Responsabilità vuol dire sviluppo

Puzzle

Troppe diseguaglianze nella distribuzione della ricchezza. Troppe incertezze sul futuro. «Il punto è che, prima della crisi, vivevamo e purtroppo ancora oggi stiamo vivendo in un mondo caratterizzato da una coppia di “bolle reali”. Intendo riferirmi ad una bolla di disuguaglianza e ad una bolla di incertezza». Questi i motivi che hanno prodotto la crisi economica che stiamo vivendo, secondo le parole di Flavio Pressacco durante l’incontro promosso da Con te Gemona la scorsa settimana [].
Secondo studi analitici la crescita economica degli USA nel periodo 1993-2008 è stata in media del 1,3% all’anno. Ma questo incremento di ricchezza per oltre la metà (52%) è finito nelle tasche dalla fascia sociale più ricca (pari all’1% della popolazione). Il 99% dei cittadini statunitensi si è spartito meno della metà della ricchezza (48%).
Dati analoghi si registrano in Europa. La crescita della precarizzazione del lavoro, la finanziarizzazione del sistema economico, la deregulation senza limiti del mercato, le speculazioni immobiliari, l’incapacità di gestire i processi di mondializzazione, il critico aumento delle insolvenze, sono tra le principali cause che acuiscono l’incertezza in cui viviamo. Ciò si ripercuote direttamente sul nostro sistema economico e ne mina le basi. Quale la ricetta per uscire da questo tunnel?
Secondo Pressacco, prima di tutto è necessario prendere coscienza dei problemi, analizzarli e conoscerli in modo approfondito. Poi, la politica deve riprendere le redini dello sviluppo, saper governare un processo sicuramente difficile ma ineluttabile, pena lo sprofondare ancora più in basso. Sviluppo deve far rima con responsabilità sociale: ciascuno deve fare con serietà la propria parte.

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