Gemona a scacchi

Gemona - Sagrato del Duomo
di Gabriele Contessi

Sparsi all’interno del locale molti tavolini ospitavano giocatori disposti uno di fronte all’altro, tutti intenti ad osservare quella tavola a quadri bicolore, cui sopra erano collocati dei pezzi di legno costruiti ad arte. Osservavo ammirato quegli uomini che per minuti e minuti rimanevano immobili a guardare un punto preciso della scacchiera. A volte annuivano, altre scuotevano la testa e poi muovevano un braccio per afferare un pezzo. Quel movimento dell’arto poteva essere rapido come l’attacco di un serpente o lento ed incerto come il passo del camaleonte. Appena riposto il pezzo sulla scacchiera, velocemente colpivano l’orologio posizionato sul bordo del tavolino.
È così che a undici anni scoprii il gioco degli scacchi. Fu quel giorno che qualcuno mi raccontò del combattimento tra bianchi e neri, di come i pezzi si muovono sulla tavola da gioco. Scoprii il movimento lineare dell’alfiere, la robustezza della torre, il salto bizzarro del cavallo: assieme alla regina, mi dissero, sono tutti a difesa del proprio re.
A distanza di tanti anni mi sono avvicinato nuovamente a quella nobile disciplina, ho scoperto la sua grande complessità, il rigore e la precisione che richiede, la sagacia tattica e strategica degli scacchisti, ed ho sperimentato in prima persona la difficoltà che questo gioco nasconde: concentrazione, applicazione, rispetto per l’avversario, studio, progettazione di un piano e sua applicazione, decisione. Il gioco degli equilibri, dove una scelta può spostare le sorti dello scontro a proprio favore oppure buttare le ceneri su una inevitabile sconfitta.
Questa esperienza si è resa possibile grazie al gruppo di scacchisti che abbiamo a Gemona, che si ritrova saltuariamente presso il Bar Da Blanc il mercoledì sera. Giocatori di alto valore, che partecipano alle manifestazioni più importanti a livello regionale e nazionale, oltrepassando, a volte, anche i confini italiani. Si ritrovano per analizzare le partite, proporre delle lezioni introduttive o degli approfondimenti, per riempire il proprio tempo libero.
Uno degli ultimi risultati ottenuti è il conseguimento del diritto a partecipare al campionato italiano a squadre di Seria A, dopo aver condotto e vinto quello della categoria B. Inoltre, l’anno incorso ha visto la vittoria di uno di loro al campionato provinciale di Udine.
Unica nota dolente: il gruppo è iscritto con la società scacchistica San Gregorio di Pordenone, perché a Gemona un circolo non c’è.
Che sia il caso di adoperarsi per fregiare Gemona con il blasonato campionato? L’investimento richiesto non è certo oneroso, ma sembra che l’interesse attorno ad un movimento scacchistico affoghi nel silenzio. «Gemona città dello sport» non può permettersi di perdere anche questa opportunità.

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