Archivio di gennaio 2011

I rifiuti, le tasse e la politica

lunedì, 31 gennaio 2011

Rifiuti, tasse e politica

L’abbiamo documentato analiticamente ieri []: in 5 anni i costi di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Gemona sono aumentati di oltre 500 mila euro, pari a quasi il 70%. Un aumento continuo e preoccupante, che drena risorse da destinare ad altri capitoli di bilancio. Nel 2011 l’aumento sarà del 7,7%.
A fronte di questi dati incontrovertibili, riportati nei bilanci del Comune, ai Gemonesi viene detto che le tasse, anche la Tarsu, non aumentano. Possibile? Possibile. Infatti, ogni amministrazione comunale può definire in autonomia – entro certi paramentri – il Tasso di copertura, che può essere inferiore ai costi totali sostenuti per lo smaltimento. Nel 2010 il sindaco Paolo Urbani e la sua giunta furono «coraggiosi»: portarono il tasso di copertura al 99,94%, in modo da pareggiare nella sostanza l’intero costo del servizio tramite le tasse sui rifiuti pagate dai contribuenti.
La situazione cambierà quest’anno. Avendo infatti promesso che la Tarsu non crescerà, il sindaco ha dovuto ritoccare il tasso di copertura. E infatti l’ha portato al 93,95%, «nascondendo» l’aumento del 7,7%, che – ovviamente – sarà sempre a carico dei cittadini. Se la volontà fosse stata davvero quella di sostenere i redditi delle famiglie in difficoltà, non avrebbe avuto più senso far pagare a tutti i contribuenti l’intera tassa sui rifiuti, attivando poi delle agevolazioni mirate per le fasce di reditto più basse? Equità e giustizia sociale significa trattare tutti allo stesso modo, o trattare in modo differenziato chi si trova in situazioni diverse? L’art. 53 della Costituzione italiana orienta ancora le scelte di chi governa la cosa pubblica? «Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività»?

Numeri

domenica, 30 gennaio 2011

Numeri

Costi di raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti assimilati del Comune di Gemona (2006-2011).

AnnoCostoVariazioneTasso copertura*Disavanzo
2006800.144 €96,67%- 26.645 €
2007958.496 €+19,8%96,75%- 31.151 €
20081.091.406 €+13,9%99,18%- 8.950 €
20091.164.085 €+6,7%97,27%- 31.780 €
20101.255.835 €+7,9%99,94%- 754 €
20111.352.335 €+7,7%93,95%- 81.816 €

Aumento 2006-2011: 552.191 euro (+69%).

[* Il tasso di copertura equivale alla percentuale coperta dal gettito complessivo della tassa sui rifiuti sul totale dei costi sostenuti dall’amministrazione comunale. Per es. nel 2011 si prevede che il totale della Tarsu riscossa copra il 93,95% del totale, e dunque vi sarà un disavanzo di 81.816 euro non coperta dalla tassa sui rifiuti].

La musica è la cura?

sabato, 29 gennaio 2011

Concerto

Quanto è importante la musica nella vita dell’uomo moderno, che sia rock, pop o metal? È vero che viviamo di narrazioni musicali, di colonne sonore che scorrono su una vita troppo spesso cresciuta nella precarietà e nello spaesamento? La musica è diretta. Colpisce le viscere prima ancora di arrivare alla corteccia cerebrale, se mai ci arriva. La musica può essere un’arma di libertà, o almeno una traccia, uno spazio di resistenza. La musica, forse, più che un’espressione artistica è una condizione esistenziale. Da comprendere e interpretare.
Oggi, sabato 29 gennaio nella sala Taboga 13 in via Osoppo verrà presentato il video musicale «Una nota è la cura», realizzato con la partecipazione dei Gang Bang, Alba Caduca, Da Est, Bad Memory, Simone Piva & Viola Velluto, The Moon, Trabeat.
Il video inedito, interamente girato a Gemona, è frutto della collaborazione e dell’unione dei diversi gruppi musicali ed espressione artistiche quali writers e video-makers, dimostrando il valore della realtà artistica del nostro territorio.
Il progetto, sotto la direzione artistica di Matteo Bellotto, è stato realizzato con il sostegno finanziario del Comune di Gemona del Friuli e della Provincia di Udine, e conclude il Festival della musica e della cultura di Gemona, promosso dalla Casa per l’Europa in collaborazione con le associazioni Studio Revolver, Musicologi, Upon a dream e Bravi Ragazzi.
La serata inizierà alle 18.30 con il saluto delle autorità e la presentazione del progetto; alle 19 verrà proiettato il video «Una nota è la cura» e dalle 20.00 avrà inizio l’esibizione live dei Gang Bang, Alba Caduca e Da Est.
[QUI il trailer del video]

