Noi crediamo nella famiglia

Famiglia Simpson

Tutti gli indicatori economici evidenziano quanto la famiglia sia uno dei cardini attorno a cui ruota la coesione sociale in Italia, specialmente nei momenti di crisi come quello attuale. Allo stesso tempo, però, rispetto ad altri Paesi europei, la famiglia non viene sufficientemente tutelata e sostenuta. Lo Stato italiano non sta mettendo in atto politiche familiari eque, efficaci e coordinate. Tanto che molti enti locali (regioni, province e comuni) devono farsi carico delle deficienze del governo centrale con misure a supporto dei nuclei familiari, con politiche di redistribuzione e di integrazione dei redditi.
Qui a Gemona, giusto un anno fa, anche in previsione dell’accentuarsi della crisi, proponemmo la costituzione di una «Consulta per la famiglia» [], organismo di monitoraggio, consultazione e proposta per la giunta comunale. La nostra mozione fu bocciata dalla maggioranza [], che rispose con la sua «Agenzia a sostegno dei giovani e delle famiglie», «strumento agile – si legge nella relazione istitutiva – con forti capacità operative in cui sperimentare concretamente per la prima volta forse a Gemona il costruttivo coinvolgimento tra operatori economici e quelli dei servizi del sociale, degli istituti finanziari e del mondo imprenditoriale cittadino». A distanza di un anno, e in mancanza di atti formali di costituzione e di riscontri delle attività svolte da quest’organismo consultivo, abbiamo ritenuto nostro dovere chiedere conto all’amministrazione dei frutti e del lavoro compiuto da questa consulta consiliare partorita dalla maggioranza. Lo abbiamo fatto attraverso un’«interpellanza a risposta scritta», con l’intenzione di rendere conto, con trasparenza, di quanto si sta facendo per la famiglia nel nostro Comune.
[QUI il testo dell’interpellanza sull’«Agenzia a sostegno dei giovani e delle famiglie»]

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2 Commenti a “Noi crediamo nella famiglia”

  1. Pieri scrive:

    si incominci a capire quali sono i veri problemi delle famiglie oggi…

    In un momento di crisi come quello attuale il Sindaco abbia il coraggio di aiutare chi veramente ha bisogno e chieda un piccolo sforzo in più a chi è più fortunato! Basta con ile agevolazioni a pioggia tutti uguali, fatte per non scontentare nessuno! Più coraggio signor Sindaco, per favore!!!

    Più concretezza, più equità, più solidarietà e senza tirare in ballo la Chiesa!

  2. Gigi B. scrive:

    Credo che il passaggio fondamentale sia quello di superare il modello di politica di assistenza per puntare verso una politica di promozione della famiglia.
    Questo vuol dire riconoscere a pieno il ruolo sociale che la famiglia riveste e favorirne la piena realizzazione mediante politiche del lavoro, delle pari opportunità, della fiscalità, dei redditi, della prima infanzia e della scuola.
    Il tutto come ben illustrato in questo documento:
    http://www.forumfamiglie.org/allegati/documento_472.pdf