Arma impropria

Crocefisso - Kendell Geers

Nell’ultimo consiglio comunale di Gemona [] è stata approvata un mozione presentata dal consigliere di minoranza della Lega nord Barbara Zilli []. La mozione impegna il consiglio a dichiarare che il crocefisso è simbolo del nostro patrimonio storico e culturale, e che perciò deve essere presente nelle scuole e negli uffici pubblici, e ad appoggiare le iniziative di riflessione in ambito scolastico sui valori della fraternità, pace e giustizia. Il sindaco Paolo Urbani ha introdotto la discussione lasciando libertà di coscienza ai membri della maggioranza, ma dichiarando che avrebbe comunque votato a favore. Lo spettacolo che si è presentato al pubblico, numeroso in quanto si attendeva la discussione della mozione sull’acqua, è stato imbarazzante, a tratti patetico. A noi ha sollevato alcuni interrogativi.
Qual è il senso, in una società multiculturale e ormai mondializzata, di imporre per legge dello stato dei simboli religiosi? A chi giova la strumentalizzazione politica di un simbolo come il crocefisso, che viene brandito come una spada per separare all’interno di una stessa comunità civile i paladini della tradizione da coloro che non riconoscono un particolare significato a quel simbolo? Se il crocefisso rappresenta per la teologia cristiana il segno inequivocabile di un Amore infinito che perdona coloro che ti fanno del male; un Amore così grande che assume su di sé il peccato, tutto il peccato del mondo, quello passato e quello futuro; che vuole disarmare con la sua disarmante nonviolenza qualsiasi mano che si arma per combattere in nome di Dio o di qualsiasi altra ideologia; insomma, se questo uomo morto in croce rappresenta l’etica più sconvolgente della storia dell’umanità, «ama il tuo nemico, fai del bene a coloro che ti odiano», come può qualcuno, senza cadere nel ridicolo, utilizzarlo per contrapporsi a chi è diverso da lui, per creare e mettere in luce dei nemici, per poi combatterli e se possibile cancellarne l’identità culturale e religiosa?
Non è venuto forse il tempo per dichiarare che le Crociate sono veramente finite? Non sarebbe meglio lasciare libera la croce? Lasciare che rimanga un simbolo di violenza ed ingiustizia, segno di tutte le prevaricazioni perpetuate nella storia? Segno di un amore così «dilatato» che con le sue braccia aperte intende accogliere ogni essere umano, senza distinzioni?

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3 Commenti a “Arma impropria”

  1. Sandro V. scrive:

    Sostiene Adriana Zarri, teologa recentemente scomparsa, che:
    ” faremmo meglio a preferire, ai crocifissi di legno appesi alle pareti, i crocifissi di carne che camminano per le nostre strade senza che noi li riconosciamo e li degniamo di uno sguardo.”

  2. londe scrive:

    Mi sono copiata le parole della Zarri, da leggere ogni tanto per mantenere la rotta….. a questo proposito sarà utile andare al Sociale il 16 dicembre a vedere “Il sangue verde” sui fatti accaduti a Rosarno. L’ingresso è pure gratuito…appalusi alla Cineteca, ancora un volta!

  3. Monex scrive:

    Dopo la sentenza della Corte europea dei Diritti dell Uomo che il 3 novembre 2009 si è pronunciata contro la presenza del crocefisso nelle aule scolastiche italiane anche la Lega Nord nel consiglio provinciale di Forlì-Cesena ha presentato una mozione per impegnare la giunta provinciale a verificare che in ogni aula delle scuole del territorio Provinciale sia presente il crocefisso. Per il capogruppo della Lega Nord per il crocefisso non si traduce solo in un simbolo della religione cattolica ma sta alla base della nostra identità e della nostra cultura e delle identità unificate dei popoli europei rappresentando valori fondamentali della nostra civiltà che sono stati compresi nel dettato costituzionale italiano ed in tutti i pronunciamenti sui diritti fondamentali dell Uomo. Zanoni non dimentica poi che sono emerse numerosissime proteste nel nostro Paese sia dal mondo cattolico che da quello laico circa questa sentenza che esprime un’interpretazione della laicità come laicismo estremista ed ideologizzante estraneo a qualunque principio di tolleranza .