Archivio di settembre 2011

Un parco per il “ben stare”

venerdì, 30 settembre 2011

Parco

Gemona è senza dubbio un paese di grandi potenzialità, dispone di edifici di valore storico, zone verdi, luoghi di interesse naturalistico e paesaggistico, spazi di servizio per il tempo libero. Uno di questi è il parco di via Dante. Area architettonicamente di pregio, rimane ancora sotto utilizzata e spesso lasciata nell’incuria. Da alcuni anni è stato affidata a un privato, con il compito di gestire il bar e curarne la manutenzione.
Di recente l’amministrazione comunale ha messo a gara una nuova concessione, che è stata vinta da Mirko Ciorba, subentrato al vecchio concessionario David Forgiarini. Il canone previsto sarà di 10 mila e 200 euro annui. Dopo diverso tempo in cui molti gemonesi lamentavano la scarsa valorizzazione e il progressivo degrado, c’è l’attesa che cresca la propensione del parco a diventare luogo di iniziative culturali, centro di manifestazioni sportive e associative, e soprattutto punto di ritrovo curato e invitante. Perché il “ben stare” di una città non si misura tanto dai paginoni sui giornali, ma dalla fruibilità e dall’ospitalità dei suoi servizi pubblici. [gc]

Preoccupazioni motorie

giovedì, 29 settembre 2011

Corsa

Si tratta solo di ingiustificato allarmismo o davvero c’è il pericolo che la Facoltà di Scienze motorie se ne vada da Gemona? Non sono solo i tagli della Gelmini a preoccupare, ma anche la nuova normativa regionale, alcune scelte dell’Università e il silenzio dell’amministrazione comunale. Poiché la vicenda è complessa, cerchiamo di riportarne i dati essenziali. Da quest’anno la Regione ha modificato la legge in materia di finanziamenti al sistema universitario regionale (L.R. 2/2011).
In passato alla Facoltà di Scienze motorie venivano destinati circa 240 mila euro, di cui 90 mila per la didattica e il resto per la logistica (ospitalità agli studenti, aule per le lezioni, mensa, ecc.). Ora invece è stato costituito un Fondo Unico in cui confluiscono i vari finanziamenti sinora espressi su diversi capitoli di bilancio e non è chiaro se questi 240 mila euro siano inclusi in esso oppure se siano cambiati gli indirizzi della Regione in merito al mantenimento del corso di laurea di Gemona e, anche in caso negativo, se si determinerà una riduzione delle risorse dedicate alla Facoltà di Scienze motorie. Per chiarire la questione, si è mosso anche il consigliere regionale Paolo Menis, che alcuni mesi addietro ha presentato una specifica interpellanza [].
La situazione è ancora incerta, ma secondo voci di corridoio vi sarebbe chi sta spingendo per trasferire la sede di Scienze motorie a Udine e queste prime mosse tattiche sui finanziamenti sarebbero un chiaro segnale in tale direzione. Scelte che andrebbe a detrimento di Gemona e soprattutto della “Città dello Sport”. È noto, infatti che il progetto ideato da Enzo Cainero [] prevede esplicitamente che il coordinatore di tutte le attività e le strutture sia espressione della Facoltà universitaria. A tutt’oggi il coordinatore non è stato individuato e nessuno sa se lo sarà in un prossimo futuro.
L’assenza di referenti politici a livello regionale e una certa approssimazione del Comune stanno facendo il resto. Non possiamo permetterci il rischio che Gemona si lasci sfuggire anche questa risorsa per il nostro territorio. È urgente che la maggioranza trovi la forza per un’iniziativa politica seria e, superando l’arroganza e la presunzione con cui talvolta si presenta, sappia offrire opportunità e progetti in modo che la sede universitaria rimanga a Gemona. Che senso avrebbe altrimenti una “Città dello Sport” senza sportivi?

