Salutare mentalità

J. Nicholson in "Qualcuno volò sul nido del cuculo"

Lo sapeva benissimo Franco Basaglia – quando nel 1962 iniziò la «rivoluzione» della psichiatria in Italia nei manicomi di Gorizia e Trieste – che ci sarebbero voluti decenni per sradicare la secolare mentalità discriminatoria e stigmatizzante che confinava la pazzia e il disagio mentale in carceri infernali. Sono molte le persone di Gemona che non possono dimenticarsi le visite ai loro cari nell’immensa caserma manicomiale del cosiddetto «Gatto nero» di S. Osvaldo a Udine, che ha chiuso i battenti solamente negli anni ’90. Ricordare questo recente passato è irrinunciabile per compendere che la strada verso una nuova mentalità dell’accoglienza e della cura della salute mentale sul territorio – per cui non sia più un problema il sapere che chi soffre di questo tipo di problemi può vivere tranquillamente a casa sua, oppure in adeguate strutture pienamente inserite nel tessuto sociale – è appena iniziata. Recentemente nella frazione di Campolessi è stata inaugurata una struttura residenziale per chi ha la necessità di una maggior assistenza, dopo una fase acuta o in un momento critico della malattia mentale. C’è purtroppo sempre il rischio che questo tipo di strutture diventino delle residenze quasi definitive, ma il dottor Andrea Buiatti, responsabile della residenzialità psichiatrica, durante l’inaugurazione ha affermato che la peculiarità dell’Alto Friuli è che le strutture residenziali sono realmente dei ponti con la società, degli spazi di cura passeggeri. Ora, dunque, i servizi offerti dall’Alto Friuli per la salute mentale possono contare su due Centri di Salute Mentale (uno sulle 24 e l’altro sulle 12 ore), e su diverse opportunità diurne e residenziali, allineandosi così allo standard regionale per la salute mentale []. Il sindaco Paolo Urbani, presente all’evento, ha espresso la disponibilità dell’Amministrazione Comunale di Gemona a mettere a disposizione dell’Azienda Sanitaria n.3 degli spazi per ampliare questo tipo di servizi ai cittadini. L’ex Colonia Pecol, che è stata donata al Comune con vincolo di utilizzo per la salute mentale, e sulla quale l’ex vice sindaco Mariolina Patat si era battuta per un suo adeguato riutilizzo, dovrebbe diventare un’ulteriore possibilità per il reinserimento nel mondo del lavoro di chi a causa dei problemi della salute mentale lo ha perso o non riesce a trovarlo. Questa struttura, infatti, è dotata di edifici adatti per un’attività agricola, e un ampio terreno. La realizzazione di questa importante opportunità di lavoro, in collaborazione con i servizi del Distretto per la Salute Mentale della zona, sarebbe un vero segnale che una nuova e «salutare mentalità» sta maturando nella nostra comunità gemonese.

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Un Commento a “Salutare mentalità”

  1. Anonimo scrive:

    Battuta per un adeguato utilizzo?
    A me risultava d’accordo con il Preside Seravalli per dare in mano tutta l’area al nuovo corso che la scuola di Cividale avrebbe dovuto far partire entro il 2010.
    Dico avrebbe perchè non ha fatto partire nulla e ha così vincolato l’uso dell’area per quasi tre anni senza farne niente, impedendo di fatto anche l’avvio di un eventuale progetto con il coinvolgimento dell’ASS 3.
    Bella battaglia…