Una vita alla ricerca del Vangelo

Uomo verso la luce
di Sandro Venturini

Quando manca una persona cara cerco subito di fissare nella memoria l’immagine del nostro ultimo incontro così da preservalo vivo. Ho incontrato don Gastone l’ultima volta sabato 26 marzo. Siamo usciti insieme dalla sala di Palazzo Boton, dopo la presentazione dello studio di Giuseppe Marini sul vecchio lavatoio del Gelmine. Sempre affabile e sorridente, nonostante i segni delle malattia, percorrendo via Bini verso la canonica, abbiamo condiviso le grandi ricchezze e potenzialità in campo storico e culturale della nostra città, e la necessità di valorizzarle al meglio per farne motivo di sviluppo.
Don Gastone amava Gemona, conosceva ed apprezzava le sue bellezze artistiche. Ma amava soprattutto i gemonesi: ne ha condiviso quotidianamente momenti di felicità e di sconforto, mettendosi a fianco di ciascuno come un vero amico.
Di lui ci resteranno non solo le opere materiali – il museo della Pieve e la casa di Forni Avoltri – ma soprattutto la testimonianza che ha saputo dare con la propria vita spesa alla ricerca del Vangelo: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15,13).
Don Gastone ha giocato la propria vita su questa parola, ci ha creduto fino in fondo convinto com’era che solo la strada dell’amore può portarci a costruire un mondo più giusto. Il modo migliore per ricordarlo è rendere ogni giorno attuale nella nostra vita questo insegnamento.
Mandi, don Gastone.

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