Uscire dallo sviluppo

Bambino con gelato

«Sarebbe senz’altro una bella soddisfazione poter mangiare alimenti sani, vivere in un ambiente equilibrato e meno rumoroso, non subire più i condizionamenti del traffico». Questo diceva il sociologo e teologo francese Jacques Ellul, celebre autore di numerosi saggi sulla società tecnologica, nel non lontano 1994. Per troppi secoli infatti, l’uomo si è convinto che la propria felicità fosse direttamente proporzionale all’aumento della crescita, della produttività, del potere d’acquisto e quindi dei consumi. Questo ha però portato inevitabilmente a decenni di sprechi frenetici, guerre del petrolio a cui hanno seguito quelle dell’acqua, sconvolgimento climatici. Per non parlare della paura per il possibile prolificare di pandemie e il rischio della scomparsa di specie vegetali e animali essenziali in seguito alle prevedibili catastrofi biogenetiche. Ecco perché entrare nell’ottica di uno stile di vita diverso, in qualche modo antitetico a quello presente basato tutto sul PIL, che suggerisca di tirare il freno al progresso, diventa sempre più un’ipotesi concreta.
Dal 13 al 18 settembre, l’Associazione per la Decrescita [] organizza a Pesariis [] una scuola estiva residenziale sui temi della decrescita. L’obiettivo sarà quello di formare persone in grado di organizzare i fattori che possono creare nuclei ed istituzioni per una società e un economia solidali, basate sulla decrescita economica. All’interno della settimana molti relatori, tra cui docenti universitari, sociologi, economisti e studiosi di decrescita, si passeranno il testimone in dibattiti, colloqui e casi di studio. Tutte le informazioni su vitto, alloggio e il programma completo della scola estiva sono presenti sul sito della Casa per l’Europa di Gemona [QUI]. [ap]

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