Piovono pietre

Piazzetta Scarpa - Pietre tagliate

Sono fermi i lavori di pavimentazione della piazzetta di fronte a Palazzo Scarpa di via Caneva []. Il sindaco Paolo Urbani avrebbe deciso di stoppare l’assessore Fabio Collini davanti alle proteste di alcuni gemonesi che avrebbero riconosciuto in quelle pietre i blocchi che costituivano parte dell’edificio quattrocentesco della chiesa di San Giovanni, distrutta dal sisma del ’76. Il materiale si trovava nei magazzini comunali e l’assessore «stufo di vedere un cumulo di pietre […] a languire all’interno del deposito comunale» – come riporta la stampa locale – ha deciso di tagliarle e di collocarne alcune a Gemona, il resto spedirle a Fogligno (ma probabilmente l’assessore intendeva Fossa) per pavimentare un’altra piazza.
Davanti alla scelta operata, e soprattutto alle parole di giustificazione, si rimane attoniti. Possibile che nel XXI secolo ci sia ancora chi possa pensare di riutilizzare materiale lapideo vecchio di 500 anni per rifare qualche angolo del proprio paese e chiamarlo anche “piazza della memoria”? Prima di partire con l’operazione, non sarebbe stato più “razionale” sentire il parere della Sovrintendenza, o almeno di qualche esperto? C’è poi la questione dei costi e delle “quantità”. La determina comunale parla di 19.200 euro spesi per il taglio, al costo di 65 euro al metro quadrato. Totale: quasi 300 metri. Ma la piazzetta ne misura a malapena 100. Quindi ci sarebbero altri 200 metri di pietre “mietute” dall’assessore in attesa di destinazione.
A questo punto la frittata è fatta. Ci si permetta però di avanzare due consigli al sindaco Urbani. Il primo – come diciamo ormai da tempo – di costituire una commissione per il centro storico e una per i lavori pubblici. Non è possibile immaginare che un assessore, fosse finanche competente, possa decidere da solo su una disciplina così importante per la città. Secondo consiglio: si fermi ufficialmente il cantiere della piazzetta, si rimuovano le pietre già collocate (non si tratta di un’operazione particolarmente costosa). Al loro posto si potranno trovare altre soluzioni, più idonee all’uso previsto nel progetto della piazzetta. Il “bugnato” non è certo la lavorazione adatta per un selciato su cui collocare sedie e tavolini. Tanto meno si valorizza la “memoria” del San Giovanni passeggiandoci sopra o imbrattandola con gomme da masticare. Meglio riporre le pietre nei magazzini comunali. Le copriremo con un telo per non vedere la vergogna compiuta. Un domani, con una nuova giunta e soprattutto con nuovi metodi di fare politica e di gestire la cosa pubblica, si potranno riutilizzare. Chi l’ha detto che i nostri nipoti, più saggi di noi, non decidano di ricostruire la chiesa di San Giovanni, ricollocandovi i tesori che conteneva? Quale diritto abbiamo di togliergli questa possibilità?

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16 Commenti a “Piovono pietre”

  1. Mariangela Forgiarini scrive:

    Bravi! Avete trovato le parole giuste per esprimere un pensiero condiviso da me medesima e da molte persone. In qualità di residente in Centro Storico mi auguro che si trovi presto la volontà di costituire una commissione degna di questo nome per la tutela e la valorizzazione del Centro. E anche noi che ci viviamo, sebbene non addetti ai lavori, abbiamo idee e consigli da avanzare… ! Qualcuno ci ascolterà?

