Tra lattine, cartone e residuo

Raccolta differenziata

A breve anche a Gemona partirà il «porta a porta integrale» []. Sarà una piccola sfida per tutti i gemonesi, che dovranno adeguare i loro comportamenti quotidiani alle nuove esigenze della raccolta differenziata. Dovranno imparare a destreggiarsi con accuratezza nel riconoscimento di carta e cartone, plastica e lattine, vetro, umido e organico, e residuo secco. Pena vedersi comminare multe e aumentare le tasse sui rifiuti.
In attesa che si parta, l’amministrazione comunale ha stilato i nuovi regolamenti che disciplinano le modalità di raccolta. Ne pubblichiamo le bozze, che dovrebbero essere approvate – ed eventualmente corrette – nel consiglio comunale della prossima settimana. Nel dettaglio, si tratta del «Regolamento comunale per la gestione dei rifiuti urbani» [] e delle «Norme tecniche di attuazione» [].

Tag: ,

3 Commenti a “Tra lattine, cartone e residuo”

  1. Luca scrive:

    Felice che dopo 10-15 anni di ritardi finalmente si parta!
    Poi ci sarà tempo per migliorare sempre più le cose!

  2. Sandro Venturini scrive:

    Il Regolamento comunale per la gestione dei rifiuti urbani, in allegato, è la versione originale poi modificata in sede di commissione. Nello specifico ho chiesto ed ottenuto di stralciare l’art. 18 che statuiva il mantenimento dell’attuale sistema tariffario TARSU calcolato in base alla superficie dell’alloggio. Questa infatti è una decisione politica di competenza dell’organo di governo (la Giunta Municipale) e pertanto è stata stralciata dal regolamento e sarà eventualmente assunta dalla Giunta.

    Come ho dichiarato pubblicamente più volte, ritengo che questa modalità di calcolo sia del tutto iniqua: di fatto è una tassa patrimoniale (che peraltro pagano anche gli affittuari). Non c’è infatti alcun serio rapporto tra la superficie dell’alloggio e la produzione di rifiuti! Due anziani che vivono in un’abitazione di 200 mq. pagano il doppio di tassa rifiuti di una famiglia di quattro persone che vive in un alloggio di 100 mq.!

    Peraltro la legge in materia di rifiuti (c.d. Decreto Ronchi D.Lgs. 22/97 e succ. mod.) indica come obiettivo quello far pagare agli utenti esattamente per quanto usufruiscono del servizio (nel modo più preciso possibile): tanti rifiuti produco, tanto pago. Solo così si favoriscono i cittadini virtuosi, che praticano rigorosamente la raccolta differenziata o meglio che riducono la quantità di rifiuti prodotti (ad es. utilizzando la minerale in bottiglie di vetro a rendere o meglio l’acqua pubblica che arriva nelle ns. case, oppure preferendo prodotti privi o con minore confezionamento possibile).
    Per fare questo la legge prevede l’applicazione della Tariffa di Igiene Ambientale o TIA, al posto dell’attuale Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani (TARSU); molti comuni l’hanno già fatto da tempo. Per di più, come recentemente stabilito dal D.L.. 31 maggio 2010, n. 78, la TIA ha “natura non tributaria” e dunque non è assoggettabile ad IVA (questione a lungo dibattuta e che frenava l’applicazione anche della ns. amministrazione comunale). Ritengo pertanto che questa sia la strada da percorrere da subito o al massimo con il prossimo anno.

    Infine, nell’ambito dei rifiuti, è necessario lavorare anche su altri fronti. Da un lato va favorito il riuso o riutilizzo dei materiali che possono avere una “seconda vita”, per sottrarli dal ciclo dei rifiuti (che paghiamo tutti e che impattano sull’ambiente). Dall’altro sono necessarie politiche di prevenzione per ridurre alla fonte la produzione dei rifiuti. Al riguardo vi segnalo QUESTO interessante documento delle Provincia di Genova; sono tra l’altro raccolte moltissime iniziative da poter attuare anche nel nostro territorio per perseguire efficacemente questo obiettivo.

  3. Luca Guerra scrive:

    Concordo pienamente con Sandro per quanto riguarda l’attuale migliorabilità (per non dire iniquità) del sistema di calcolo.
    Le modifiche richieste obbligherebbero l’attuale maggioranza a rivedere interamente le tariffe dei servizi introducendo dei correttivi per quanto riguarda le famiglie numerose e le famiglie con problemi di reddito.
    Una politica sociale attenta e per quanto possibile equa dovrebbe basarsi sulla progressività, sull’ imporre al cittadino di pagare rispetto alle sue capacità. Magari venisse introdotto anche a Gemona il quoziente familiare per il calcolo delle tariffe! http://consumatore.tgcom.it/wpmu/2011/02/16/il-quoziente-familiare/
    Per onestà intellettuale, occorre precisare che, vista l’ovvia necessità di far quadrare i bilanci, la strutturazione di un nuovo sistema tariffario per i servizi comunali comporterebbe un lavoro approfondito e complesso e quindi non possibile dall’oggi al domani…. Ma se ci si crede occorre farsi coraggio e cominciare!