Una repubblica fondata sul lavoro. Anche manuale

Operaio

Siamo in un periodo di forte crisi economica, con gravi ricadute sull’occupazione. Soprattutto giovanile. Lo sappiamo. Tutto vero, ma – come al solito – la realtà è più complessa e tra le sue pieghe si nascondono stravaganti anomalie. Se da un lato i giovani stentano a trovare lavoro, molti lavori non li vogliono più fare. Un po’ perché faticosi, un po’ perché hanno studiato per diventare altro, un po’ perché scarsamente remunerativi, un po’ perché vengono considerati meno qualificanti e creativi.
Di recente l’ufficio studi di Confartigianato [] ha presentato il suo rapporto annuale per la Provincia di Udine, in cui – tra i molti dati che indicano la sofferenza del settore – emerge il crollo dell’apprendistato, con il 40% in meno di nuove leve dal 2000 al 2010. Mancano giovani che vogliano diventare meccanici, falegnami, panettieri o lavorare nel mondo della sartoria. Di qui la necessità di cambiare rotta. Confartigianato sta attivando una serie di iniziative per valorizzare le professioni manuali, comunicandone il valore e la bellezza. Si tratta di un cambio di mentalità, che dovrebbe coinvolgere tutte le agenzie educative: la famiglia e la scuola innanzitutto. Ma anche la politica. Che potrebbe farsi cassa di risonanza delle richieste che provengono dal mondo delle piccole imprese artigiane, attivando e finanziando progetti nelle scuole superiori, promuovendo iniziative di sensibilizzazione, informazione e approfondimento. Certo, se tutti gli sforzi sono centrati soltanto sullo sport, le celebrazioni, le feste e il «ben stare», il mondo del lavoro risulterà sacrificato. Anche su questo a Gemona servirebbe un cambio di rotta.[ru]

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