  2. Bepi scrive:

    Non concordo con nulla di quello che avete scritto.
    Non voglio entrare nel merito dell’operato dell’Assessore, il quale sta operando bene, avendo trasformato un “scovaciar” in un Paese quasi civile. Se le pietre non sono state numerate e classificate dalla Sovrintendenza un motivo ci sarà o no ? Ricordiamoci quanti disastri a fatto la Sovrintendenza ogni volta che è intervenuta, vogliamo parlare del castello, fermo per decenni … per cercare cosa ?
    Cmq mi domando dov’erano tutti gli illustri proff. gemonesi – quelli che oggi si schifano per la questione della piazzetta della memoria – in questi ultimi 35 anni ? Perché questi proff non si sono curati di seguire la catalogazione di questo patrimonio, così come si è operato nella vicina Venzone ?
    Per chi ha i capelli bianchi come me, si ricorderà del compianto prof. Clonfero e dei volontari di Venzone, che hanno recuperato e numerato le pietre della cittadella medioevale. A Gemona invece dopo l’emergenza del sisma ci si è limitati solo a parlare e a fare elucubrazioni mentali, riempirsi la bocca di “cultura” …
    Sul San Giovanni alcune riflessioni personali :
    1) forse l’ex vicesindaco Patat Mariolina qualche responsabilità sulle spalle c’è l’ha … chi ha deciso di girare il famoso milione di euro destinato al San Giovanni sulla ricostruzione del castello ?
    2) Vogliamo veramente ricostruire il San Giovanni com’era? Allora pensiamo che questo sarà quasi impossibile visto che l’area originaria non è più tale. E’ evidente che gli edifici contermini si sono leggermente allargati conseguendo la riduzione dell’area della ex chiesa.
    3) L’attuale parcheggio delle auto del San Giovanni dove lo sistemiamo? Oggi giorno tutte le famiglie dispongono di 2 o più macchine, cosa facciamo un altro parcheggio multipiano in Centro come il San Bartolomeo ? Oppure le macchine le parcheggiamo l’una sopra l’altra ? E chi pagherà questa nuova opera ? Il problema dei parcheggi mi sembra cmq uno dei problemi irrisolti del nostro Centro Storico.
    4) Vogliamo poi rifare il San Giovanni solo per collocarci il Pomponio Amalteo ? E’ questo la finalità dell’opera ? Se così fosse è utile spendere più di 1 milione di euro oppure è preferibile ricercare una soluzione alternativa che permetta di salvare le esigenze storiche e quelle attuali della città ? Il problema non è da poco.
    Sulla Commisione ultima riflessione. Mi sembra che anni fa si provato a costituire questo organo che tuttavia non ha partorito nulla di concreto. Non è che si vuole fare la Commissione solo per collocare al suo interno qualche illustre proff gemonese per fargli perseguire i suoi sogni ?
    La società è cambiata, il Paese anche, quanti gemonesi vogliono oggi la ricostruzione del San Giovanni ? Non lo so, credo pochi però … forse la gente di questi tempi chiede altro e non è disposta più a vedere cattedarali nel deserto: la chiesa di Santa Lucia ne è l’esempio tipico, per la quale i gemonesi ringraziano ancora chi l’ha voluta !
    Mediatiamo quindi e non critichiamo sempre.
    Bepi

  3. Marco L. scrive:

    @ Bepi
    ma quando parla di “proff.” a chi si riferisce? dal commento non si capisce… troppo facile fare critiche a vanvera a tutti e a nessuno… e poi ricordiamoci che se Gemona era uno “scovaciar” è anche per merito dell’attuale sindaco che è stato in giunta per anni con Disetti e con Marini. Saluti

  4. p.g. scrive:

    Quasi 20 mila euro (40 milioni del vecchio conio) solo per tagliere le pietre? Più la posa ecccc
    Ma se rivestivamo la piazzetta di granito spendevamo meno!
    E forse veniva anche meglio.
    La prima vecchietta che passa sopra si fa fuori una caviglia!

  5. S.Venturini scrive:

    A volte si può sbagliare, anche grossolanamente, ma gli assessori (e le persone) ragionevoli:
    1) ammettono pubblicamente il loro errore e chiedono scusa, non cercano giustificazioni come i bambini beccati con le mani nella marmellata;
    2) cercano di capire che cos’è andato storto per porvi rimedio ed evitare che succeda di nuovo: ad es. costituendo un “gruppo di supporto” tecnico – politico; realizzando un abaco dei materiali da utilizzare nei lavori del centro storico, ecc… ;
    3) rimediano per quanto possibile al misfatto: ad es. rimuovendo le pietre già poste in opera, che tra l’altro, a mio parere (e mi pare che non sono l’unico), non particolarmente indicate per la destinazione prevista dal progetto;
    4) cercano una soluzione alternativa: ad es. collocandovi le pietre rimosse dal tratto di Via Bini rifatto e che “languono” nel magazzino comunale e sono anche già belle pronte. Tra l’altro frutto di scelte sbagliate e di spreco di denaro pubblico di una giunta comunale nella quale credo ci fosse anche l’assessore in questione.

    Ed infine, invito i politici e gli assessore gemonesi a non temere il confronto pubblico aperto anche attraverso questo piccolo spazio che mettiamo a disposizione e a non trincerarsi dietro nomignoli. E’ un metodo che non fa loro onore.

