Vita immigrata

Ragazza africana

Con la crescita dei fenomeni migratori nel nostro Paese, si è assistito all’aumento delle interruzioni volontarie di gravidanza tra le donne immigrate. Il tasso di abortivà tra di esse è infatti del 26,5 per mille a fronte del 7 per mille delle cittadine italiane. Secondo alcune indagini, l’aumento sarebbe da attribuirsi a una scarsa conoscenza della fisiologia della riproduzione e dei metodi per una procreazione responsabile. Per far fronte a questo problema, la Regione Friuli-vg, con una recente delibera, ha aderito al progetto per la «Prevenzione delle interruzioni volontarie di gravidanza tra le donne immigrate», promosso dal «Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie» del Ministero della salute. Tre gli obiettivi che l’iniziativa si propone: la formazione degli operatori sanitari per migliorare il contatto con le pazienti straniere; la sperimentazione di percorsi che accrescano l’accessibilità e l’utilizzo dei servizi sanitari da parte delle donne immigrate; un’attività di informazione capillare e di agevole comprensione. Per la divulgazione delle informazioni verranno coinvolte in modo particolare le stesse comunità di immigrati. Fondamentale sarà anche il coinvolgimento delle associazioni di volontariato sparse sul territorio, ritenute preziose per il loro patrimonio di esperienze e di relazione diretta con le persone. Per quanto riguarda Gemona, da alcuni anni è operante il «Centro aiuto alla vita», che, accanto al Servizio sociale dei Comuni, mette in atto azioni di informazione e di prevenzione. Un’associazione da sostenere. Ci auguriamo che la Regione, aderendo al progetto ministeriale, sappia valorizzare al meglio chi, nella dimensione della gratuità e della solidarietà, sta già compiendo un servizio così delicato e utile.
[QUI il progetto]

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2 Commenti a “Vita immigrata”

  1. admin scrive:

    Stasera a partire dalle ore 20.00 si svolgerà un incontro pubblico sul tema della violenza nei confronti delle donne. La commissione pari opportunità del Comune, d’intesa con la cooperativa «Chichibio», presenterà i dati sul punto di ascolto anti-violenza raccolti durante l’ultimo semestre. A seguire verrà proiettato il film «Ti do i miei occhi» della regista madrilena Iciar Bollain.

  2. mm scrive:

    lodevole e positiva l’adesione della nostra Regione ad un progetto che promuove l’informazione e l’accesso ai servizi sociosanitari pubblici rivolto alle donne immigrate.
    Individuare come causa di aumento degli aborti solo l’ignoranza sui metodi contraccettivi mi sembra riduttivo, e miope sulle altre cause che inducono la donna a interrompere la gravidanza. In realtà la diffusione della contraccezione non ha diminuito il numero degli aborti.
    Ogni donna dovrebbe essere nelle condizioni di poter accogliere il proprio bambino anche quando le condizioni esistenziali possono rendere difficile la scelta per la vita.
    Il Centro Aiuto alla vita si pone al fianco della donna, immigrata e non, che si trova in difficoltà per una gravidanza inaspettata, e con riservatezza e rispetto offre solidarietà, condivisione, aiuto economico e materiale per accogliere e far crescere il bambino, informazioni e contatti con i servizi presenti sul territorio, consulenza legale, medica, psicologica affinchè la strada della soppressione di una nuova vita non sia la sola percorribile.
    Paola