Cipaf: un passo indietro per ripartire

Scalinata

La situazione all’interno del Cipaf è bloccata. Il conflitto tra il Consiglio di Amministrazione, guidato da Ivano Benvenuti (e con un ruolo non marginale dell’ex sindaco Virgilio Disetti), e l’Assemblea, costituita dai Comuni di Gemona, Osoppo, Buja, Majano, dalla Provincia di Udine, dalle associazioni di categoria e dalle aziende insediate nella zona industriale, non sembra risolversi. Già un anno fa temevamo che quanto è oggi sotto gli occhi di tutti potesse accadere [1.►; 2.►; 3.►]. Le contrapposizioni e le logiche della solita «vecchia politica» hanno paralizzato l’attività del consorzio. La situazione è divenuta insostenibile. Lo chiediamo in particolare al sindaco di Gemona Paolo Urbani e alla maggioranza in consiglio comunale, le cui decisioni, in termini di persone e di strategie, sono tra le cause principali dell’attuale stallo. I loro silenzi e le loro titubanze sono indice di una politica incapace di governare situazioni complesse e di compiere scelte coraggiose.
Ora è necessario fare un passo avanti, in primo luogo rinnovando i volti e le modalità di conduzione dell’ente. È necessario superare le sterili contrapposizioni e operare con maggiore unità d’intenti, impostando un programma di ampio respiro e una lungimirante politica industriale. Innovazione, ricerca, sinergia con il mondo della formazione, economia verde: sono queste le parole d’ordine attorno alle quali convogliare energie e competenze. E ciò va fatto con chiarezza e nella trasparenza: un’opaca vicenda come quella del deputatore non deve ripetersi in futuro.
È tempo di cambiare. Di lasciarci alle spalle i soliti vecchi volti della solita vecchia politica.
[QUI gli interventi comparsi sulla stampa locale nelle ultime settimane in merito al Cipaf]

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