Dove andiamo?

Bambino sui libri

di Sandro Venturini

È la domanda che ci facciamo quando ci troviamo ad un bivio, quando ci apprestiamo a partire per un nuovo viaggio.
E che cos’è un nuovo anno se non un nuovo viaggio lungo 365 giorni e tutto da costruire?
Ed allora, dove andiamo?
È ormai evidente a tutti che la strada dello sviluppo «a ogni costo», o almeno di un «certo tipo» di sviluppo, che abbiamo percorso dal dopoguerra ad oggi, abbia esaurito il suo corso e mostrate le sue contraddizioni. Chi ne paga maggiormente le conseguenze sono le persone che, in anni recenti, hanno perso l’occupazione, ma soprattutto quelle che non sono mai state in grado di trovarla o l’hanno trovata soltanto in forma precaria.
In Italia è disoccupato un giovane su tre. Non possiamo permetterci di mantenere nell’insicurezza e nella precarietà cronica centinaia di migliaia di persone. Qualsiasi strada prenderemo sarà una strada senza uscita se non saprà tenere conto del futuro. E la parte più importante del futuro sono le giovani generazioni.
Quelli che, come me, hanno qualche capello bianco e sono portatori di una responsabilità sociale (come genitori, come amministratori, come educatori, o semplicemente come persone inserite in un contesto comunitario) devono porsi queste domande: quale testimone lasciamo ai nostri giovani? Quale futuro stiamo costruendo per loro? E devono trovare risposte efficaci e farsi carico delle vie per attuarle.
Alcuni obiettivi che possono orientare le nostre azioni, sono davanti ai nostri occhi e sono ovvii:
- ridurre le diseguaglianze sociali, in particolare il divario dei redditi che in questi ultimi anni è andato costantemente aumentando;
- ritornare ad un’economia che produca valore attraverso beni e servizi durevoli, e non solo mediante la speculazione finanziaria;
- favorire un’occupazione stabile, che garantisca tranquillità di prospettive (mettere su famiglia, contrarre un mutuo, …);
- investire nella formazione e nella ricerca;
- rilanciare e sostenere il lavoro artigiano e la piccola e media impresa;
- sostenere l’«economia verde».
Lavorare per dare prospettiva ai giovani significa operare per una comunità con maggiori possibilità di innovazione, di coesione sociale, di sviluppo, una comunità che possa camminare serena lungo la strada del futuro.
Anche noi, anche a Gemona, possiamo e dobbiamo fare la nostra parte. A partire da ora. A partire da questo nuovo anno che ci attende.

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Un Commento a “Dove andiamo?”

  1. Luca scrive:

    Buon Anno a Tutti!