Ripresa. Un po’

Grafico a barre

Nel 2010 l’economia friulana ha continuato la ripresa post-crisi, ma a un tasso più debole che nel resto del Nordest e senza recuperare i livelli antecedenti al 2008. È quanto emerge dalla nota presentata alcuni giorni fa dalla Banca d’Italia. Le vendite sono cresciute del 12,8%, mentre la produzione industriale del 10,5%. Dati confermati anche nel primo trimestre 2011: le vendite sono aumentate del 7,2% e la produzione industriale dell’8,9%. In Friuli l’export rimane il motore della ripresa ed è soprattutto rivolto ai paesi europei, Germania in testa con oltre il 25% delle esportazioni totali. Tra i settori con maggior crescita Bankitalia segnala il mobile, il legno e la meccanica. Rispetto agli occupati, il dato rimane stabile se confrontato con il 2009, anno in cui si era notevolmente ridotto a causa della crisi. Gli interventi di Cassa integrazione hanno invece subito un aumento, come anche il tasso di disoccupazione, salito dal 5,3% del 2009 al 5,7% del 2010.
Dati in bianco e nero, che ci ricordano ancora una volta quali dovrebbero essere le priorità della politica regionale e locale. Formazione, innovazione, investimenti strutturali, lotta contro le inefficienze e gli sprechi, riorganizzazione dei servizi ai cittadini e alle imprese. Dovrebbero essere parole d’ordine. Ma purtroppo la politica rimane ancora lontana dal paese reale.

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