L’identità è come una scatola. Cinese

Scatole cinesi

«Italia 1861. Italiani 2011». Questo il titolo della 49° edizione del LAB, il Laboratorio Internazionale della Comunicazione sociale, linguistica e letteraria, che inizia domani, giovedì 21 luglio, e si concluderà il 13 agosto. I giovani italianofili che porteranno anche quest’anno i colori del villaggio globale per le vie della nostra cittadina seguiranno un intenso programma [] di aggiornamento linguistico e culturale, grazie a docenti universitari provenieni da diverse università italiane e straniere. Durante le lezioni della mattina e i laboratori del pomeriggio, verrà affrontato il tema dell’«unità nella diversità» degli italiani dal Risorgimento ad oggi. Da segnalare in modo particolare l’intervento di Derrick De Kherchove, direttore del McLuhan Program in Culture and Technology di Toronto, dal titolo «McLuhan Galaxy: comprendere oggi i media». La dimensione e il respiro dell’internazionalità che ogni anno il LAB porta a Gemona, spesso ristretta sotto l’ombra del suo (pur bello) campanile, ci suggerisce una possibile interpretazione del titolo scelto per quest’anno. Nel 1861 si è fatta l’«Italia» politica, costituita da uno stato e un confine; ma dopo 150 anni, ci sono ancora gli «italiani», plurali, nelle loro diverse culture, lingue, dialetti, religioni, visioni del mondo e della vita. A dispetto di Massimo d’Azeglio – e forse per fortuna – gli italiani non sono mai stati fatti, nel senso di forgiare un popolo costretto sotto un’artificiale e omologante identità nazionale. Ciò nonostante i tentativi di certi regimi, primo fra tutti quello fascista, o gli atteggiamenti neo-identitari degli ultimi anni. Oppure nonostante la violenza conformistica di certa produzione mass-mediatica, come aveva ben compreso Pier Paolo Pasolini (non a caso proveniente dalle nostre zone di minoranza linguistica). Progetti antropologici del genere, purtroppo, sono duri da estirpare, come ci mostrano gli slogan e ci «indicano» le dita dei rappresentanti della Lega Nord. L’identità, in un mondo globalizzato, non può che essere plurale. E l’unica unità possibile, utile e solidale per tutti, passa inevitabilmente attraverso una comunicazione consapevole, aperta, empatica e rispettosa dell’altrui identità e diversità. Comunicazione che ogni italiano, friulano e gemonese dovrebbe apprendere ed esercitare nel grande laboratorio inter-nazionale che è la scuola. Con questo concetto di «italianità», aperta, plurale, multiculturale e plurilinguistica, auguriamo a tutti i partecipanti del LAB un proficuo studio, e una serena permanenza nella nostra cittadina.

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Un Commento a “L’identità è come una scatola. Cinese”

  1. Gianni scrive:

    da http://www.labonline.it la sintesi del programma

    L’ITALIA ILLIMITATAMENTE FUTURA
    A 150 anni dell’Unità del Paese, occorre guardare al prossimo secolo e mezzo con il senso di un nuovo presente. Attorno a questa sfida ruoterà il tema “Italia 1861. Italiani 2011. L’Italia, illimitatamente futura”, scelto come filo conduttore delle attività del 49° Laboratorio Internazionale della comunicazione a Gemona dal 21 luglio al 13 agosto.
    In questo importante processo dell’unità intesa come anelito alla coesione e alla condivisione, il Lab riconosce un ruolo fondamentale alla fraternità e all’impegno per la promozione della pace. A testimoniarlo sarà la consegna del Premio Gamajun Internazional Award- Premio Bruno De Marchi alla comunità di Sant’Egidio, movimento di laici fondato da Andrea Riccardi a Roma nel 1968 all’indomani del Concilio Vaticano II. Ritirerà il premio il vescovo di Terni, monsignor Vincenzo Paglia, consegliere spirituale della Comunità di Sant Egidio.
    Quest’anno sono un centinaio i partecipanti, tra laureati, ricecatori,
    laureandi, artisti, e studiosi della cultura e società italiana che arriveranno a Gemona da 37 Paesi.
    Tra gli ospti, gli olimpionici Valentina Vezzali e Pietro Mennea, il magistrato Nicola Gratteri, il massmediologo de Kerckhove, il ritorno della giovanissima Beatrice “Bebe” Vio, la compagnia teatrale Garabombo delle Risse, l’incontro con lo scrittore Gabriele Del Grande, l’ideatore e conduttore Luca Bottura. Il Lab accoglerà tra i suoi ospiti anche Oscar Pistorius, il gruppo musicale Negramaro e Luca Bizzarri.