È tempo di accogliere

mercoledì, 28 settembre 2011

Disegno barcone immigrati

«Quello che siamo chiamati a vivere in questi mesi sembra sempre più a uno di quegli eventi che ci hanno fatto entrare in una epoca nuova. La vita delle persone e dei popoli è sempre in movimento, ma non ci saremmo mai aspettati che la transizione verso tempi nuovi fosse così rapida, sorprendente e inedita». Questo l’incipit del documento sull’immigrazione che la Caritas di Udine ha recentemente pubblicato [ 1.7 Mb]. Il documento ha lo scopo di informare le comunità cristiane sull’attuale situazione del percorso di accoglienza delle persone in arrivo dal Nord Africa nella nostra regione. Nell’introduzione viene analizzato il fenomeno della migrazione dall’Africa, che è diventato di tale ampiezza che ha obbligato gli stati europei e quello italiano ad attivare una accoglienza strutturata, e il modo con cui il nostro paese ha risposto a questa emergenza. La Caritas è particolarmente critica nei confronti delle modalità con cui l’attuale governo ha affrontato il problema. «La politica italiana, fortemente connotata di antieuropeismo, ha invocato l’Europa solo quando si è accorta che il fenomeno non poteva essere gestito in forma frammentata da ogni singolo stato ed ha invocato politiche più unitarie. [...] Il dibattito politico, ora attenuato dall’incombente tema finanziario, enfatizza quasi esclusivamente l’immagine dell’immigrazione in termini di sicurezza, di pericolo d’invasione e di concorrenza lavorativa più che in termini di “progresso e di modernità”, falsando la prospettiva di lettura e del possibile governo del fenomeno». Attualmente il Friuli-vg sono ospitati 447 immigrati richiedenti asilo in 27 Comuni. Alle Caritas diocesane è stato demandato dal Commissario del Governo non solo il compito di garantire una parte dell’ospitalità, ma anche il delicato servizio di tutoraggio verso gli ospiti di tutte le strutture.
Il documento della Caritas chiama in causa tutte le Comunità cristiane per una concreta azione di accoglienza, da svolgersi nel segno dell’attenzione alla dignità di ogni persona migrante e della tutela dei diritti fondamentali. Nel documento si possono trovare utili informazioni per contribuire economicamente all’emergenza, ma anche per chi desiderasse svolgere dei compiti come volontario. Anche la parrocchia di Gemona è all’opera con l’organizzazione di una raccolta di biciclette usate, ma in buono stato, che verranno donate agli immigrati. La Caritas, nella conclusione del documento, non nasconde i nodi problematici e le difficoltà previste per il futuro, ma siamo certi che essa saprà affrontare anche le prossime sfide con la competenza e l’esperienza accumulata sul campo dell’accoglienza oramai da molti decenni. [gv]

Quella “A” che fa preoccupare

martedì, 27 settembre 2011

Lettera A

Non è passato nemmeno un anno da quando il governatore del Friuli-vg Renzo Tondo organizzò una conferenza stampa per annunciare soddisfatto la conferma del rating “A+” da parte di Standard & Poor’s []. Si trattò, a detta del presidente, di «un risultato che dimostra come […] la nostra [sia] una Regione solida, virtuosa, finanziariamente con i conti a posto, in grado di assumersi le responsabilità politiche che le competono in questa fase delicata e di contribuire, nello stesso tempo, al risanamento della finanza pubblica così come indicato dal Governo nazionale». Ieri invece la brutta notizia: l’agenzia ha declassato il rating del Friuli-vg da “A+” ad “A”, con outlook negativo. Non tutta la responsabilità ricade sulle scelte della giunta regionale, certo, ma è un segnale. Un segnale di come siano effimere certe affermazioni della politica, se non supportate da azioni efficaci e chiare negli obiettivi e nelle scelte. Un segnale che ci dice di rischi e di certezze per il futuro. Il rischio sarà quello che i conti continuino a peggiorare se non si interverrà con decisione sulla spesa e se non si metteranno in atto solide riforme, quella sanitaria innanzitutto. La certezza è quella che per gli anni a venire ci saranno meno risorse per gli enti locali. Da cui discende la necessità di calibrare con oculatezza gli interventi, definendo con chiarezza le priorità ed evitando spese inutili o inessenziali per il «benessere» delle nostre comunità. Un monito che va in primo luogo indirizzato nei confronti dei comuni, alcuni dei quali, come quello di Gemona, mancano di una visione e di una progettualità di ampio respiro nella gestione delle risorse. È tempo di dotarsi di strumenti più sofisticati di analisi delle reali condizioni economiche e sociali in cui vivono i cittadini. E soprattutto è tempo di mettere insieme tutte le forze di cui disponiamo e di farle fruttare, evitando di ritenere che solo il proprio punto di vista sulla realtà sia quello più giusto e utile. L’arroganza del «ghe pensi mi» ci ha portato già troppo in basso.

