Nel buio qualche spiraglio

Luce e buio

Riflessioni consuete: famiglie in difficoltà economica perché costrette a vivere sulle spalle di un solo stipendio; persone alla ricerca di una occupazione stabile; giovani che perdono fiducia nel futuro perché il sistema Italia non permette loro di esprimere le proprie potenzialità. Sembra che tutto stia scivolando verso un inesorabile declino. È evidente un malessere diffuso: economico, politico, sociale. Eppure, in questo contesto negativo, c’è qualcuno che azzarda parole di speranza e dichiara che le cose, pur lentamente, stanno volgendo verso il meglio.
L’Assessore regionale al Lavoro Angela Brandi ha recentemente tracciato un bilancio del 2010 insieme al direttore dell’Agenzia regionale del Lavoro, Domenico Tranquilli. Dopo due anni bui, il Pil regionale pare essere in ripresa, collocandosi tra l’1,2 e l’1,8%, quando la media italiana oscilla tra lo 0,8% e l’1,2%. «Il recupero del Pil – ha sottolineato Angela Brandi – è trainato dalla ripresa degli ordinativi, dalle esportazioni del manifatturiero, dal consolidamento dell’occupazione, dal rallentamento degli ingressi in mobilità e della disoccupazione. Ma positivo – ha evidenziato – è anche il progressivo rallentamento nell’utilizzo delle ore di cassa integrazione a fronte della crescita delle ore effettivamente richieste e autorizzate della Cigs».
La crisi non è tuttavia superata: c’è ancora preoccupazione per l’inizio dell’anno, a causa dei segnali negativi rappresentati dalla difficoltà di trasmissione degli impulsi di ripresa che si manifestano nella produzione, nel mercato del lavoro, «anche in conseguenza della necessità di riassorbire l’enorme numero di lavoratori sospesi dal lavoro e in cassa integrazione».
C’è poco da dire: dovremmo adattarci ad un andamento altalenante dei prossimi cicli economici, a convivere con periodi di crescita seguiti da altri di recessione, anche repentini. Difficilmente assisteremo alla conclusione della crisi e all’inizio di una nuova «età dell’oro». Saranno necessarie molte oscillazioni prima di stabilizzare tutto su nuovi equilibri. E la politica, in tutto questo, dovrà cercare di tenere la barra dritta, garantendo solidità nei conti e ridistribuendo oculatamente le risorse disponibili.

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