Riforma sanitaria: sì, no, forse

Dado

Il progetto di riforma che doveva portare alla costituzione di un’azienda sanitaria unica per tutta la regione, appena nato, è già acqua passata. Non si farà. «Per cambiamenti così significativi ci vuole la partecipazione più ampia». Parole del governatore Renzo Tondo riportate a margine di un incontro con il vescovo di Udine Bruno Mazzocato e con alcuni sacerdoti e politici di Tolmezzo. Secondo quanto scrive il settimanale diocesano «la Vita Cattolica», Tondo avrebbe affermato che «in un percorso riformatore così importante, è necessario anche il consenso dell’opposizione. Anzi, delle tante opposizioni che ci sono: quella politica, ma anche quella del territorio». Parole condivisibili, che speriamo non venga contraddette nei fatti. Il progetto dell’azienda unica avrebbe penalizzato i territori marginali, quello montano e collinare soprattutto, e avrebbe accentuato la conflittualità tra Comuni e Regione. Ora, se non ancora certo, è molto probabile che la riforma non possa vedere la luce in questa legislatura. Le parole di Tondo – peraltro condivisibili in questo caso – sono un ulteriore segnale delle contraddizioni e dell’incapacità politica dell’attuale maggioranza al governo della Regione. Tra proposte inattuate, false partenze, rumors e mezze parole, sono passati tre anni senza che nulla sia stato deciso. Intanto la situazione sanitaria è ferma al palo. Unico segnale positivo il fatto che i territori, in particolare il nostro, stiano comprendendo quanto sia decisiva un’ottica di «rete», un lavoro di «area vasta», un’integrazione socio-sanitaria sempre più stretta. Segnali di speranza per Gemona, che, dopo gli anni dell’autarchia disettiana, potrà forse sperare di contare e pesare di più.

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Un Commento a “Riforma sanitaria: sì, no, forse”

  1. admin scrive:

    In linea con il nostro post di ieri, il Messaggero Veneto dà notizia oggi (martedì 12 luglio) di altre dichiarazioni del governatore Tondo. Ne riportiamo alcuni estratti:

    «La riforma della sanità si farà a partire dalla prossima legislatura. Intanto si può preparare il terreno, per avviare un percorso condiviso che servirà alla prossima generazione. Non c’è fretta, secondo il presidente Renzo Tondo, l’importante è che sia un lavoro comune e portato avanti con i tempi giusti […]. “Siamo aperti all’idea di fare una riforma sanitaria condivisa – ha detto il presidente della Regione –, abbiamo tutto il tempo per farla anche da qui alla fine di questa legislatura. Converrebbe a tutti, anche all’opposizione, non tiriamoci indietro e produciamola;
    se poi non riusciamo a metterla in atto ora, il lavoro che prepareremo servirà alla prossima legislatura. Non preoccupiamoci delle prossime elezioni, madelle prossime generazioni”».