  6. David Letterman scrive:

    Siamo ormai al surreale, all’incredibile, all’ammettere candidi che dato che nessuno si è occupato finora della cosa, questa non vale niente in assoluto e può essere disintegrata.
    Allora, per non mettersi piangere a dirotto propongo di riderci su.
    Una risata li seppellirà!
    Perchè non far partire un ironico concorso di idee per suggerire all’assessore Collini come valorizzare, secondo il suo stile, altri pezzi pregiati del nostro patrimonio storico culturale? Un po’ di satira a questo punto ci può stare, no?
    Inizio io con due proposte, buttate li:
    1 – richiamare Giuliano Palma a suonare sul sagrato del Duomo e vestire la statua di San Cristoforo come Bob Marley, con tanto di dreads;
    2 – utilizzare il soffitto del Pomponio Amalteo per rifare la copertura delle panchine del campo sportivo Tarcisio Goi, siamo o no la città dello sport?
    Altre idee?

  7. Daniele Luzzatti scrive:

    3 – regalare a tutti i cittadini di Gemona, per il prossimo Natale, una pagina dei registri battesimali della Pieve di S.Maria Assunta dall’anno 1435 all’anno 1460, con dedica personalizzata e autografa del Sindaco Urbani; ovviamente da recapitarsi insieme alla lettera che spedirà il Sindaco a tutti i gemonesi per gli auguri di Natale. Negli anni successivi si può proseguire con gli ulteriori registri. Tranquilli, c’è materiale per almeno 10 legislature.

  8. Jay Leno scrive:

    Non sono d’accordo con Dave; io il soffitto del Pomponio lo venderei all’asta, anche in lotti, sicuramente troviamo gemonesi facoltosi che se lo mettono in salotto. E con i tagli dei conti pubblici mi sa che non è nemmeno tanto satirica come opzione.

  9. Spinoza scrive:

    4 – tagliare il volto della Madonna dalla tela del Cima da Conegliano e infilarvi il viso della bella castellana per la foto di rito. Ogni anno il volto cambia riaccendendo l’interesse dei cittadini e dei turisti per ammirare l’opera.

  10. David Letterman scrive:

    5 – abbattere le storiche mura della città per fare al loro posto un simpatico parchetto per il fitness all’area aperta.

    Ops: questo lo hanno fatto davvero!

  11. Bepi scrive:

    Come volevasi dimostrare solo chiacchiere !

  12. Anonimo scrive:

    I saggi non hanno bisogno di suggerimenti. Gli sciocchi, non ne tengono conto.
    Benjamin Franklin

  13. Diego scrive:

    Citazione meno dotta della precedente:

    L’intelligenza sta
    dove l’ipotesi ammette
    l’urgenza di lei
    dove c’è il bisogno reale
    di mettersi a fare
    un po’ di autoironia

    Max Gazzè

  14. AL scrive:

    Poiché il discorso della ricostruzione di San Giovanni non è chiuso (il sindaco stesso lo ha dichiarato recentemente), è evidente che quelle pietre non possono essere adibite ad altri usi, ma devono essere recuperate e conservate con cura. E’ vero che la storia urbanistica di Gemona propone molti esempi di riuso di elementi edilizi, ma non mi risulta che i materiali asportati dagli edifici siano mai stati utilizzati per realizzare dei piani di calpestìo. Poi ci sono pietre e pietre… Se si osserva il pezzo di piazzetta realizzato si rimane colpiti dalla grande eleganza di queste pietre, data dalle delicate sfumature di colore e dalla rugosità della superficie raffinata dal tempo. Come si è potuto pensare di ridurle a piastrelle e di farne un pavimento?
    Non escludo che delle pietre antiche (non queste!) si possano usare per realizzare costruzioni diverse da quelle cui appartenevano, se viene meno la possibilità di una ricollocazione nel sito originario, ma la nuova destinazione deve rispettare la dignità dell’origine e in qualche modo richiamarla.
    Sono pienamente favorevole all’ipotesi di dar vita a una commissione formata da persone (non escluderei i proff… ) che siano capaci di ragionare sul centro e sui beni culturali, senza finire per rimbeccarsi ogni momento su quello che ognuno degli altri “avrebbe potuto fare e non ha fatto” secondo una diffusa e sterile mentalità da pollaio. Gemona possiede delle risorse culturali, a partire dal soffitto dell’Amalteo, che potrebbero costituire un elemento importante nel rilancio della città e del suo territorio.

  15. Anonimo scrive:

    perchè tanta paura delle commissioni? Ricordiamoci che il loro buon funzionamento dipende da chi le guida. Se un assessore è in grado di far funzionare bene la propria commissione ne trarrà sicuramente vantaggi in termini di idee, competenze e riuscita degli interventi che andrà a fare.
    Oltre ad evitare il rischio di autoreferenzialità a cui ognuno di noi è soggetto quando fa tutto da solo…..

    Le cose funzionano se c’è la voglia di farle funzionare!

  16. Moody's scrive:

    Rating: B3