«Odisseu». Par furlan

Odisseu

Tra i poemi classici molto probabilmente l’Odissea è quello più in grado di stimolare l’immaginario collettivo evocando suggestioni e stimolando interpretazioni, variazioni e riletture. I temi del viaggio, della sfida, del destino e del ritorno a casa, solo per citarne alcuni, sono tra quelli certamente più sviluppati e rielaborati da un’infinità di artisti: poeti, letterati, drammaturghi, pittori e musicisti.
Questa sera, venerdì 26 novembre, presso il Sociale di Gemona alle ore 21.00 approda Odissee, lo spettacolo teatrale, per la regia di Claudio De Maglio, che ripropone l’opera omerico in lingua friulana, in una versione a suo modo inusuale. A partire da una recente traduzione in lingua friulana, lo sceneggiatore Carlo Tolazzi ha «arricchito» il testo con cinque-sei varianti locali per dar voce ai vari personaggi. La Grecia classica diventa allora come un grande Friuli, in cui, accanto alla parlata «centrale», compare il carnico, il dialetto della destra Tagliamento, quello della Bassa e di Navarons (omaggio a Novella Cantarutti), ma anche il triestino e la parlata udinese.
Lo spettacolo mette in campo tra i migliori interpreti del panorama teatrale friulano: da Massimo Somaglino a Fabiano Fantini ed Elvio Scruzzi, da Maria Ariis a Claudia Grimaz e ancora Nicoletta Oscuro e Giuliano Bonanni, Chiara Donada, Federico Scridel, Stefania Ugomari di Blas, Francesco Godini, Valdi Tessaro, Monica Aguzzi e Alessandro Bile.
Un’ibridazione interessante, dunque, tra cultura classica, popolare e la realtà friulana di oggi. Un’inziativa che conferma, una volta di più, la celebre frase di Italo Calvino: «Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire».

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