Barriere

Uomo e carrozzina

«Barriere! Ma quali?» è il titolo dell’incontro promosso dal Comune di Gemona con l’intento di far nascere sul territorio «nuove realtà che sensibilizzino e promuovano attività sportive legate al mondo della disabilità». In programma per mercoledì prossimo 27 luglio, l’inziativa si svolgerà in due momenti: alle ore 17.00 presso il Polisportivo l’incontro con Oscar Pistorius e alcuni atleti disabili, cui seguirà la consegna a tutti i presenti di magliette e gadgets con il logo promozionale della «Città dello sport»; alle ore 20.00 presso il centro parrocchiale Glemonensis, dopo la rappresentazione di una partita di hockey giocata da atleti in carrozzina, un convegno cui parteciperanno, tra gli altri, gli assessori regionali Vladimir Kosic e Elio De Anna, il già preside di Scienze Motorie Enrico di Prampero, l’esperto di politiche economiche Flavio Pressacco, il medico dello sport e presidente regionale di «Fair Play» Alessandro Grassi, il presidente della Federazione Intellettiva e Relazionale Marco Borzacchini.
L’evento è coordinato dai consiglieri di maggioranza Ester Zearo e Andrea Palese. L’idea, interessante e nobile nel suo intento di incentivare l’attività sportiva tra i portatori di disabilità, ha il limite di apparire un’iniziativa estemporanea, sembra realizzata per sfruttare e celebrare la presenza di Oscar Pisturius, piuttosto che per costituire un percorso di lungo respiro con l’obiettivo di coinvolgere e promuovere le realtà presenti nel territorio. Proprio il ruolo di queste ultime pare non sia stato sufficientemente valorizzato, soprattutto nella fase di organizzazione dell’evento. Per esempio, il CSRE di Gemona, il Centro Socio Riabilitativo Educativo, ente specificamente dedicato all’educazione e alla formazione dei portatori di disabilità, non ha giocato alcun ruolo nella programmazione dell’incontro, quando invece è ricco di competenze, di personale qualificato, e mantiene rapporti quotidiani con le famiglie dei disabili. Per quanto riguarda le associazioni di volontariato gemonesi, poi, parteciperanno solo in modo marginale, con una presenza passiva, da spettatori. Eventi estemporanei di questo tipo, pur nati da generose intenzioni, rischiano di diventare una semplice vetrina, di non incidere sul tessuto vivo della comunità, di generare aspettative senza futuro, se non sono costruiti con ottica di lungo periodo, volontà di dialogo e attraverso metodi partecipativi. Al di là dei palcoscenici, sono le relazioni tra i gruppi, gli individui, le realtà locali che possono diventare volano di sviluppo, anche sociale. Speriamo si riesca a far meglio un domani.[ru]

Tag: , ,

3 Commenti a “Barriere”

  1. marco palese scrive:

    Sono un vostro assiduo lettore, interessanti sono le informazioni e i dibattiti che si leggono sul sito. Fate bene e continuate a informare e “stuzzicare” i gemonesi che sicuramente hanno a cuore la nostra bella cittadina. Permettetemi però questa volta di farVi una critica, nell’articolo “barriere!ma quali?” avete “toppato di brutto”. E’ semplice criticare chi, con molte difficoltà ha organizzato e lavorato bene per dare un pomeriggio di svago e serenità a bambini e ragazzi più sfortunati.
    Persone che meritano più attenzione da parte di chi come noi è più fortunato.
    Una proposta, organizzate Voi una manifestazione, un convegno, un’incontro/dibattito sul tema, i primi a essere contenti sono sicuramente tutti i ragazzi sorridenti e raggianti che hanno partecipato alla manifestazione, pur in presenza di una giornata quasi autunnale.
    Cordialmente.
    Marco Palese

  2. Guido scrive:

    @ Marco Palese

    non mi pare di vedere nel post altra critica se non – come al solito – sul metodo. Sicuramente si tratta di un’ottima idea, che peraltro mette in relazione il mondo del sociale con quello dello sport, cosa certamente non facile. L’unico appunto che mi par emergere dal post è quello che se si fossero contattate per tempo quelle realtà gemonesi, che da anni operano nel mondo della disabilità molto probabilmente l’iniziativa avrebbe potuto essere ancora più ricca e più partecipata. Tutto qui.
    Io credo che invece del “fate voi la prossima volta” si potrebbe puntare ad un più proficuo “facciamo insieme la prossima volta”.
    E’ il solito discorso della rete: se contatto e attivo chi ne sa di più, magari la cosa è un po meno mia, ma può essere certamente migliore.
    A volte fare questo non è facile, come credo in questo caso.
    Ma se ci sarà in futuro la volontà di aprirsi un pochino e contattare fin dall’inizio chi di disabilità, a Gemona, se ne intende per mestiere e/o per scelta di servizio, sono convinto che si potranno fare grandi cose per il bene di queste persone.

  3. admin scrive:

    @ Marco Palese,
    grazie per il commento. Probabilmente nell spazio di un post non è sempre facile esprimere con chiarezza il proprio pensiero. Ci mancherebbe se non è meritorio dedicare tempo e risorse a persone portatrici di disabilità, troppo spesso escluse dall’attenzione della politica e della società in generale. Il punto è – questo blog lo ribadisce da tempo – una questione di metodo e di efficacia delle azioni che si intraprendono. È compito di un’amministrazione comunale “dare un pomeriggio di svago e serenità a bambini e ragazzi più sfortunati”? Oppure sarebbe suo compito dedicarsi a una progettualità di lungo periodo e di ampio respiro che guardi davvero alla qualità della vita delle persone portatrici di disabilità? Ad esempio, perché non si è pensato di coinvolgere nell’organizzazione della giornata il CSRE, l’ente che si dedica specificamente alla disabilità sul territorio comunale? Che poi, l’obiettivo di far nascere sul territorio «nuove realtà che sensibilizzino e promuovano attività sportive legate al mondo della disabilità» non è nostra, ma è scritta sulle delibere comunali. Basterà attendere qualche mese. Se il comune avrà attivato altre iniziative, progetti, percorsi, saremo felicissimi di tornare sui nostri passi. Attendiamo allora qualche mese.
    Infine, ma senza vantare meriti, Le ricordo che diverse persone che collaborano alla redazione di questo blog si sono dedicate per anni, non per il tempo di un pomeriggio d’estate, al mondo della disabilità, sia nella veste di volontari, sia come scelta professionale. Nella convinzione che per produrre «benstare» dentro una comunità serve soprattutto impegno personale e responsabilità nel quotidiano.[ru]