Nomine montane

Lago di Volaia

È di qualche settimana fa la notizia delle nuove nomine di Agemont [], l’Agenzia per lo Sviluppo Economico della Montagna con sede ad Amaro. L’UDC, partito di maggioranza regionale cui spettava l’indicazione della candidatura della presidenza, ha proposto l’ex sindaco di Artegna Roberto Venturini, che sostituisce Alberto Felice De Toni. Ad affiancare il presidente nel Consiglio di amministrazione anche l’avvocato gemonese Barbara Zilli, designata dalla Lega Nord. Il nuovo cda dovrà scrivere pagine importanti sul futuro dell’ente: il mandato regionale non prevede più il ruolo di intermediazione finanziaria, ma, tra le altre funzioni, quella di promuovere lo sviluppo industriale e l’innovazione tecnologica, vero core business di molte aziende della zona. Non possiamo che essere soddisfatti della nomina di due membri del Gemonese e ci auguriamo siano all’altezza delle nuove sfide che dovranno affrontare in questo momento di congiuntura economica negativa.

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Un Commento a “Nomine montane”

  1. Jonathan Hemlock scrive:

    Ho già avuto modo di scrivere su questo Blog in merito alla pletora di Enti che sono stati creati, anche nel civilissimo Friuli Venezia Giulia, per sistemare il politico di turno.

    Un posto in Consiglio d’Amministrazione per pochi euro non si nega a nessuno; ancor meno si nega al consigliere comunale che deve essere premiato per i servigi resi al partito o ricliclato in caso di mancata elezione o ri-elezione.

    Inutile nascondersi: in una regione piccola e con una popolazione poco superiore al milione di individui, Conferenze di Servizi, ATO, Agemont ed altri sono enti inutili.
    Ci sono i Comuni, le province (quella di Udine conta oltre seicento, dico seicento, dipendenti), le Comunità Montane. Non serve davvero altro.

    Temo quindi che la soddisfazione espressa si risolva in un compiacimento simbolico; questo a prescindere dai contributo politico che entrambi gli eletti possono portare (ritengo nullo quello della consigliera, più preoccupata di autoaffermarsi che di rendere un servigio pubblico).