L’onda. Democratica

Onda

È stato un bagno di sana democrazia. Che potrà rivitalizzare l’istituto del referendum. Proprio quando la partecipazione alla vita politica del Paese sembrava sconfitta dalla disillusione o dal cinismo. «Con te Gemona» ci credeva. Abbiamo sostenuto convintamente la campagna sull’acqua fin dalle prime battute, persuasi che un Paese maturo non possa sottrarsi alla responsabilità di gestire pubblicamente i servizi essenziali per la vita dei cittadini. Anche i gemonesi ci hanno creduto. Così non ha fatto la nostra amministrazione comunale, che ha perso l’occasione di esprimersi in modo chiaro e di sostenere una campagna, quella per l’acqua, che ha coinvolto molte associazioni e cittadini gemonesi nel corso degli ultimi anni.
Tant’è. Ora che il risultato referendario ha dato voce alle richieste dei cittadini, anche la maggioranza che guida il comune di Gemona potrebbe rivedere alcune delle sue posizioni. Quella sulla «Casa dell’acqua», tanto per cominciare. Da parte nostra continueremo a proporla come una soluzione efficace all’uso (e all’abuso) di acque minerali in bottiglia.
Tornando al risultato referendario, riportiamo una tabella che mette a confronto il dato di Gemona con quello provinciale e statale. Non servono ulteriori spiegazioni. Le cifre si commentano da sé medesime:

Quesito 1 Privatizzazione servizio idricoQuesito 2 Profitti sull’acquaQuesito 3 Energia nucleareQuesito 4 legittimo impedimento
Affluenza Italia54,81%54,82%54,79%54,78%
Affluenza Provincia di Udine59,04%59,05%58,95%58,89%
Affluenza Gemona63,82%63,83%63,75%63,67%
Totale «Sì» Italia95,35%95,80%94,05%94,62%
Totale «Sì» Provincia Udine95,18%95,72%93,35%93,90%
Totale «Sì» Gemona96,35%97,33%93,67%94,56%
Totale «No» Italia4,30%3,85%5,41%4,99%
Totale «No» Provincia di Udine4,65%4,20%5,95%5,38%
Totale «No» a Gemona3,05%2,67%6,23%5,44%

Ulteriori dati su Gemona:

Quesito 1 Privatizzazione servizio idricoQuesito 2 Profitti sull’acquaQuesito 3 Energia nucleareQuesito 4 legittimo impedimento
Totale voti validi Gemona5.7875.8025.7765.737
Schede bianche Gemona44324772
Schede nulle Gemona17151825

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4 Commenti a “L’onda. Democratica”

  1. Luca scrive:

    Piccolo spunto di riflessione matematico:

    Urbani è stato eletto sindaco con 2.574 voti su 11.525 elettori. Un consenso quindi del 22,30% sul totale degli elettori gemonesi. (28,09% se considerassimo lo stesso numero di elettori dei referendum…)

    Il quesito referendario n. 1 ha ricevuto 5.576 si su 9163 elettori. Un consenso quindi del 60,85% sul totale degli elettori gemonesi.

    Il quesito referendario n. 2 ha ricevuto 5.647 si su 9163 elettori. Un consenso quindi del 61,63% sul totale degli elettori gemonesi.

    Riflessioni:

    - il voto sui referendum è trasversale e si può tranquillamente affermare che, con ogni probabilità, molti elettori del Sindaco Urbani si sono espressi con un si nell’urna.

    - oltre il 60% dei gemonesi ha votato SI ai due referendum, la maggioranza assoluta, e non relativa, di Gemona.

  2. admin scrive:

    Alleghiamo il Comunicato Stampa diramato oggi da parte dell’Ufficio stampa del “Comitato Referendario 2 SI’ PER L’ACQUA BENE COMUNE F-vg”

    Grazie ai cittadini che hanno votato SI salvate le gestioni pubbliche dell’acqua del Friuli – vg.
    Il Comitato referendario “2 Sì per l’acqua bene comune” chiede sia dato subito avvio alla ridefinizione delle politiche di gestione dell’acqua anche in Friuli – vg

