Politica stagionata

Volto

Cosa ha fatto la politica gemonese nel settore sociale negli ultimi due anni? Quali iniziative sono state portate a termine, con quali risultati, quali i programmi futuri? Alzi la mano chi lo sa.
Vincenzo Salvatorelli, classe 1937, nell’ultima tornata elettorale era il capolista di «Per Gemona», la formazione politica di Virgilio Disetti, passata poi nelle mani dell’attuale sindaco Paolo Urbani. Con le sue 116 preferenze, Salvatorelli è stato tra i più votati in consiglio comunale. Per ciò le importanti deleghe che si è messo in tasca: politiche sanitarie locali e salvaguardia dell’Ospedale S. Michele; assistenza sociale; programmazione della politica socio-assistenziale; tutela dei minori; settore dell’istruzione, asili nido, scuole materne, servizi ed opportunità per l’infanzia e l’adolescenza; casa di Soggiorno per Anziani; rapporti con l’U.T.E. e con le Associazioni d’arma. Incarichi numerosi e impegnativi. A cui purtroppo – almeno da quanto ci è dato sapere – non sono seguiti altrettanti risultati. Al massimo qualche intervento – talvolta non proprio conveniente per la maggioranza [1.► 2.►] – in consiglio comunale. Se possibile, in questi ultimi mesi l’assenza ci è sembrata ancor più evidente. Su molti tavoli in cui si è discusso della situazione sanitaria e delle sorti dell’ospedale, Salavatorelli non c’era. Tra questi la recente assise di San Daniele [] e l’ultima assemblea dei sindaci. Assenze che sollecitano un interrogativo ormai abituale in quest’Italia gerontocratica: perché non svecchiare, nei metodi e nelle persone, la politica e dare più spazio a forze più dinamiche e produttive?

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