Alziamo lo sguardo

Somalia

In quest’estate fredda e piovosa, incupita da una crisi economica e politica di cui non si vede la fine, per una volta tanto con il nostro blog proviamo ad alzare lo sguardo dalla nostra cittadina. Verso luoghi altri, altre prospettive, da cui i nostri problemi, piccoli o grandi che siano, assumono altri sensi e altre proporzioni. Nel Corno d’Africa non piove da mesi. Il 20 luglio le Nazioni Unite hanno dichiarato lo stato di carestia. In questo angolo del continente africano, a causa della guerra in Somalia, dell’aumento dei prezzi dei prodotti agricoli, e della siccità, si sta consumando la più grave crisi alimentare al mondo, e la peggiore in Africa degli ultimi 20 anni. I tassi di malnutrizione tra i bambini superano il 30%, muoiono più di 2 persone al giorno ogni 10.000 abitanti. In due regioni della Somalia i tassi di malnutrizione infantile acuta raggiungono picchi del 55%. In tutta la regione, che comprende Somalia, Kenya, Etiopia e Gibuti, 11 milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria, e tra questi ci sono 2,1 milioni di bambini malnutriti []. Per soccorrere donne e bambini in questi 4 paesi, è necessaria urgentemente una raccolta di fondi per le operazioni di emergenza in campo nutrizionale, idrico e igienico-sanitario. L’UNICEF ha per ciò lanciato un appello, per i prossimi 3 mesi, di 31,8 milioni di dollari. Ognuno di noi, anche se da lontano, può «farsi prossimo», giocare generosamente la sua parte, donando un contributo [] per questa «finanziaria» delle Nazioni Unite, che deve affrontare un debito, alimentare, ben più grave del nostro.[gv]

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