Borsa al merito

Borsa in cuoio

Da alcuni anni il Comune di Gemona assegna una borsa di studio a studenti meritevoli che si trovano in condizioni di reddito non elevato. Si tratta di 3.100 euro annui. Provengono dall’Opera Pia «Baldissera Modesti», che fino alla prima metà del Novecento si dedicava al sostegno di bambini orfani e i cui beni sono stati incamerati dal Comune dopo il terremoto.
Una cifra relativamente esigua, ma che può fare la differenza per una famiglia che vuole offrire una possibilità di studio a un figlio oppure permettergli di mentenersi un appartamento in una città universitaria.
I requisiti per partecipare al bando sono tre: essere residenti a Gemona da almeno due anni; appartenere ad una famiglia il cui reddito annuo lordo riferito al 2010 non superi i 30.000 € oppure essere uno studente lavoratore non convivente con i genitori, il cui reddito annuo lordo complessivo non sia superiore 15.493 € e non inferiore a 4.131 €; svolgere gli studi con profitto.
Si tratta di un’opportunità che andrebbe estesa, a nostro avviso. Sarebbero risorse comunali ben investite. Premiare il merito e sostenere chi si impegna nello studio e nella ricerca è un’urgenza a cui i comuni dovranno sempre più rispondere in un prossimo futuro. Il governo italiano ormai ha rinunciato a questo ruolo. E al merito intellettuale pare preferire altre qualità. Meno decorose.
[QUI ulteriori informazioni sul sito dell'amministrazione comunale]

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