Gente di Gemona

Gente di Gemona

DIEGO SIMONETTI
Ammiraglio (1865-1926)

Diego Simonetti nacque a Gemona il 14 giugno 1865 dal dottor Girolamo, appartenente ad una famiglia che si era insediata nella nostra città nel XVII secolo e si era messa in luce sia nel settore imprenditoriale, sia in campo militare, ottenendo nel 1787 l’investitura nobiliare dal senato veneto.
Il palazzo dove le ultime generazioni di Simonetti vivevano (non più ricostruito e sul cui sedime sorge ora l’ala Nord della moderna sede della Banca Antonveneta) era prospiciente via Carlo Caneva, nei pressi della Piazza Nuova.
Diego, seguendo la tradizione degli avi, entrò giovanissimo nella Marina Militare. Era già Comandante nel 1901 nella campagna d’Estremo Oriente quando i nostri marinai si trovarono in Cina a combattere contro l’insurrezione dei Boxer. Partecipò anche a operazioni navali durante la guerra libica (1911-12) e quella italo-turca (1912), quando aveva raggiunto il grado di Comandante di Squadriglia. Nel 1915, allo scoppio della prima guerra mondiale, fu nominato Capo dello Stato Maggiore dell’Armata e si mise in luce per vari episodi eroici. Fu poi comandante di un incrociatore e Contrammiraglio al comando navale in Albania, nonché organizzatore della difesa aerea di Valona. Dopo l’armistizio fu comandante in capo delle Forze dell’Alto Adriatico e delle piazzeforti marittime di Venezia e Pola. In varie occasioni ricevette decorazioni e onorificenze.
Era comandante delle forze navali italiane nel 1920 quando fu dato l’ordine di attaccare i “legionari” capeggiati da D’Annunzio che avevano occupato Fiume. I combattimenti iniziarono il 24 dicembre ed ebbero una tregua il giorno di Natale. Il 26 alle ore 16 la corazzata “Andrea Doria” si portò in posizione, a 800 metri dal porto di Fiume, e aprì il fuoco con granate da 152 contro il palazzo del “Governo provvisorio”. Fu in quell’occasione che un colpo di cannone centrò in pieno la finestra della stanza dove si trovava D’Annunzio (e rese Simonetti famoso o famigerato, a seconda dei punti di vista). Due giorni dopo, il 28 dicembre 1920, il poeta lasciava la città e la questione fu risolta, non senza qualche strascico polemico sulla presunta eccessiva durezza dell’ammiraglio gemonese nell’intervento.
Nel 1925 Simonetti, ormai sessantenne, dopo aver ottenuto unanimi consensi per la lunga e onorevole carriera, divenne comandante di tutta l’armata navale italiana. Morì a Pisa il 20 dicembre 1926.
Nonostante gli incarichi di responsabilità, non dimenticò mai la sua città natale, dove gli furono tributati i funerali più solenni che la comunità locale ricordi. In suo onore fu progettato nel 1927, e poi realizzato grazie ad una pubblica sottoscrizione, il campo sportivo che ancor oggi porta il suo nome e che sorge a monte di via del Bersaglio. Del comitato promotore facevano parte tutti i maggiorenti dell’epoca, sotto la presidenza dell’allora podestà, il dott. Liberale Celotti.
All’ammiraglio era stata anche intitolata la piazza in leggero pendio antistante il palazzo di famiglia (crollato con il terremoto del 1976). Sul sedime poggia attualmente parte delle sue fondamenta il moderno edificio sede della Banca ex-Popolare di Gemona; dal 2000 Piazzale Diego Simonetti è denominata l’ampia superficie aperta prospiciente la Casa dello studente.

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