Un Niederlech dei nostri giorni

Cicloturismo

Un Niederlech dei nostri giorni. Si può riassumere così la proposta che recentemente abbiamo presentato al sindaco Paolo Urbani. Come indicato giorni addietro, a breve la Comunità montana dovrebbe portare a compimento l’iter progettuale della Pista ciclabile “Venzone-Gemona-Trasaghis” []. Un’opportunità da non lasciarsi scappare. Un’occasione per “invitare” i ciclo-turisti di passaggio a visitare Gemona e, magari, a dimorarvi per un po’.
Il suggerimento che abbiamo inoltrato all’amministrazione comunale è quello di individuare un percorso ciclabile che potrebbe:
1. snodarsi dal centro studi (ove la ciclabile “della Roggia”, tratto urbano dell’“Alpe Adria”, interseca via Praviolai);
2. salire per via Sacra (sarebbe sufficiente un ampliamento della carreggiata verso il lato Sud);
3. percorrere via Sant’Antonio;
4. fino a giungere in piazza del Ferro lungo la panoramica via XXVIII Aprile. In questa sede potrebbe essere collocato, poi, uno sportello di accoglienza turistica.
Un percorso “dolce” che, valorizzato, potrebbe stimolare la visita del centro storico e il pernottamento. Proprio come al tempo del Niederlech. Con le biciclette invece dei cavalli.
[QUI la proposta di “Con te Gemona” per la realizzazione della ciclabile verso il centro storico]

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Un Commento a “Un Niederlech dei nostri giorni”

  1. Sergio Gollino scrive:

    Secondo me andrebbe valorizzata, come zona cicloturistica, la strada sterrata (che sterrata dovrebbe rimanere) che dai rivoli bianchi arriva a sant’agnese e giù a gemona (o ad ospedaletto se si vuole). Anche questa porterebbe facilmente in centro e dal punto di vista ciclistico è sicuramente più appagante di un percorso cittadino magari diviso dalla strada solo con una riga di colore…
    Inoltre spero che dopo la venzone-gemona-trasaghis si pensi a fare un collegamento ciclabile con l’ippovia che parte da buia ed arriva ad udine e si copra anche il tratto tarcento-nimis.