Talpe e diaspora

Farc

Essere consapevoli del proprio passato può aiutarci a leggere il presente e a tentare di costruire un futuro possibile. Può essere questa la motivazione per non mancare alla proiezione di «Farcadice, diaris di viaç. Storie di emigrazione dal Friuli», quattro documentari realizzati da Carlo Della Vedova e Luca Peresson. L’appuntamento, proposto dalla Cineteca per il pubblico gemonese, si terrà domani sera, mercoledì 19 gennaio, alle ore 21 al Sociale.
Il lavoro, realizzato tra il 1999 e il 2008 attraverso diverse interviste a persone che hanno scelto o dovuto lasciare la propria terra, descrive le quattro ondate migratorie che in poco più di cinquant’anni hanno portato i friulani in diversi paesi, dall’Argentina al Belgio, dal Sudafrica al Canada. Dalle parole e dai volti delle persone intervistate emergono con chiarezza le differenze di ogni singola esperienza di «diaspora», da quella più dura e più sofferta come i racconti sulla vita dei minatori in Belgio, a quella tutto sommato più serena dei friulani in Sudafrica.
Al termine della proiezione, alla presenza degli autori, sarà possibile riflettere sulle emozioni che queste esperienze suscitano e sulle domande che inevitabilmente i nostri emigranti si sono posti nei loro percorsi più o meno travagliati: come fare a non perdere le proprie radici? Come trasmettere ai figli nati e cresciuti nel paese di arrivo alcuni valori e le memorie della terra d’origine? Dopo molti anni all’estero, come fare a non sentirsi un po’ stranieri in entrambi i luoghi? Domande che portano a risposte profonde e spesso assai complesse. Probabilmente le stesse che si pongono tutti i migranti. Anche quelli per cui oggi l’Italia e il Friuli rappresentano la loro Argentina o il loro Belgio.

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Un Commento a “Talpe e diaspora”

  1. Marco scrive:

    Sarebbe interessante se anche la nostra amministrazione comunale, come accade in altri Comuni friulani, realizzasse qualche progetto di ampio respiro per ritessere rapporti e gettare ponti con le numerose realtà dell’emigrazione gemonese. Non si tratta solo di folclore o di passatismo, ma potrebbe costituire la premessa per pensare in modo diverso il futuro di territori lontani e degli scambi tra di essi. Anche scambi economici, non solo turistici e culturali. Non è di questo che è soprattutto attenta la giunta Urbani?