La memoria è libertà

Uccello

«La memoria, alla quale attinge la storia […] mira a salvare il passato soltanto per servire al presente e al futuro. Si deve fare in modo che la memoria collettiva serva alla liberazione, e non all’asservimento, degli uomini». Così scriveva lo storico francese Jacques Le Goff in un celebre volumetto di molti anni fa. La memoria è una pratica di libertà. Guai se diventa uno strumento di omologazione e di ottundimento delle coscienze.
Ecco allora che accogliamo con piacere la notizia di un’iniziativa del Liceo scientifico «Magrini» in occasione del «Giorno della memoria», ricorrenza istituita nel 2000 dal Parlamento italiano per commemorare le vittime della violenza nazista e fascista durante la II guerra mondiale. Sabato prossimo 29 gennaio, a partire dalle ore 9.00 presso il Centro giovanile Glemonensis, gli studenti si riuniranno per la visione del film Train de vie. Un treno per vivere, che narra con stile grottesco le vicende di un villaggio ebraico dell’Est europeo nel 1941. Seguirà un interessante collegamento in videoconferenza con l’educatrice e giornalista israeliana Angelica Edna Calò Livnè, italiana che da oltre 30 anni vive in un kibbuz al confine con il Libano, dove ha dato vita a un «teatro comunitario» composto da ragazzi ebrei, cristiani, musulmani, arabi e drusi []. Candidata nel 2004 e nel 2005 – insieme ad altre donne – al Premio Nobel per la Pace Angelica Edna Calò Livnè affronterà il tema della Shoah a partire dalla storia della sua famiglia, arrivando fino all’oggi, all’esperienza di incontro tra ebrei e palestinesi che sta sperimentando in terra di Galilea.

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