli da inviare alle istituzioni. Il mondo del non profit vive certamente grazie ai numerosi volontari, ma dà lavoro anche a numerosi giovani. Il taglio ai fondi per le politiche sociali preoccupa anche le numerose cooperative che operano nel settore e danno lavoro a circa 400 mila persone. Giuseppe Guerini presidente di Federsolidarietà così si esprime riguardo al taglio dei fondi: «I contraccolpi sull’occupazione saranno inevitabili, soprattutto nel 2012. Non vorrei che a fronte di qualche risparmio sulle politiche sociali ci fossero maggiori spese per la cassa integrazione». Tagliare oggi per spendere magari il doppio domani?
(di Lodovico Copetti)

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Un Commento a “La politica dei tagli”

  1. Sandro V. scrive:

    E’ davvero uno scandalo!
    Firmate l’appello per non fare morire il terzo settore.

    http://www.iononcisto.org/