Palestra all’aria aperta

Palestra di roccia

In quest’Italia dove lo sport è spettacolo, tv e consenso, il calcio la fa da padrone indiscusso. Vi sono discipline relegate ai confini dell’attenzione pubblica, che ricevono benefici economici di modeste entità e in modo saltuario. Sport che salgono alla ribalta solo in caso di grandi exploit, ottenuti a costo di enormi sacrifici da parte di praticanti che si allenano in silenzio, lontano dai riflettori del circo mediatico.
A Gemona di queste realtà ve ne sono diverse. Come anche i campioni. L’arrampicata sportiva è tra queste. E l’amministrazione comunale ha inteso potenziarne le strutture e la visibilità. Grazie a un contributo regionale sono stati stanziati circa 100 mila euro, di cui 30 mila a carico del Comune, per la sistemazione della palestra di roccia del Glemine. Nelle delibere non sono ancora specificati in modo puntuale gli interventi che verranno realizzati. Si provvederà alla sistemazione dell’intero tratto fino sulla cima del Glemine, da sotto a sopra? Si ripuliranno le vie d’accesso alla zona? Si apriranno nuove vie di risalita? L’intervento adeguerà il sito alle normative in fatto di sicurezza? Si effettuerà una campagna promozionale per il rilancio della palestra? Domande che avranno risposta tra qualche mese, in fase di definizione del progetto, nella speranza che si concretizzi in modo accurato e che sappia rilanciare per davvero un sito importante di Gemona. Capace – crediamo – di attrarre sportivi da tutta la regione. Se «Città dello sport» dev’essere, Gemona potrà diventarlo soprattutto attraverso la promozione di sport minori e, come in questo caso, dall’alto «valore ambientale».

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