Numeri

Numeri

Quota versata dall’amministrazione comunale di Gemona per l’iscrizione del sindaco Paolo Urbani all’albo dei giornalisti (elenco speciale) del Friuli-vg per l’anno 2011.

Quota iscrizione albo dei giornalisti110,00 €

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6 Commenti a “Numeri”

  1. P.C. scrive:

    Non sapevo che il sindaco fosse giornalista, per quale giornale ha scritto? Non ho mai letto nessun suo articolo… e poi perchè dovremmo pagare noi la sua iscrizione?

  2. admin scrive:

    @ P.C.,

    ce lo siamo chiesti anche noi. Probabilmente è una possibilità che l’ordine dei giornalisti concede ai sindaci pro-tempore per poter diventare direttori responsabili dei bollettini comunali anche senza una reale competenza in campo giornalistico e senza aver mai esercitato la professione. Un’altra furbizia all’italiana. Per permettere a un sindaco di poter diventare direttore responsabile del bollettino comunale, considerato che non potrebbe esserlo per “meriti”, l’ordine dei giornalisti (ente privato) gli concede l’iscrizione, sì, ma in una sezione “speciale” dell’albo. iscrizione che in questo caso non ha pagato Urbani di tasca sua, ma noi contribuenti. La cifra in sé è esigua, ma è uno dei tanti esempi di come si possa “mungere” dalle casse pubbliche. Basta moltiplicare 110 euro (in alcune regioni è superiore) per gli 8.000 comuni italiani e si comprende che l’ordine ha un certo vantaggio economico con quest’operazione.

  3. Jedediah Leland scrive:

    Tre precisazioni:

    1) L’ordine dei giornalisti non è un “ente privato” ma un “ente pubblico non economico”. La distinzione non è di poco conto (sia in relazione ai denari gestiti che al metodo di funzionamento);

    2) l’iscrizione è consentita da una precisa norma di legge ed è stata effettuata, credo anch’io, al fine di poter emettere il bollettino comunale (come previsto per legge);

    3) la legge prevede che ci si possa iscrivere all’Ordine (nelle sezioni speciali) anche quando non si è giornalisti ma si dirige un periodico o quotidiano non “generalista” ma di carattere scientifico, tecnico, artistico o di mera informazione ai cittadini (come appunto i bollettini parrocchiali o comunali).

    Non mi pare una “furbata” all’italiana.

    Tutt’altra questione, poi, l’esistenza stessa dell’ordine dei giornalisti e la responsabilità oggettiva penale dei direttori.

    Consiglio, nel mio piccolo, di lasciar stare queste questioni e di insistere su altre – tipo lo scandalo delle pietre. Post ECCEZIONALE.

  4. admin scrive:

    @ Jedediah Leland,

    grazie per la precisazione. Per brevità abbiamo sintetizzato la questione: vero che l’ordine è di diritto pubblico (viene infatti definito proprio per garantire “dignità professionale”, e dunque “pubblica”, al giornalista), ma nei fatti (e nella storia dell’ente) è un organo di autogoverno di privati cittadini che dovrebbero esercitare la professione di giornalista. Il post non intendeva comunque entrare in questa complessa e spinosa questione, ma solo sollevare qualche dubbio sull’opportunità di permettere a dei sindaci, privi di specifica competenza nel settore, di diventare responsabili editoriali di una testata. Perché allora non lo può diventare un dirigente d’azienda o un medico o un capocantiere? Sarebbe interessante sapere (Lei sig. Jedediah Leland potrebbe aiutarci visto che pare esperto del settore) se al sindaco verrà consegnato il tesserino di giornalista, che prevede sconti, ad esempio, nei musei o al cinema. Cose di poco conto, concordiamo con Lei, ma pur sempre indici di quest’Italia dell’anomalia fatta norma.

  5. Jay Leno scrive:

    No, non avrà la tessera da giornalista. La tessera è data solo ai pubblicisti e ai professionisti. Non è data ai praticanti e agli iscritti alla sezione speciale.
    Sinceramente ritengo l operazione effettuata dal comune corretta eanche in un ottica di risparmio. Dare un incarico professionale a un giornalista professionista (che sono gli unici che possono fare i direttori responsabili) sarebbe costato ben di più alle casse comunali (se ricordo bene l ultimo tariffario dell ordine siamo sopra i 400€)

  6. P.C. scrive:

    A parte che di bollettini comunali ne abbiamo visto uno in oltre due anni , quel che è peggio è che era un opuscolo stile Pravda sovietica dove il sindaco era incensato come un santo e nessun articolo era firmato . Sarebbe meglio chiamarlo opuscolo pubblicitario e non informativo così non servirebbe pagare iscrizioni allora !