Chi bada alle badanti?

venerdì, 28 gennaio 2011

Badanti

Solitudine e straniamento dalla realtà. Lasciare il proprio paese, gli affetti più cari in cambio di un reddito che può migliorare il tenore di vita proprio e quello dei propri cari. Non sono le prime cose che ci vengono in mente quando sentiamo parlare di badanti; donne che migrano verso un mondo e un modello culturale i cui codici sono tutti da comprendere. Abitano nelle nostre case e si prendono cura dei nostri anziani, ma le conosciamo davvero?
«Onora il padre e la madre. Badanti» è il titolo della mostra fotografica di Roberta Valerio ideata e prodotta dall’associazione culturale «vicino/lontano» di Udine.
Ora approda a Gemona all’interno del più progetto «Assistenti familiari straniere e comunità locale» gestito dal Servizio sociale dei Comuni, con la collaborazione dell’amministrazione comunale di Gemona.
La mostra fotografica verrà inaugurata domani, sabato 29 gennaio, alle 18.00 presso la sala consiliare di Palazzo Boton, congiuntamente alla presentazione del progetto che fa da cornice anche ad altre iniziative, pensate per approfondire la conoscenza delle assistenti familiari straniere e favorire l’integrazione e l’inclusione sociale. Ciò con l’intento di promuovere ricadute positive per una migliore qualità di vita sia per le donne immigrate, che per gli anziani, ma anche per le rispettive famiglie.
La mostra sarà visitabile a ingresso gratuito presso le sale D’Aronco di Palazzo Elti fino al 27 febbraio; tutti i sabati dalle 15.00 alle 19.00 e le domeniche dalle 10.30 alle 12.30, e nel pomeriggio dalle 15.00 alle 19.00.
Roberta Valerio, la curatrice, è nata a Udine nel 1973, si è laureata in legge all’Università di Bologna; vive e lavora a Parigi dal 1998. I suoi reportage vengono pubblicati su riviste italiane, francesi ed internazionali.
[QUI il volantino dell'iniziativa]

La memoria è libertà

giovedì, 27 gennaio 2011

Uccello

«La memoria, alla quale attinge la storia […] mira a salvare il passato soltanto per servire al presente e al futuro. Si deve fare in modo che la memoria collettiva serva alla liberazione, e non all’asservimento, degli uomini». Così scriveva lo storico francese Jacques Le Goff in un celebre volumetto di molti anni fa. La memoria è una pratica di libertà. Guai se diventa uno strumento di omologazione e di ottundimento delle coscienze.
Ecco allora che accogliamo con piacere la notizia di un’iniziativa del Liceo scientifico «Magrini» in occasione del «Giorno della memoria», ricorrenza istituita nel 2000 dal Parlamento italiano per commemorare le vittime della violenza nazista e fascista durante la II guerra mondiale. Sabato prossimo 29 gennaio, a partire dalle ore 9.00 presso il Centro giovanile Glemonensis, gli studenti si riuniranno per la visione del film Train de vie. Un treno per vivere, che narra con stile grottesco le vicende di un villaggio ebraico dell’Est europeo nel 1941. Seguirà un interessante collegamento in videoconferenza con l’educatrice e giornalista israeliana Angelica Edna Calò Livnè, italiana che da oltre 30 anni vive in un kibbuz al confine con il Libano, dove ha dato vita a un «teatro comunitario» composto da ragazzi ebrei, cristiani, musulmani, arabi e drusi []. Candidata nel 2004 e nel 2005 – insieme ad altre donne – al Premio Nobel per la Pace Angelica Edna Calò Livnè affronterà il tema della Shoah a partire dalla storia della sua famiglia, arrivando fino all’oggi, all’esperienza di incontro tra ebrei e palestinesi che sta sperimentando in terra di Galilea.

