Noi la crisi l’affrontiamo così

Gadgets Città dello sport

Ancora spese in gadgets per la «Città dello sport». Dopo le decine di migliaia di euro già impiegati [1.; 2.; 3.; 4.], l’amministrazione comunale ha appena liquidato ulteriori 11 mila 870 euro per «magliette polo, magliette t-shirt e cappellini» e 1.760 euro per l’abbigliamento sportivo degli atleti sudafricani sotto contratto con il Comune. In totale fanno altri 13 mila 630 euro. Lo stipendio annuale di un giovane operaio. E pensare che proprio ieri il ministro italiano dell’economia Giulio Tremonti avrebbe dichiarato che siamo «come sul Titanic: non si salvano neanche i passeggeri in prima classe». Questi costi che l’attuale giunta comunale di Gemona continua a sostenere per attività di marketing e di immagine, mentre si profilano tempi durissimi per noi cittadini, sono proprio necessari? Sono queste le priorità che un Comune serio e responsabile deve perseguire? Non dovremmo cominciare a parlare anche della seconda parte del progetto «Gemona Città dello sport e del benstare»? Il «benstare», o meglio il «benessere», di una comunità richiede interventi di ampio respiro, che riescano ad incidere sulla qualità della vita delle famiglie, soprattutto di quelle più in difficoltà. A tutt’oggi a Gemona non esiste un luogo politico di valutazione dei bisogni, di analisi della ricaduta economica della crisi sul territorio, di programmazione degli interventi sociali. Non vorremmo che sotto il cappellino con il logo comunale non ci rimanessero altro che le mutande.
[QUI le delibere]

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8 Commenti a “Noi la crisi l’affrontiamo così”

  1. Andreina scrive:

    Una semplice curuosità, ma la decisione di alloggiare gli atleti sudafricani e Pistorius presso l’Hotel Willy è scaturita dal famoso raffronto tra le varie offerte pervenute o dalla classica serie si va li e basta??????
    Sul territorio comunale sono presenti anche altri esercizi commerciali ma non risulta che siano stati perlomeno contattati.

  2. CARLO scrive:

    @ Andreina: ma Lei come fa a sapere che non sono stati contattati? Per caso di mestiere fa l’albergatrice? Oppure lavora in Comune? O solo presume che non siano stati contattati? Detto questo, sappiamo bene che sotto certi importi è legale non richiedere preventivi. Un buon amministratore però si vede anche in queste scelte e se non l’hanno fatto non si sono comportati correttamente nei confronti di tutti gli esercizi. E’ uno stile abbastanza consolidato a Gemona.

  3. Anonimo scrive:

    Forse visto che è opinione comune che questo è lo “stile” di Gemona sarebbe opportuno che i responsabili se ne vergognino. Anche per la realizzazione di questi costosissimi gadget so per certo che non sono stati richiesti preventivi a tutte le aziende di grafica del gemonese, privilegiando i soliti “parenti di” o “amici di” oppure affidando la realizazione di un logo professionale per un comune ad una persona che non opera a Gemona nè tantomeno ha dei costi di gestione di un’azienda, visto che da quanto so lavora privatamente.
    Inoltre, quesa ricorsa ai gadget e a lavori eccessivamente costosi e non urgenti mi sembrano solo l’ultimo tentativo dei politici locali di gettare fumo negli occhi ai cittadini. Per fortuna ci sono persone che non si lasciano accecare, anche fra i giovani. Al di là dei singoli partiti politici, ciò che più mi dà fastidio e che mi offende è continuare a vedere i parentelismi anche da noi, per poi parlar male del resto d’Italia. I giovani, fra cui anche io, vogliono trasparenza e un mondo migliore per i propri figli. VERGOGNATEVI e lasciateci spazio per un futuro migliore, senza attaccarvi a discorsi fuorvianti, alla mancata conoscenza dei meccanismi politici o altro. Prima vengono le coscienze di ognuno, e favorire solo amici e parenti non penso sia giusto e corretto dal momento che le attività versano tutte le tasse anche al Comune!

  4. admin scrive:

    @ Anonimo,
    se Lei è a conoscenza di chi siano i «soliti “parenti di” o “amici di”»; se ritiene che prima vengano «le coscienze di ognuno»; se si arroga il diritto di gridare «VERGOGNATEVI», è Suo dovere civico e di legge segnarlo a chi di competenza. Intanto, se sa «per certo» che si sono privilegiate alcune aziende, faccia i nomi, anche sul nostro blog. Lasciamo aperti i commenti appunto per dare la massima libertà a ciascuno, anche di nascondersi dietro uno pseudonimo. Viceversa le Sue parole sono una critica senza costrutto, una sparata nel mucchio. A che pro? Solo per creare sospetti? Tenga anche conto che vi è il concreto rischio che certe Sue affermazioni possano costituire reato. Per questo motivo, pur lasciandole sul blog, ce ne dissociamo completamente. Eventualmente la Polizia Postale avrà modo di accertare la Sua identità. Se invece vorrà portare dati concreti e inequivocabili, saremo pronti a darLe ragione. [ru]

  5. Anonimo scrive:

    Vorrei sapere quali reati avrei commesso esprimendo la mia opinione come tutti gli utenti del sito. Me li potete spiegare nel dettaglio? Se il mio post causa così tanti problemi toglietelo pure, per me va benissimo.