    Il grande risultato ottenuto dalla vittoria referendaria è il risultato del lavoro di centinaia di comitati, associazioni e cittadini che in ogni parte d’Italia e della Regione Friuli Venezia Giulia hanno sostenuto la campagna e le iniziative del Comitato referendario “2 Sì per l’acqua bene comune” promotore dei quesiti referendari sull’acqua.
    Dei 565.000 cittadini del Friuli-vg che si sono recati alle urne, pari al 58% di affluenza, circa 530.000 hanno detto un chiaro e netto SI per l’acqua pubblica e la sua gestione fuori dal mercato e dai profitti.
    Questi cittadini hanno salvato le gestioni del Friuli-vg dalla loro consegna forzosa ai privati, di ciò se ne sono resi conto molti Sindaci, Amministratori e gestori, che hanno manifestato il loro consenso alla causa referendaria indipendentemente dallo schieramento politico di appartenenza.
    Questo straordinario risultato conferma che la proposta lanciata dalle associazioni oltre 10 anni fa con il Manifesto italiano per il contratto mondiale dell’acqua per ottenere il riconoscimento dell’acqua come diritto umano universale e come bene comune, patrimonio dell’umanità, era una sfida vincente che ha coinvolto sempre più associazioni, movimenti, Enti locali e Istituzioni.
    La vittoria referendaria segna dunque un nuovo punto di partenza per risolvere i problemi legati alla gestione dell’acqua: evitato l’approccio di mercato e del profitto, va ridata ora centralità alla partecipazione e ai cittadini nell’affrontare i temi che riguardano i beni comuni, dopo anni di denigrazioni di tutto ciò che è pubblico.
    Apprezziamo la presa di posizione e il coinvolgimento di alcuni partiti che si sono progressivamente attivati nella campagna referendaria, essi avranno un ruolo istituzionale importante nella definizione del nuovo quadro normativo regionale e nazionale in materia di acqua e di servizi pubblici locali. Riteniamo importante sottolineare però che i partiti presenti in Parlamento e nelle Istituzioni regionali non si devono sentire titolati ad esautorarci dal processo di definizione delle nuove politiche sui servizi pubblici essenziali e sui beni comuni.
    La partita non è finita qui. Il popolo del Sì dovrà difendere l’esito della consultazione popolare, in modo da evitare che il responso degli elettori venga aggirato o vanificato dagli espedienti e dagli artifici della politica, come purtroppo è già accaduto altre volte in passato.
    Il successo referendario obbliga ora la classe politica italiana, il Parlamento e anche la nostra Regione ad inserire tra le priorità dell’agenda politica, la definizione di una nuova politica dei servizi pubblici locali ed in particolare dell’acqua come bene comune primario, come diritto umano, da garantire a tutti i cittadini.
    Come Comitato Promotore chiediamo ora, nel rispetto della volontà degli oltre 25 milioni di italiani e dei 530.000 cittadini del Friuli-vg che hanno votato SI, che rappresentano la maggioranza assoluta dei cittadini con diritto di voto nel nostro Paese:
    - che venga immediatamente messa in discussione la legge di iniziativa popolare presentata ancora nel 2007 da 400.000 cittadini, questa legge prevede una gestione pubblica e partecipata dell’acqua;
    - che le Autorità d’Ambito fermino immediatamente le procedure per indire le gare, laddove queste siano state avviate, e non proseguano nel processo di privatizzazione, imposto dall’oramai abrogato “Decreto Ronchi”, ma ancora perseguibile dalle Autorità d’Ambito che intendano farlo;
    - che si avvii un percorso trasparente e partecipato di ridefinizione della Legge regionale 13/2005 che regola il Servizio Idrico Integrato, che tenga conto della volontà dei cittadini e dei Comitati alla partecipazione diretta nella definizione delle modalità di gestione, delle tariffe e delle misure per salvaguardare il bene comune acqua.

  3. S.Venturini scrive:

    Grazie ai volontari ed ai consiglieri comunali gemonesi (*) che hanno sostenuto la raccolta delle firme per la proposta dei referendum sull’acqua bene comune.
    Grazie agli oltre 1000 gemonesi che hanno firmato le proposte referendarie sull’acqua.
    Grazie ai molti gemonesi che hanno lavorato per far conoscere le ragioni del SI ai quesiti referendari e invitare al voto.
    Grazie ai 5800 elettori gemonesi che si sono recati alle urne.
    Grazie agli oltre 5500 gemonesi che hanno votato SI, affinché non si possa lucrare su un bene vitale come l’acqua.
    E grazie anche a tutti gli amici di Con te Gemona che ci hanno seguito in questa bella avventura.

    (*)Patat, Dorotea, Venturini.

  4. S.Venturini scrive:

    … e non è finita.
    La battaglia continua, occhi aperti.