Potestas

Statua dell'imperatore Costantino

Oggi a Gemona si svolgerà la messa del Tallero. Il sindaco donerà una moneta d’argento al parroco. Con i soliti rischi per entrambi i «poteri», politico e religioso, di essere fraintesi nei gesti e nelle parole. Secondo tradizione, il Tallero è il simbolo di un «dono». Un dono come quello dei Magi di cui narrano i Vangeli. Nessun «patto», quindi, com’è uscito recentemente sulla stampa, nessuna contropartita da parte della Chiesa. Risuonano ancora come monito le parole di sant’Ilario di Poitiers che nel IV secolo, quando la religione cristiana era appena stata ammessa tra i culti professati nell’impero romano, scrisse: «Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l’anima con il denaro». Declinazione del più celebre «Date a Cesare quel che è di Cesare». Da 2000 anni parole dense di verità e di profezia.

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Un Commento a “Potestas”

  1. Nicola scrive:

    innanzitutto la messa del Tallero, è prima di tutto la Santa messa dell’epifania in cui viene presentato il mondo il nostro Salvatore Cristo Gesù. Nel vangelo soltanto simbolicamente arrivano i magi d’Oriente, in effetti sia Luca, Giovanni, Matteo e Marco vogliono rappresentare la presentazione di Gesù, l’inizio della vita del Messia, l’inizio della vita del Cristo. Un dono fa comunque sempre parte di un patto…. Evviva la messa dell’Epifania e del Tallero! Ammetto che spendere tutti i soldi spesi sia eccessivo ma una bella pianeta era molto meglio di quelle casule “stemmate” indossate dal celebrante e dai concelebranti!!!!