  6. Mr. Londero scrive:

    @ anonimo + ru
    Ve lo ricordate il “non poteva non sapere” spesso usato negli anni di “Manipulite” per indagare e condannare (a volte) dirigenti di aziende e partiti? Quello che sembrava allora un teorema logico, quasi ovvio, tanto da suscitare lo sdegno giustizialista della popolazione che vedeva da una lato confermati i propri sospetti e dall’altro delusa la fiducia riposta nella politica, viene ora tacciato come inutile sospetto e/o vana accusa. Il “…governo ladro” di ancor piu lontana memoria non e’ certo un’assioma ma induce a tenere alta la soglia d’attenzione sull’operato dei nostri governanti e burocrati… non sono certo io ad affermare che la seconda repubblica non e’ mai iniziata! Detto questo, posso confermare pienamente i sospetti e le accuse di Anonimo ed Andreina perché ne sono testimone diretto ed indiretto. Il comune ed i suoi derivati (es. Proloco) pur non avendo obbligo di gara per importi “piccoli” ha, o avrebbe, obblighi di trasparenza ed equità che invece le sono spesso sconosciuti e

  7. Mr. Londero scrive:

    …Nel caso invece di importi soggetti a gara, ci sono modi per eluderla a favore dell’uno piuttosto che dell’altro. Non parlo di corruzione e giro di denaro, che non so se ci sia, ma di favorire, questo certamente si, un’azienda piuttosto che un’altra (gli amici?).
    Andreina evidentemente parla per esperienza diretta altrimenti che motivo avrebbe di sollevare degli interrogativi su un argomento così specifico? Il suo sospetto mi pare del tutto legittimo, e quindi, invece di chiedersi se il suo intervento (come quello di Anonimo) sia in malafede, non è forse il caso che voi, così avvezzi alla trasparenza della “cosa pubblica”, cerchiate e pubblichiate (così come documenti e delibere) anche i vari preventivi?
    Per quanto concerne poi la forma anonima di alcuni “post” sono del tutto comprensibili; vi mettereste voi, già penalizzati da questo “modus operandi” a combattere contro i mulini a vento? Sareste “cornuti e mazziati” ed avreste oltre il danno anche la beffa! In una città ed un paese civile il cittadino dovrebbe poter esprimere la propria educata ed argomentata opinione senza paura di ripercussioni, ma noi siamo in Italia, ve lo siete scordati? Qui se parli sei la minoranza da mettere a tacere e da screditare. Qui tanti sanno e pochi parlano… e se un indizio non fa una prova, 3, 4, 10 indizi ci si avvicinano moltissimo!
    Su questo blog, molto ben fatto, curato, aggiornato e chi più ne ha più ne metta, avete però uno strano atteggiamento: sembrate avere l’esclusiva sulla polemica nei confronti dell’autorità. Voi potete, con parole forbite e citazioni, criticare chicchessia dal messo comunale al presidente del consiglio, mentre se lo fa un vostro lettore lo schernite e ne prendete subito le distanze. Nel caso del post di Anonimo richiamate perfino lo spettro della polizia postale. Suona come il “tintinnio di manette” che induce all’omertà. Quale sarebbe la grave accusa nei confronti di Anonimo che dovrebbe far intervenire la polizia postale? L’aver mosso dei dubbi sulla trasparenza dell’operato del comune? Vogliamo rendere Anonimo il capro espiatorio del dubbio che hanno molti? Vogliamo fustigarlo sulla pubblica piazza (magari in occasione della messinscena medievale) per questa grave colpa, che poche righe più su aveva condiviso Andreina e poche più giù io? Vogliamo prendercela con Anonimo ed Andreina o vogliamo controllare cosa si fa nei luoghi di potere cittadino? Mi sembra così strano che voi non vediate quello che è palese ad un attento osservatore!
    Prima di terminare, voglio da subito replicare a chi, come successo in precedenza su queste pagine, dirà che se non so fare altro che criticare la mia città posso andarmene in qualsiasi momento, dicendo che magari Gemona può fare a meno di lui anzichè di me!
    Saluti

  8. admin scrive:

    @ Mr. Londero,
    non si tratta di avere la prerogativa sul diritto di critica, anche perché – come ha potuto fare Lei – ogni commento viene pubblicato. Si tratta invece di distinguere fra critica politica, doverosa e legittima, e calunnia. Affermare che certe scelte di un’amministrazione sono sbagliate è un conto, insinuare che si aiutano gli “amici e i parenti” attraverso operazioni non trasparenti e magari illegali, è tutt’altra cosa, perché costituisce evidentemente ipotesi di reato. Dire di un assessore che fa male il suo mestiere è una cosa, dire che ruba è tutt’altra. Se è vero va denunciato, altrimenti si corre il rischio inverso. Ci perdoni, ma vorremmo evitarcelo. Per il resto continui pure a scriverci. Saremo lieti di ospitare Lei e chiunque altro. [ru]