Bilanci preventivi

mercoledì, 26 gennaio 2011

Monete

In attesa che l’amministrazione comunale di Gemona si attrezzi per pubblicare anche sul web il bilancio di previsione 2011-2013, lo facciamo noi di «Con te Gemona». Si tratta del documento più importante redatto dal Comune, in cui si definiscono le linee di indirizzo economico e politico per l’anno in corso. Ci riserviamo puntuali considerazioni dopo averne studiato i capitoli e a seguito della discussione in consiglio comunale. Chi volesse, può metterlo a confronto con il bilancio del 2010, che pubblicammo un anno fa.
[QUI il bilancio di previsione 2011-2013]
[QUI la relazione programmatica del sindaco che accompagna il bilancio]
[QUI il bilancio di previsione 2010]

Contributi e trasparenza

martedì, 25 gennaio 2011

Lenti

Scadono a fine mese i termini per la presentazione delle domande di contributo [] da parte delle realtà associative al Comune di Gemona. Coloro che vorranno accedere ai finanziamenti, quest’anno dovranno anche iscriversi al nuovo Albo comunale [], presentando alcuni documenti che ne attestino finalità, attività e bilanci. L’albo è normato da un Regolamento che alleghiamo [].
Un’ulteriore novità dovrebbe riguardare i tagli che l’amministrazione avrebbe dichiarato di dover effettuare: una riduzione dell’85% rispetto al 2010. Da quanto dichiarato dall’assessore competente durante un recente incontro, ques’anno ci sarebbero solamente 40 mila euro a disposizione delle associazioni. Una cifra insignificante che mortificherebbe l’impegno di molti volontari gemonesi.
La riduzione sarebbe determinata da vincoli di bilancio imposti dalla finanziara dello Stato, vincoli che la Regione sta valutando attentamente, per cercare di limitare i danni. Della questione di fondo non possono certo occuparsi le singole amministrazione locali. Il Comune però ha un dovere di far chiarezza e di informare i propri cittadini. Ed è ciò che noi chiediamo: che il sindaco e l’assessore competente chiariscano fin d’ora qual è lo stato della questione, quali le azioni che si stanno mettendo in atto e quali le difficoltà. Lasciare le associazioni nell’ambiguità, anche se non certo per responsabilità del Comune, non è indice di efficienza e di trasparenza amministrative. È importante che le associazioni siano informate quanto prima per permettere, inoltre, una seria programmazione delle attività e per evitare loro inutili oneri burocratici, per richiedere contributi che poi – magari – non arriveranno.
[QUI il comunicato stampa di «Con te Gemona»]

