Casa senz’acqua

Casa senz'acqua

La «Casa dell’acqua» non si farà. L’amministrazione comunale ha bocciato la nostra proposta di realizzarla anche a Gemona []. Le ragioni? Secondo la maggioranza «non abbiamo competenza su queste cose». Se i cittadini lo desiderano possono bere l’acqua delle fontane, che da noi è molto buona e sicura. C’è poi il problema occupazionale delle aziende che la imbottigliano e ce la vendono. Devono vivere pure loro.
Insomma, mentre in molte regioni «eco-avanzate» del nord Italia (la Lombardia per esempio) molti Comuni sperimentano nuove forme di sensibilizzazione per rendere più consapevoli i cittadini sui costi e sull’impatto ambientale del consumo di acque minerali, a Gemona si mantengono posizioni di retroguardia. Non ci si rende conto, e i numeri sono lì a dimostrarlo, che le «Case dell’acqua» portano numerosi benefici: risparmi per i cittadini (tenuto conto che nella minerale spendiamo in media 250 euro l’anno per famiglia), risparmi per il comune (in termini di minori costi per lo smaltimento della plastica), migliore sensibilità ecologica (che la «Casa» contribuisce a promuovere con la sua sola presenza in luoghi pubblici), minor impatto ambientale (per le evidenti riduzioni di Co2 dovute ai trasporti).
Il tutto sarebbe costato 20 mila euro circa. Una cifra irrisoria a fronte dei vantaggi. Ci dispiace che anche molti consiglieri della maggioranza, sensibili al tema, non abbiano voluto sostenerci, marcando una posizione inutilmente «antagonista».
[QUI il comunicato stampa]
[QUI l'articolo pubblicato sul Messaggero Veneto di oggi]

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5 Commenti a “Casa senz’acqua”

  1. paolo scrive:

    mai visto un’amministrazione più ottusa. gemona arriva sempre dopo, o non arriva nemmeno sulle cose, anche quando c’è chi gliele mette davanti agli occhi. davvero un peccato, soprattutto per noi che abbiamo anche firmato l’appello al sindaco. la casa dell’acqua costava 20 mila euro, che è quanto spendono per la festa del tallero. non servono altri commenti.

  2. B.P. scrive:

    Ecco cosa fanno le amministrazioni comunali più serie.

    http://www.comune.tavagnacco.ud.it/manifestazioni/casa-dellacqua

  3. Toni scrive:

    E’ vergognosa la scarsa considerazione che questa amministrazione ha per i temi ambientali come la raccolta differenziata o questa iniziativa per l’acqua, ce ne ricorderemo quando si votera’.

  4. L scrive:

    Ho l’impressione che in qualche modo le industrie dell’acqua abbiano consigliato ai politici di frenare la diffusione delle strutture pubbliche.
    Non mi spiego altrimenti la miopia di molte amministrazioni.
    Se solo una frazione ( 50mila) delle famiglie friulane prendessero l’acqua dalle casette ci sarebbe un ritorno economico nelle loro tasche di 12 milioni di euro, facendo così “girare l’economia”.
    E gli illuminatissimi ns.politici si preoccupano di qualche migliaio di euro per qualche lavoratore che potebbe benisimo essere reimpiegato per mansioni di pubblica utilità.
    Attualmente la maggiore azienda “friulana” ( che del tutto friulana non è….ed in passato non lo è stata per nulla, anzi era tedesca) conta circa 35 dipendenti ed esporta il 50% della produzione all’estero, cosa che farà anche dopo l’avvento delle casette dell’acqua, quindi dubito molto sui tagli occupazionali paventati.
    Facciamo finta che le 50mila famiglie friulane prendano 4 litri di acqua al giorno e che solo 1 centesimo al litro venga devoluto a questi lavori di pubblica utilità…. dopo un anno avremo 730mila euro, pari a 25 buoni stipendi.

    Serve dire altro ?

  5. Pieri scrive:

    @ L
    mi raccomando non dimenticare di destinare diciamo 50.000,00 a manutenzioni varie…. altrimenti quanlcuno ti potrebbe sgidare…..