Viva la scuola viva

Bambina alla lavagna

Oggi buona parte delle scuole di Gemona aprono i battenti (alcune lo hanno già fatto la scorsa settimana). Con alcune novità, positive e negative. Tra le prime ci piace ricordare quanto il nostro territorio garantisca un’ottima qualità dell’offerta didattica e formativa. Ne sono prova le due principali indagini che vengono condotte a livello italiano e internazionale. Quest’anno, per esempio, nei test Invalsi, le prove standardizzate di italiano e matematica somministrate alle classi iniziali e terminali dei diversi gradi di scuola, gli studenti friulani si sono distinti in tutte le prove. In particolare in matematica: gli alunni di prima media hanno dato il 52% di risposte corrette a fronte del 46,6% della media italiana, collocandosi così al primo posto. L’altra indagine importante è l’Ocse-Pisa, a cadenza triennale. I dati del 2009, presentati lo scorso anno, mostrano quanto gli studenti friulani delle superiori raggiungano livelli decisamente più elevati della media europea e si collochino secondi rispetto ai colleghi delle altre regioni italiane (dietro alla Lombardia).
Accanto a queste ottime notizie ce n’è di negative, però. Tra queste, gli scarsissimi investimenti che gli enti locali riservano alla scuola (dei tagli del governo centrale non serve nemmeno dire). Basta scorrere i capitoli del bilancio regionale o, più vicino a noi, quelli del Comune di Gemona, per rendersi conto che la scuola viene considerata piuttosto un costo da tagliare che una risorsa su cui investire. Una politica miope, in controtendenza con quanto stanno facendo altri paesi in Europa e nel mondo. Per fortuna il “sistema Friuli” da questo punto di vista regge. E regge bene. Grazie alla qualità degli insegnanti e al ruolo educativo delle famiglie. Speriamo continui così ancora a lungo. E con questa fiduciosa speranza facciamo i migliori auguri ai giovani gemonesi che si affacciano su un nuovo anno di studio e di impegno.

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