Archive del 15 agosto 2011

Gente di Gemona

lunedì, 15 agosto 2011

Gente di Gemona

GIAN GIUSEPPE LIRUTI
Storico (1689-1780)

Gian Giuseppe Liruti nacque il 28 novembre 1689 a Villafredda, in un castello vicino a Loneriacco di Tarcento. Il padre Natale era il signore del luogo, mentre la madre, Bernardina Nodari, una nobile di S. Daniele. Egli apprese i primi rudimenti delle lettere da un precettore domestico, l’abate Bartolomeo Zambelli; all’età di undici anni fu mandato a Venezia nel collegio dei Gesuiti e successivamente a Murano nelle scuole dei Somaschi. Infine seguì lezioni di giurisprudenza a Padova e nel 1708, a diciott’anni, ottenne la laura in utroque jure.
Per un paio d’anni fece pratica presso un legale di Udine; egli tuttavia non amò mai né la residenza in città né quel tipo di professione. Per questo motivo si dedicò allo studio di altre discipline quali matematica, geografia, ingegneria civile e militare, idrostatica, topografia e fisica.
Tuttavia, dopo aver letto la prima stesura dei Principii d’una scienza nuova di Gian Battista Vico ed i primi volumi dei Rerum Italicarum Scriptores di L.A. Muratori, si determinò in lui un definitivo orientamento verso gli studi storici e le ricerche erudite.
Ritiratosi a Villafredda, si dedicò alle ricerche ed alle collezioni epigrafiche, numismatiche ed archeologiche. Operò attivamente nella caccia di cimeli, alla ricerca di dati e notizie, all’esame di carte d’archivio, di cronache, di diplomi, d’iscrizioni, che poi comunicava scambievolmente con gli amici. Ben presto si accorse della gran mole di materiale storico ancora inesplorata ed essendo, d’altra parte, troppo attaccato al suo paese per allontanarsene, finì col limitare il suo interesse alla storia regionale. Il primo frutto di tale sua attività furono i due tomi degli Anecdota forojuliensia, comprendenti cronache e documenti relativi al Friuli a partire dall’invasione gotica, che non fu mai pubblicato (il manoscritto è custodito attualmente nella Biblioteca comunale di Udine).
Nel 1750 si trasferì da Villafredda a Gemona presso il convento di S. Antonio, dove per i due o tre anni successivi riordinò l’archivio e la biblioteca e trasse un gran numero d’informazioni per la fondamentale opera Notizie di Gemona, antica città del Friuli, pubblicata dopo una lunga gestazione presso Pasinelli in Venezia nel 1771 arricchita di preziose incisioni in rame.
Nel 1753, dopo la morte del fratello Andrea, fu costretto a ritornare a Villafredda per prendersi cura dei dodici nipoti; quivi visse per il resto della sua vita.
In quegli anni iniziò la pubblicazione della più voluminosa e preziosa opera Notizie delle vite e delle opere scritte dai letterati del Friuli, diviso in quattro volumi, dei quali i primi due pubblicati a Venezia tra il 1760 ed il 1762, mentre gli altri due uscirono postumi, il primo a Udine nel 1781, mentre l’altro a Venezia soltanto nel 1830.
Pubblicò inoltre, sempre a Venezia, nel 1773, l’ampio studio sulle Origini del Patriarcato di Aquileia, e nel 1776-77, a Udine, i cinque volumetti di Notizie delle cose del Friuli, scritte secondo i tempi.
Stava attendendo alla stesura di un lavoro sulle Donne illustri del Friuli, che rimase incompiuto, quando, ormai novantenne, lo colse la morte il 4 maggio 1780.
Oltre agli scritti già ricordati esistono parecchie sue dissertazioni manoscritte di minor mole. Bisogna sottolineare che la sua grande opera biografica sui letterati del Friuli, frutto di lunghissime ricerche e miniera ricchissima di dati obiettivi e di notizie bibliografiche, rimane in gran parte valida anche per lo studioso di oggi.
[Fonte: Mariolina Patat, Oms innomenâts a Glemone. Personaggi di rilievo nella storia di Gemona, Comune di Gemona, 2002, con aggiunte e correzioni dell'autrice].