Pacta sunt servanda

Mano Monitor

Due anni. Tanto è passato dal cambio di governo nel Comune di Gemona. Molte erano le attese, quando si andò a votare il 6 e il 7 giugno del 2009. Siamo quasi a metà mandato. Si possono trarre i primi bilanci. I gemonesi possono chiedersi se la loro vita, per quanto riguarda le scelte dell’amministrazione comunale, sia cambiata. Se a Gemona, nel concreto del quotidiano, si viva meglio o peggio di due anni fa. Soprattutto si possono chiedere se i programmi, che allora a tutti sembrarono ambiziosi, siano stati attuati, quanto e come. Ma chissà se qualcuno li ha poi tenuti quei programmi. Se ne ha conservata copia, per poi chiederne conto ai propri amministratori. Se cerchiamo sul web i siti delle liste che sostenevano il sindaco Paolo Urbani, «Per Gemona», «Gemona nel cuore», «Gemon@ssieme», dobbiamo constatare che sono decaduti o fermi al giorno delle elezioni.
Così tocca farlo a noi. Mettere a disposizione dei cittadini i programmi elettorali è un dovere e un segno di serietà politica. Ci fa sperare che poi i cittadini i conti li facciano. E non in base a sensazioni del momento, alla simpatia dei candidati al consiglio comunale, ma sui progetti realizzati, sul coerente rispetto di un programma e di un mandato elettorale. Anche da questo si misura la qualità di un paese e della sua democrazia.
[QUI il programma del candidato sindaco Paolo Urbani]
[QUI il programma della lista civica «Gemona nel cuore»]

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Un Commento a “Pacta sunt servanda”

  1. Sandro V. scrive:

    Molto interessante rivedere le promesse dei programmi elettorali e confrontarli con la realtà di oggi.

    La prima scontata constatazione: facile promettere, molto più difficile mantenere.
    La seconda: quanti cittadini conoscono questi programmi e quali strumenti adotta l’amministrazione per “rendere conto” di quanto realizzato rispetto a quanto promesso?
    La terza: alcune cose in effetti sono state fatte, ma con quali criteri di priorità? Molte più di quelle del “Patto” rispetto a quelle del “Cuore”.
    Ma anche rispetto al “Patto”, molte le promesse di cui stiamo ancora aspettando la realizzazione. Quella che reputiamo più importante è il progetto per il “Rilancio del Centro Storico”. Da tempo chiediamo all’amministrazione che si dia gambe al previsto “progetto complessivo” per lo sviluppo del Centro Storico mediante un processo partecipato e condiviso con i cittadini, cui daremo anche il nostro contributo fattivo. Ora è davvero il momento di passare dalle parole ai fatti.