Ospedale: non ricominciamo la guerra

lunedì, 24 gennaio 2011

Salute
di Sandro Venturini

Mi riallaccio ai recenti interventi in merito alla sanità gemonese apparsi sulle pagine di alcuni quotidiani locali nei giorni scorsi []. Innanzitutto rimarco l’impegno che il sottoscritto e la lista «Con te Gemona» hanno riservato alla questione da quando sediamo in consiglio comunale. Impegno di cui c’è chiara traccia anche in questo sito internet, costantemente aggiornato sul caso e visitabile da tutti. Inoltre abbiamo organizzato due incontri pubblici di alto profilo, con proposte concrete, a cui ha anche partecipato il sindaco Paolo Urbani e diversi esponenti del Comitato «La cicogna». Per non dire dell’ordine del giorno presentato in consiglio comunale e di diversi interventi sulla stampa locale. Tutto si può dire ma non che sul tema abbiamo avuto atteggiamenti preconcetti e sterili. E proprio per questo abbiamo sempre ritenuto positivo ed efficace il punto di incontro e di collaborazione cui il sindaco Urbani è pervenuto insieme con le amministrazioni comunali di Tolmezzo e Tarvisio per fare squadra a tutela della sanità dell’Alto Friuli. Siamo infatti convinti che le battaglie frontali del passato, sostenute in modo strumentale dagli amministratori di allora, non abbiano giovato a Gemona, mentre invece hanno agevolato solo le proprie carriere politiche. L’allora sindaco Virgilio Disetti, che della questione ospedale fece il suo cavallo di battaglia per conquistare un seggio in Regione, avrebbe dovuto «sistemare le cose» e soprattutto far abrogare la famigerata Legge Fasola, salvando il nosocomio gemonese. In verità non ha assolto questo impegno tant’è che, anche per questo, i cittadini l’hanno valutato nelle successive tornate elettorali non riconfermandogli la fiducia. Con buona pace del consigliere Paolo Copetti che dell’encomio scritto ha ormai fatto un’arte.
Ora, è evidente a tutti che il governo regionale è in grande difficoltà in tema sanitario: incapace di governare processi così complessi, naviga a vista, scontenta gli stessi esponenti del centra-destra e ha come solo obiettivo le quadrature di bilancio, pur importanti. L’abbiamo sostenuto più volte: ogni progettazione del sistema sanitario deve prioritariamente partire dai bisogni di salute dei cittadini. Per questo, per l’Alto Friuli, è importante che l’ospedale di Gemona assolva, in rete con Tolmezzo e con l’intero sistema ospedaliero regionale, alle funzioni utili alla nostra comunità, in primis l’emergenza. Non ci interessa salvaguardare una scatola vuota, ma è necessario che la sanità in Alto Friuli – di cui l’Ospedale è una dimensione – venga riempita di contenuti e di servizi che siano in grado di far fronte alle reali esigenze del territorio (per es. ridurre la mortalità evitabile, che da noi tocca gli indici maggiori in Friuli-vg). Questo processo può avere successo se saranno coinvolti tutti i «portatori di interesse» e se saremo capaci di attuare politiche sanitarie intersettoriali. Per Gemona non è possibile fare solo battaglie di contenimento e di scontro con le realtà contermini. Bisogna innanzitutto modificare la Legge Fasola, che è ancora in vigore e che all’art.21 prevede la chiusura dei piccoli ospedali. Va cambiata perché ormai obsoleta e perché non tiene conto dell’attuale contesto, nel quale il sistema Alto Friuli regge in merito ai costi e pertanto andrebbe potenziato, non ridimensionato.
I recenti interventi dei miei concittadini su queste pagine sembrano non aver compreso che la sanità non è solo «ospedale». Il 55% delle risorse già oggi vanno al territorio. Tutti gli indici (vita media, patologie prevalenti, …) ci dicono che sarà necessario potenziare l’assistenza domiciliare e puntare decisamente sulla prevenzione con interventi intersettoriali. In ospedale si entra quando la salute è ormai compromessa: bisogna lavorare per non perdere la salute e mantenerla più a lungo possibile. E per ottenere ciò non basta solo «la sanità» in senso stretto, ma sono molteplici i determinanti di salute: le condizioni socioeconomiche, la cultura, i fattori ambientali, gli stili di vita. Sono stime ormai risapute: il fattore socioeconomico, per esempio, incide per circa 40-50 % quale determinante per la longevità. Anche l’amministrazione comunale in questi campi può e deve fare molto. Ma la linea è quella della messa in rete, non dell’innalzare muri. Se gli esponenti di «Per Gemona» hanno nostalgia delle armi e del furore della battaglia, i Gemonesi, invece, anelano a ben altro.