Ripuliamo il porcello

lunedì, 26 settembre 2011

Porcelli

In queste settimane alcuni gruppi promotori stanno raccogliendo le firme per il referendum abrogativo della legge elettorale in vigore, meglio conosciuto con il termine “porcellum”. Per approfondire gli obiettivi e i possibili effetti del referendum, il Comitato per la difesa della Costituzione di Gemona e la sezione locale dell’Anpi propone per stasera, lunedì 26 settembre alle ore 20.30 presso la sala della Comunità Montana, un incontro-dibattito dal titolo “Quale legge elettorale”. Interverrà l’avvocato penalista del foro di Udine Andrea Sandra, che parlerà, anche attraverso il confronto con i sistemi elettorali di altri Paesi, della legge elettorale in vigore in Italia e dei progetti di legge che potrebbero essere introdotti in futuro.
Un’occasione importante per comprendere il complesso, e spesso oscuro, rapporto che lega i meccanismi di selezione dei rappresentanti politici con l’esercizio della sovranità popolare e la vita democratica nel nostro Paese.

Numeri

domenica, 25 settembre 2011

Numeri

Ulteriori spese deliberate dalla giunta comunale di Gemona per l’accoglienza degli atleti della nazionale sudafricana sotto contratto con l’Amministrazione comunale.

Integrazione spese di accoglienza, accompagnamento, organizzazione per l’ospitalità agli atleti sudafricani+1.000
Ulteriori servizi di trasporto per gli atleti da Venezia a Gemona+2.100

Più o meno Gemona

sabato, 24 settembre 2011

Gemona più o meno

La piazzetta di via Caneva (clicca sull’immagine), di fronte a palazzo Scarpa-Gemin, da poco pavimentata con lastre di pietra grigia e di pietra rossa di Sant’Agnese, provenienti presumibilmente dai conci della chiesa di San Giovanni (1488) distrutta dal terremoto del 1976. Meno.

C’è chi ha lottato per la libertà e la democrazia

venerdì, 23 settembre 2011

Udine - I maggio 1945

Nel 1944, per pochi mesi, alcune località del Friuli vissero l’esperienza della libertà dal dominio fascista e nazista. Qui da noi, un’area di 2.500 kmq, in cui risiedevano circa 90 mila persone, venne affrancata dal Reich hitleriano. Era la Zona Libera della Carnia e dell’Alto Friuli, da cui nacque l’esperienza straordinaria della Repubblica Libera, modello di democrazia nata “dal basso” dopo gli orrori del regime fascista e della guerra. Un’esperienza di cui tanto si è parlato e si è scritto, ma che ancora continua a sollecitare l’interesse degli storici e della gente comune. Soprattutto di questi tempi in cui sembrano smarriti gli elementi fondanti della nostra “identità” repubblicana e democratica. A oltre sessant’anni dalla Resistenza c’è ancora bisogno di riandare a quei fatti e alle motivazioni che mossero quegli uomini e quelle donne che lottarono e spesero le loro vite nella speranza di un mondo più giusto e più libero.
Così, non può che farci piacere riportare la notizia del convegno “Repubblica della Carnia 1944. Le radici della libertà e della democrazia”, che si svolgerà oggi e domani a Udine e ad Ampezzo. Un’iniziativa che – a detta degli organizzatori – intende «esplorare nuovi temi e ambienti finora poco considerati, attraverso i documenti resi disponibili con il passare degli anni» e «applicare alla storia della Resistenza quadri interpretativi più ampi, collocandola nella prospettiva lunga dell’Italia unita, nella storia della Resistenza europea».
Anche i Gemonesi, pur ai margini della Zona Libera, hanno dato il loro contributo, di coraggio e di sangue. Una memoria da tenere viva, ora che gli ultimi testimoni diretti stanno scomparendo.
[QUI il programma dettagliato dell’iniziativa]